
VIDEO-FLASH! “PIANTEDOSI O PARLA DELLA FACCENDA E CHIARISCE O SI STA ZITTO E NON QUERELA” – MATTEONZO RENZI, OSPITE DI “TAGADÀ”, CRITICA IL MINISTRO DELL’INTERNO PER AVERE QUERELATO QUESTO DISGRAZIATO SITO PER AVER RACCONTATO LA SFAVILLANTE CARRIERA DELLA SUA AMANTE, CLAUDIA CONTE: “HA SBAGLIATO A QUERELARE DAGOSPIA, DOPO CHE SI È RIFIUTATO DI PARLARE DELLA VICENDA IN PARLAMENTO. IO HO QUERELATO GIORNALISTI À GOGO, MA UNA COSA È DIRE ‘IO FACCIO CHIAREZZA FINO IN FONDO’, ALTRA COSA È...”
Piantedosi rompe il silenzio e querela Dagospia per la campagna sull'ex amante
PIANTEDOSI NON HA IL CORAGGIO DI PARLARE DELLA SUA RELAZIONE CON CLAUDIA CONTE, MA SOLO DI QUERELARE DAGOSPIA PER DIFFAMAZIONE - MOTIVO? “UNA CONTINUATIVA, MASSIVA, SERIALE E PERSISTENTE CAMPAGNA DIFFAMATORIA" - SECONDO IL PREFETTO, QUESTO DISGRAZIATO SITO "HA ATTRIBUITO AL MINISTRO DI AVER FATTO OTTENERE ILLEGITTIMAMENTE INCARICHI PUBBLICI ALLA DOTTORESSA CLAUDIA CONTE, CON LA GRAVISSIMA CONSEGUENZA DI AVER INGENERATO NELLA OPINIONE PUBBLICA LA CONVINZIONE DI AVER ASSERVITO LA PROPRIA FUNZIONE ISTITUZIONALE A PRESUNTI INTERESSI PERSONALI” - NO, DAGOSPIA HA FATTO IL SUO MESTIERE, RACCONTANDO LA SFAVILLANTE CARRIERA DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA - DOVREBBE ESSERE PIANTEDOSI A CHIARIRE IL PERIMETRO DI UNA RELAZIONE EXTRACONIUGALE MAI SMENTITA, PER FUGARE DUBBI E OMBRE VISTO L'INCARICO DI MINISTRO DELLA LEGALITA' - CHIEDERSI QUALE SIA STATO IL RUOLO GIOCATO DALLA LIAISON NELLA CARRIERA DI CLAUDIA CONTE NON E' "CAMPAGNA DIFFAMATORIA": E' SOLO GIORNALISMO! - C'E' UN PARTITO D’OPPOSIZIONE CHE FACCIA UN’INTERROGAZIONE SU QUESTA QUERELA TEMERARIA E SOPRATTUTTO INTIMIDATORIA?
CLAUDIA CONTE E MATTEO PIANTEDOSI INSIEME AL SENATO PER UN CONVEGNO SU ALDO MORO - 11 MAGGIO 2023
A quanto si apprende, l’avvocato Roberto De Vita, su mandato del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha presentato atto di denuncia e querela nei confronti di Roberto D’Agostino, in qualità di direttore responsabile di Dagospia, per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa.
Il legale spiega che l’iniziativa è stata presa “in relazione alla continuativa, massiva, seriale e persistente campagna diffamatoria, fatta di insistenza narrativa e amplificazione progressiva, attraverso oltre 50 unità comunicative nell’arco di poche settimane tra articoli, rilanci, flash, citazioni indirette, foto didascalie e post della testata Dagospia e dei social ad essa riferibili, che con incessanti ed infondate affermazioni, insinuazioni e allusioni ha attribuito al ministro Piantedosi di aver fatto ottenere illegittimamente incarichi pubblici anche retribuiti ed altre munificenze pubbliche alla dottoressa Claudia Conte con la gravissima conseguenza di aver ingenerato nella opinione pubblica la convinzione di aver asservito la propria funzione istituzionale a presunti interessi personali, così ledendo gravemente la reputazione e l’integrità personale, professionale ed istituzionale”.
Claudia Conte rispunta. E se la prende con i dispositivi del suo successo
CHE FACCIA DI BRONZO ‘STA CLAUDIA CONTE! – LA PREZZEMOLONA CIOCIARA RIFILA UN PISTOLOTTO CONTRO I SOCIAL, I "LEONI DA TASTIERA" E LO “STEREOTIPO MASCHILISTA” CHE HA PROVOCATO “TANTI DANNI” ALLA CULTURA ITALIANA. ALMENO PER UNA VOLTA PARLA DI QUALCOSA DI CUI È ESPERTA: HA FATTO CARRIERA GRAZIE ALLA VISIBILITÀ SOCIAL, CON FOTO AMMICCANTI ACCHIAPPALIKE E COLLEZIONI DI SELFIE CON UOMINI POTENTI – UN DUBBIO CI ASSALE: TRA I "DANNI" PRODOTTI DALLO “STEREOTIPO” DI CUI PARLA CLAUDIA CONTE C’È ANCHE QUELLO DEL MASCHIO ANZIANO CHE TRADISCE LA MOGLIE CON L’AMANTE PIÙ GIOVANE E MOLTO AMBIZIOSA? – LA VISPA 34ENNE, CHE IL PRIMO APRILE RIVELÒ DI AVERE UNA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI, DOPO UN BREVE PERIODO DI SILENZIO È TORNATA IN PISTA: OGNI GIORNO RIFILA I SUOI PENSIERINI ANNACQUATI AI FOLLOWER DI INSTAGRAM E AI POCHI COLPEVOLI LETTORI DEL QUOTIDIANO “L’OPINIONE” - PERCHÉ NON CI DICE “TUTTO” SULLA STORIA CON IL MINISTRO, COME AVEVA PROMESSO ALL'INVIATA DI "E' SEMPRE CARTABIANCA"?
Estratto dell'articolo di Claudia Conte per “l’Opinione”
Il recente caso del sindaco di Genova Silvia Salis, che ha ottenuto un risarcimento per insulti sessisti ricevuti sui social, non è solo una vicenda personale: è il riflesso di una distorsione strutturale del dibattito pubblico contemporaneo. Una distorsione che colpisce l’avversario politico ma, in modo sistematico, le donne. Sintomo, questo, di quanto sia ancora diffuso lo stereotipo maschilista nella cultura italiana e che tanti danni ha provocato anche in tema femminicidi.
Dal presidente Giorgia Meloni ad Elly Schlein, passando per giornaliste, sportive, artiste e professioniste di ogni settore, l’esposizione pubblica femminile continua a essere accompagnata da una quota sproporzionata di violenza verbale, attacchi personali e commenti a sfondo sessista. […]
[…] C’è un equivoco di fondo che va chiarito con fermezza: i social network non devono essere una zona franca. L’illusione dell’anonimato o della distanza digitale non annulla la responsabilità individuale. Ogni parola ha un autore, e ogni autore risponde delle proprie azioni. La libertà di espressione non è un lasciapassare per l’insulto, né tantomeno per la violenza verbale sistematica.
CLAUDIA CONTE - MATTEO PIANTEDOSI
Il danno prodotto dall’odio online è reale. Non si esaurisce nello spazio virtuale, ma incide sulla vita concreta delle persone: sulla reputazione, sulla salute psicologica, sulle opportunità professionali. In molti casi, il risarcimento economico arriva quando il danno è già stato fatto ? ed è, come spesso si dice, una magra consolazione.
Per questo il tema non può essere affrontato solo in chiave repressiva. È necessario un cambio di paradigma che metta al centro la prevenzione. Serve una riflessione seria sul ruolo delle piattaforme digitali, sulla moderazione dei contenuti e sulla responsabilità degli algoritmi che amplificano l’odio perché generano engagement. Ma serve anche ? e forse soprattutto ? un investimento culturale.






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