CLAUDIA CONTE: E’ SCATTATA LA RESA DEI CONTI! PER LA PREZZEMOLONA CIOCIARA, AMANTE DEL MINISTRO PIANTEDOSI, SALTA L’INVITO ALLA FESTA DELLA POLIZIA PER QUESTIONI DI OPPORTUNITA’ (IL 10 APRILE DOVEVA ESSERE SUL PALCO DELL’EVENTO A FROSINONE). E DA GIORNI LA "CONTE-SSA" DI AQUINO NON SI VEDE NEI CORRIDOI DEL VIMINALE - "REPUBBLICA" RICORDA CHE E’ STATA DAGOSPIA A COMINCIARE MESI FA A SCRIVERE DELLA “INARRESTABILE ASCESA DI CLAUDIA CONTE, LA VISPA COLLEZIONISTA DI SELFIE, MOLTO STIMATA DAL MINISTRO PIANTEDOSI” - LEI SI DIFENDE DICENDO CHE PER LEI “PARLANO LE COMPETENZE”. QUALI? IL MISTERO DELLA LAUREA ALLA LUISS. E PER I SUOI LIBRI SPUNTA ANCHE IL TOUR NELLE PREFETTURE…
Lorenzo De Cicco e Giuliano Foschini per repubblica.it - Estratti
Il 10 aprile avrebbe dovuto essere sul palco della festa della Polizia, nella sua Frosinone, come ormai da tradizione. E invece no: quest’anno dovrà rinunciare per una questione di opportunità . Così come, per la stessa ragione, da giorni non si vede nei corridoi del Viminale, da cui in molti sono pronti a scommettere sia partita la prima soffiata su quella relazione.
Dagospia ha cominciato, quasi sei mesi fa, a scrivere della «inarrestabile ascesa di Claudia Conte, la vispa collezionista di selfie, molto stimata dal ministro Piantedosi», e da quel momento la voce su quella figura che si vedeva molto spesso al ministero dell’Interno — secondo alcuni anche con troppa disinvoltura — non ha mai smesso di correre.
Dall’Osservatorio per il bullismo, di cui Conte è portavoce, nato nel 2024 con grandissime aspettative, due fonti dicono a Repubblica di essersi convinte che Conte lavorasse per l’Interno, senza nascondere che una parte della loro collaborazione — «noi siamo una realtà giovane, mossa da molte buone aspettative» — nasca proprio dalle capacità di relazione della «dottoressa» Conte.
(...)
Ma sono eventi che servivano anche a Conte per autopromuoversi e per promuovere i suoi lavori: i libri, ma anche video e documentari che raccontava di voler realizzare e per i quali, nelle ultime settimane, andava a caccia di fondi. Per dire: a novembre del 2025 è a Enna, dove la prefetta Licia Donatella Messina le consegna il premio Gogol. Le due si conoscevano bene: la stessa prefetta, un anno prima — a maggio del 2024 — l’aveva incontrata e premiata a Pistoia.
D’altronde, come lei ha scritto ai giornalisti l’altro giorno, per lei «parlano le competenze». Quali? Ieri, tra le chat di deputati di maggioranza, giravano — maliziosi — vecchi articoli in cui si parlava di Claudia Conte come di una laureata alla Luiss (in alcuni casi si tratta di una laurea, in altri di un master), con una partecipazione alla Scuola Ciampi più un’altra serie di titoli. Tutti titoli che non risultano. E che lei — vedi un’interessante intervista a Blitz Quotidiano — non smentisce mai.
CLAUDIA CONTE - MATTEO PIANTEDOSI
Ma Conte è una ragazza sveglia. E se è vero che non ha smentito quelle voci nelle interviste, è altrettanto vero che nei curriculum ufficiali non ha mai specificato quali siano effettivamente quei titoli. Nelle dichiarazioni ai giornalisti, così come nei curriculum (non c’è traccia di quelli in formato europeo) lasciati in giro nelle aziende partecipate, dov’era molto conosciuta, parla genericamente di competenze.
Uno — una mezza paginetta — è ancora sulla scrivania di un dirigente di una partecipata di Stato. E non si fa menzione dell’università in cui si è laureata né di eventuali studi post-laurea. «Si è presentata qui due volte negli ultimi dodici mesi», racconta, «chiedendo di collaborare con noi. Sapevamo chi fosse, ma sinceramente non ho mai ricevuto alcuna pressione». Cosa le ha risposto? «Grazie, le faremo sapere».
Così le prefetture hanno promosso il libro dell'amante del ministro
Lorenzo De Cicco e Giuliano Foschini per repubblica.it - Estratti
Il 10 aprile avrebbe dovuto essere sul palco della festa della Polizia, nella sua Frosinone, come ormai da tradizione. E invece no: quest’anno dovrà rinunciare per una questione di opportunità . Così come, per la stessa ragione, da giorni non si vede nei corridoi del Viminale, da cui in molti sono pronti a scommettere sia partita la prima soffiata su quella relazione.
Dagospia ha cominciato, quasi sei mesi fa, a scrivere della «inarrestabile ascesa di Claudia Conte, la vispa collezionista di selfie, molto stimata dal ministro Piantedosi», e da quel momento la voce su quella figura che si vedeva molto spesso al ministero dell’Interno — secondo alcuni anche con troppa disinvoltura — non ha mai smesso di correre.
Dall’Osservatorio per il bullismo, di cui Conte è portavoce, nato nel 2024 con grandissime aspettative, due fonti dicono a Repubblica di essersi convinte che Conte lavorasse per l’Interno, senza nascondere che una parte della loro collaborazione — «noi siamo una realtà giovane, mossa da molte buone aspettative» — nasca proprio dalle capacità di relazione della «dottoressa» Conte.
(...)
Ma sono eventi che servivano anche a Conte per autopromuoversi e per promuovere i suoi lavori: i libri, ma anche video e documentari che raccontava di voler realizzare e per i quali, nelle ultime settimane, andava a caccia di fondi. Per dire: a novembre del 2025 è a Enna, dove la prefetta Licia Donatella Messina le consegna il premio Gogol. Le due si conoscevano bene: la stessa prefetta, un anno prima — a maggio del 2024 — l’aveva incontrata e premiata a Pistoia.
D’altronde, come lei ha scritto ai giornalisti l’altro giorno, per lei «parlano le competenze». Quali? Ieri, tra le chat di deputati di maggioranza, giravano — maliziosi — vecchi articoli in cui si parlava di Claudia Conte come di una laureata alla Luiss (in alcuni casi si tratta di una laurea, in altri di un master), con una partecipazione alla Scuola Ciampi più un’altra serie di titoli. Tutti titoli che non risultano. E che lei — vedi un’interessante intervista a Blitz Quotidiano — non smentisce mai.
CLAUDIA CONTE - MATTEO PIANTEDOSI
Ma Conte è una ragazza sveglia. E se è vero che non ha smentito quelle voci nelle interviste, è altrettanto vero che nei curriculum ufficiali non ha mai specificato quali siano effettivamente quei titoli. Nelle dichiarazioni ai giornalisti, così come nei curriculum (non c’è traccia di quelli in formato europeo) lasciati in giro nelle aziende partecipate, dov’era molto conosciuta, parla genericamente di competenze.
Uno — una mezza paginetta — è ancora sulla scrivania di un dirigente di una partecipata di Stato. E non si fa menzione dell’università in cui si è laureata né di eventuali studi post-laurea. «Si è presentata qui due volte negli ultimi dodici mesi», racconta, «chiedendo di collaborare con noi. Sapevamo chi fosse, ma sinceramente non ho mai ricevuto alcuna pressione». Cosa le ha risposto? «Grazie, le faremo sapere».
CLAUDIA CONTE HA OTTENUTO VANTAGGI DALLA SUA RELAZIONE SENTIMENTALE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI? - "IL FATTO QUOTIDIANO": "ALMENO IN UN PAIO D’OCCASIONI CONTE, NELLA SUA VESTE DI SCRITTRICE, HA USUFRUITO DI EVENTI PROMOSSI DA PREFETTURE ITALIANE, QUINDI DAL VIMINALE, GRAZIE AI QUALI HA VENDUTO CENTINAIA DI COPIE DELLE SUE OPERE. È UNA QUESTIONE DI OPPORTUNITÀ POICHÉ, OGGI, SAPPIAMO CHE CONTE GIÀ ALL’EPOCA ERA L’AMANTE DELL’UOMO A CAPO DI TUTTE LE PREFETTURE" - L'ELENCO DELLE PRESENTAZIONI: LA PRIMA IL 15 MAGGIO 2024, A PISTOIA. L'EVENTO E' PROMOSSO DALLA PREFETTA LICIA DONATELLA MESSINA - IL 22 GENNAIO 2025 CONTE TORNA A PISTOIA, A UN ALTRO EVENTO PROMOSSO DALLA PREFETTURA - POI CALTANISSETTA (20 NOVEMBRE 2025). UN’ALTRA PRESENTAZIONE TENUTA NELLA SCUOLA INTERFORZE DI POLIZIA, NEL DICEMBRE 2022, RISULTA PROMOSSA DALLA PREFETTURA DI FOGGIA. PIANTEDOSI SAPEVA?
CLAUDIA CONTE MATTEO PIANTEDOSI
La domanda è: Claudia Conte ha ottenuto vantaggi dalla sua relazione sentimentale (finora mai smentita) con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi?
In attesa di avere risposte ufficiali dal Governo, Il Fatto ha potuto verificare che almeno in un paio d’occasioni Conte, nella sua veste di scrittrice, ha potuto usufruire di eventi promossi da Prefetture italiane – quindi dal Viminale – grazie ai quali ha venduto centinaia di copie delle sue opere.
Non è questione di mero guadagno economico, ma di opportunità , poiché oggi sappiamo che Conte già all’epoca era potenzialmente l’amante dell’uomo a capo di tutte le Prefetture. Quindi: Piantedosi sapeva che la sua amante (se tale era all’epoca) promuoveva e vendeva i suoi libri in eventi promossi dalle Prefetture e, peraltro, pubblicizzati sul sito del Viminale? E Conte lo aveva informato?
Sono domande come queste che rendono di interesse pubblico la relazione che il Governo tende a derubricare come affare privato. Domande che Il Fatto ha posto ai diretti interessati, senza tuttavia ottenere risposta.
meme matteo piantedosi - caso claudia conte
Veniamo agli episodi in questione. Il primo risale al 15 maggio del 2024: quel giorno Conte sale sul palco del teatro Manzoni di Pistoia per presentare il suo La voce di Iside, romanzo su una diciottenne che supera i traumi della pandemia col volontariato contro la violenza di genere. L’evento è promosso dalla prefetta Licia Donatella Messina, col patrocinio della Fondazione Caript e la Società della Salute Pistoiese.
Da quello che risulta al Fatto, Conte viene invitata solo perché aveva precedentemente conosciuto la prefetta, autrice di un protocollo contro il bullismo siglato dalle istituzioni locali. Il libro della giornalista era stato ritenuto particolarmente adatto a un pubblico giovane. L’evento, a giudicare dal sito del Viminale, è un successo: partecipano più di 500 studenti.
Il 22 gennaio 2025 Conte torna a Pistoia, questa volta alla Sala Maggiore di Palazzo di Giano, per partecipare alla premiazione del concorso di idee “La forza della solidarietà ”, promosso sempre dalla Prefettura. Sul sito del Viminale si legge che per l’occasione il libro La voce di Isideè stato “diffuso nelle scuole della provincia”.
CLAUDIA CONTE E MATTEO PIANTEDOSI INSIEME AL SENATO PER UN CONVEGNO SU ALDO MORO - 11 MAGGIO 2023
Da quello che risulta al Fatto, a pagare un centinaio di copie (costo 15 euro l’una) poi distribuite agli studenti è la Fondazione Caript, che aveva patrocinato l’evento.
Al Fatto risulta anche che i libri non sono stati venduti direttamente dalla casa editrice, che li aveva ceduti precedentemente a Conte. È dunque la giornalista che acquista alcune copie del suo lavoro, per poi rivenderle alla Fondazione.
Uno schema che si ripete a Caltanissetta il 20 novembre del 2025. Nel luglio scorso, infatti, la prefetta Messina viene trasferita da Pistoia alla città nel centro della Sicilia. E qui ripete l’esperienza del protocollo contro il bullismo, con annessa presentazione del libro La voce di Iside.
Questa volta a pagare le copie (solo alcune decine) è la Fondazione Sicana, mentre sul palco del Teatro Rosso di San Secondo Conte riceve anche il premio “Gogol Ambasciatrice del Sorriso nel Mondo”. Anche questa volta il sito del Ministero pubblica un articolo per dare notizia dell’evento.
sara giudice di e' sempre cartabianca prova a intervistare claudia conte 5
C’è poi una singolare coincidenza. Nel 2024, il Ministero dell’Interno destina 450mila euro al fondo Unrra, gestito dal Viminale per progetti sociali e culturali, destinandoli a iniziative di “assistenza e supporto in favore delle donne vittime di violenza di genere”.
Nello stesso anno Conte pubblica il suo La voce di Iside, che come abbiamo visto tratta proprio il tema della violenza di genere.
Nel 2025, il Ministero di Piantedosi finanzia con 500mila euro lo stesso fondo Unrra per progetti contro il bullismo. Poche settimane fa, Conte ha pubblicato Dove nascono i silenzi, il suo ultimo lavoro che parla proprio di disagio giovanile, realizzato con il patrocinio dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo, di cui la giornalista è portavoce.
Il libro è edito da “Fall in Love”, una società di comunicazione che distribuisce solo su Amazon. [...] Un’altra presentazione risulta invece effettuata nella scuola interforze di Polizia e, nel dicembre 2022, legata al libro La legge del cuore, ed è stata promossa dalla Prefettura di Foggia.
E ora spuntano dubbi sul curriculum di Conte
Lo scandalo - 1a puntata
LAUREA C'E' O LAUREA NON C'E' PER CLAUDIA CONTE? - C'E' UN GIALLO NEL CURRICULUM DELLA VISPA 34ENNE AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI: LA CONTE-SSA DELLA CIOCIARIA SOSTIENE DI ESSERSI LAUREATA IN GIURISPRUDENZA ALLA "LUISS" DI ROMA, MA NEGLI ELENCHI DELL'ATENEO IL SUO NOME NON RISULTA - CIÃ’ NON TOGLIE CHE ABBIA POTUTO OTTENERE QUEL TITOLO ANCHE ALTROVE. MA IN QUALE ATENEO? - NEL DOCUMENTO PRESENTATO PER ASSUMERE L’INCARICO DI DOCENTE NELLA SCUOLA DI FORMAZIONE DELLA POLIZIA DI STATO, CLAUDIA CONTE SOSTIENE DI AVER FREQUENTATO UNA "SCUOLA POLITICA" (QUALE, NON LO SPECIFICA) - DA ARTICOLI ONLINE SI APPRENDE CHE AVREBBE FREQUENTATO QUELLA DI SABINO CASSESE E QUELLA DI CARLO AZEGLIO CIAMPI (DOVE LA 34ENNE HA FATTO DOMANDA DI AMMISSIONE, MA NON HA MAI FREQUENTATO)
Estratto dell'articolo di Enrica Riera e Nello Trocchia per “Domani”
CLAUDIA CONTE E LA MASTOPLASTICA ADDITTIVA
C’è un giallo nel curriculum di Claudia Conte, la giornalista, opinionista televisiva, attivista antimafia e scrittrice che nei giorni scorsi ha rivelato la sua relazione sentimentale col ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Un mistero che riguarda la sua laurea magistrale in Giurisprudenza alla Luiss. «Laurea in giurisprudenza», si legge nel curriculum presentato per assumere l’incarico di docente nella scuola di formazione della polizia di stato.
Una docenza, come rivelato da Domani, che si è concretizzata nella moderazione di quattro tavole rotonde alla scuola interforze, tutte svolte dalla dottoressa Conte tra dicembre 2023 e novembre 2024.
«Lei ha sostenuto per le vie brevi di essersi laureata alla Luiss, ha presentato quel curriculum dove non è indicata l’università , si tratta di convegni nei quali sono stati coinvolti decine di giornalisti, ognuno si assume la responsabilità di quanto dichiarato», ci racconta un alto dirigente della Polizia di Stato.
LO SCIUPAFEMMINE - MEME MATTEO PIANTEDOSI CLAUDIA CONTE
Anche in diverse interviste la professionista racconta degli studi nella prestigiosa università privata. «Perché hai scelto di studiare giurisprudenza alla Luiss?». È il 2016 quando la cronista di una testata online si rivolge a Conte. Che risponde: «Perché credo che i desideri della famiglia vadano soddisfatti. Loro ci hanno fatto il regalo più bello e noi non possiamo non ricambiare la cortesia».
Ma poi, dopo l’iscrizione, si è realmente laureata nella prestigiosa università ? La sua versione sembra stridere con quanto può ricostruire questo giornale. Negli elenchi aggiornati dall’anno accademico 2006-2007 fino a oggi il suo nome non risulta tra i laureati, una circostanza che ci viene confermata anche da due fonti.
Ciò non toglie che abbia potuto ottenere quel titolo anche altrove. In quale ateneo? Impossibile da dire perché Conte dopo aver spifferato la sua relazione con un peso massimo del governo si è chiusa in un religioso silenzio. [...]
Torniamo a quel foglio presentato da Conte, firmato di suo pugno, per l’affidamento dell’incarico presso la scuola di perfezionamento per le forze di polizia. Un foglio, appunto, non un vero e proprio curriculum. Ed è un aspetto di primaria importanza visto che è depositato, insieme ad altri cv di professionisti, agli atti del corso di alta formazione.
Mentre gli altri docenti hanno allegato un curriculum ricco e dettagliato, quello di Conte appare scarno e generico, in alcuni passaggi scritto a penna senza specificare ateneo, data di conseguimento del titolo. Un altro curriculum più ricco della conduttrice-giornalista è irrintracciabile nonostante la donna sia consulente, a titolo gratuito, di una commissione parlamentare d’inchiesta come quella sulle periferie.
L’unica traccia disponibile sugli studi è appunto l’autodichiarazione presentata per moderare le tavole rotonde delle forze dell’ordine. Il primo invito di Conte è stato fatto direttamente dal direttore della scuola di polizia, mentre il secondo è partito dai carabinieri. Ogni tavola rotonda dura in genere due ore, si tratta di soli 206 euro lordi di media. Domani ha comunque chiesto chiarimenti alla conduttrice che non ha risposto al telefono, ai messaggi, all’email.
claudia conte - matteo piantedosi
Nel foglio presentato alla scuola di formazione alla voce “altri titoli” viene indicato un master «Scuola politica», senza specificare quale. Da articoli online si apprende che avrebbe frequentato quella di Sabino Cassese: parteciparvi non equivale ad aver conseguito un master. In alcune iniziative, presentando la biografia di Conte (come nel premio letterario Vermentino), si legge che la giovane avrebbe frequentato la Scuola di politiche sociali ed economiche Carlo Azeglio Ciampi.
Questo giornale ha scoperto che la realtà è leggermente diversa. Conte ha fatto domanda di ammissione, ma non ha mai frequentato. Come confermano dalla scuola. Il prossimo 10 aprile si parlava di una sua presenza all’evento cerimoniale per celebrare i 174 anni della polizia a Frosinone. Due anni fa Conte ha presentato l’iniziativa alla presenza del questore Domenico Condello. La partecipazione di quest’anno è sfumata.
Ci sono poi altri dettagli da chiarire in questa storia. Come quello dei «seimila euro in contanti nel comodino». Un particolare che emerge dalle carte giudiziarie di un processo ormai concluso che ha coinvolto come parte offesa proprio Conte e di cui Domani ha scritto. Negli atti si fa riferimento a un episodio riguardante «6mila euro in contanti», custoditi da Conte in casa e di cui l’ex fidanzato Angelo Paradiso, assolto da ogni accusa, si sarebbe appropriato.
Nella sentenza del giudice Lorenzo Ferri la vicenda viene chiarita. Che ci facevano quei soldi, cash, nel cassetto di Claudia Conte? «La testimone, a specifica domanda rivoltale sul punto, ha poi riferito di custodire questi soldi in casa, tenendoli nel suo comodino per eventuali emergenze». [...]
Estratto dell'articolo di Enrica Riera e Nello Trocchia per “Domani”
CLAUDIA CONTE E LA MASTOPLASTICA ADDITTIVA
C’è un giallo nel curriculum di Claudia Conte, la giornalista, opinionista televisiva, attivista antimafia e scrittrice che nei giorni scorsi ha rivelato la sua relazione sentimentale col ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Un mistero che riguarda la sua laurea magistrale in Giurisprudenza alla Luiss. «Laurea in giurisprudenza», si legge nel curriculum presentato per assumere l’incarico di docente nella scuola di formazione della polizia di stato.
Una docenza, come rivelato da Domani, che si è concretizzata nella moderazione di quattro tavole rotonde alla scuola interforze, tutte svolte dalla dottoressa Conte tra dicembre 2023 e novembre 2024.
«Lei ha sostenuto per le vie brevi di essersi laureata alla Luiss, ha presentato quel curriculum dove non è indicata l’università , si tratta di convegni nei quali sono stati coinvolti decine di giornalisti, ognuno si assume la responsabilità di quanto dichiarato», ci racconta un alto dirigente della Polizia di Stato.
LO SCIUPAFEMMINE - MEME MATTEO PIANTEDOSI CLAUDIA CONTE
Anche in diverse interviste la professionista racconta degli studi nella prestigiosa università privata. «Perché hai scelto di studiare giurisprudenza alla Luiss?». È il 2016 quando la cronista di una testata online si rivolge a Conte. Che risponde: «Perché credo che i desideri della famiglia vadano soddisfatti. Loro ci hanno fatto il regalo più bello e noi non possiamo non ricambiare la cortesia».
Ma poi, dopo l’iscrizione, si è realmente laureata nella prestigiosa università ? La sua versione sembra stridere con quanto può ricostruire questo giornale. Negli elenchi aggiornati dall’anno accademico 2006-2007 fino a oggi il suo nome non risulta tra i laureati, una circostanza che ci viene confermata anche da due fonti.
Ciò non toglie che abbia potuto ottenere quel titolo anche altrove. In quale ateneo? Impossibile da dire perché Conte dopo aver spifferato la sua relazione con un peso massimo del governo si è chiusa in un religioso silenzio. [...]
Torniamo a quel foglio presentato da Conte, firmato di suo pugno, per l’affidamento dell’incarico presso la scuola di perfezionamento per le forze di polizia. Un foglio, appunto, non un vero e proprio curriculum. Ed è un aspetto di primaria importanza visto che è depositato, insieme ad altri cv di professionisti, agli atti del corso di alta formazione.
Mentre gli altri docenti hanno allegato un curriculum ricco e dettagliato, quello di Conte appare scarno e generico, in alcuni passaggi scritto a penna senza specificare ateneo, data di conseguimento del titolo. Un altro curriculum più ricco della conduttrice-giornalista è irrintracciabile nonostante la donna sia consulente, a titolo gratuito, di una commissione parlamentare d’inchiesta come quella sulle periferie.
L’unica traccia disponibile sugli studi è appunto l’autodichiarazione presentata per moderare le tavole rotonde delle forze dell’ordine. Il primo invito di Conte è stato fatto direttamente dal direttore della scuola di polizia, mentre il secondo è partito dai carabinieri. Ogni tavola rotonda dura in genere due ore, si tratta di soli 206 euro lordi di media. Domani ha comunque chiesto chiarimenti alla conduttrice che non ha risposto al telefono, ai messaggi, all’email.
claudia conte - matteo piantedosi
Nel foglio presentato alla scuola di formazione alla voce “altri titoli” viene indicato un master «Scuola politica», senza specificare quale. Da articoli online si apprende che avrebbe frequentato quella di Sabino Cassese: parteciparvi non equivale ad aver conseguito un master. In alcune iniziative, presentando la biografia di Conte (come nel premio letterario Vermentino), si legge che la giovane avrebbe frequentato la Scuola di politiche sociali ed economiche Carlo Azeglio Ciampi.
Questo giornale ha scoperto che la realtà è leggermente diversa. Conte ha fatto domanda di ammissione, ma non ha mai frequentato. Come confermano dalla scuola. Il prossimo 10 aprile si parlava di una sua presenza all’evento cerimoniale per celebrare i 174 anni della polizia a Frosinone. Due anni fa Conte ha presentato l’iniziativa alla presenza del questore Domenico Condello. La partecipazione di quest’anno è sfumata.
Ci sono poi altri dettagli da chiarire in questa storia. Come quello dei «seimila euro in contanti nel comodino». Un particolare che emerge dalle carte giudiziarie di un processo ormai concluso che ha coinvolto come parte offesa proprio Conte e di cui Domani ha scritto. Negli atti si fa riferimento a un episodio riguardante «6mila euro in contanti», custoditi da Conte in casa e di cui l’ex fidanzato Angelo Paradiso, assolto da ogni accusa, si sarebbe appropriato.
Nella sentenza del giudice Lorenzo Ferri la vicenda viene chiarita. Che ci facevano quei soldi, cash, nel cassetto di Claudia Conte? «La testimone, a specifica domanda rivoltale sul punto, ha poi riferito di custodire questi soldi in casa, tenendoli nel suo comodino per eventuali emergenze». [...]
FRANCESCO PIONATI, COMPAGNO DI SCUOLA DI MATTEO PIANTEDOSI (CHE HA UNA RELAZIONE CON LA PREZZEMOLONA CIOCIARA) SPIEGA PERCHE’ DA DIRETTORE DI RADIO 1 LE AFFIDO’ UN PROGRAMMA: “AVEVA UN BUON CURRICULUM” (MA FACCE RIDE!), NON FU PIANTEDOSI LO SPONSOR. CI SONO DINAMICHE BIZANTINE DIETRO A QUESTA STORIA, CHE DEVONO ESSERE CHIARITE. TUTTI CI CHIEDIAMO PERCHÉ QUESTA RAGAZZA ABBIA DECISO DI FARE CERTE DICHIARAZIONI. PER FORTUNA CHE DICONO CHE I GIORNALISTI RAI FANNO LE DOMANDE CONCORDATE. IO NON HO MAI FATTO UNA DOMANDA SU RICHIESTA, AL CONTRARIO DI QUEL RAGAZZO SU SPINTA, LEGGO, DI UN INTERMEDIARIO. È UNA FACCENDA PARTICOLARE CHE CADE IN UN MOMENTO IN CUI IL GOVERNO MELONI NON È FORTISSIMO…”
S. Can. Per “il Corriere della Sera” - Estratti
«Secondo me Claudia Conte rischia di diventare una Maria Rosaria Boccia 2».
Addirittura: perché, Francesco Pionati, dice così? Non fu lei da direttore di Radio 1, ad affidarle il programma settimanale «Mezz’ora legale»?
«Confermo. La ragazza aveva già la matricola Rai perché aveva condotto in precedenza una trasmissione su Isoradio. Nel 2023 mi fu presentata al Palio di Villa Borghese».
Da chi?
«Da un collega di Radio Rai. Conte mi propose un programma su legalità e sicurezza».
E lei le disse subito di sì senza nemmeno conoscerla: è un po’ strano, non crede?
«Dopo le mie verifiche ebbi la conferma di trovarmi davanti a un curriculum buono.
Certo, se mi avesse proposto una striscia su cinema o libri le avrei detto di no».
Lei è un giornalista Rai di lungo corso, figlio di un sindaco Dc di Avellino, ex parlamentare Udc e soprattutto compagno di scuola di Matteo Piantedosi, il presunto compagno della giornalista.
«Con Matteo frequentammo, in classe diverse, il liceo classico Colletta ad Avellino.
Ci conosciamo da sempre: siamo amici, ma non ci frequentiamo, perché le nostre vite hanno preso strade diverse. Non fu lui lo sponsor».
Ha sentito Piantedosi in questi giorni?
«Sì, ha letto le mie dichiarazioni e mi ha ringraziato per la mia onestà intellettuale».
Perché Conte rischia di diventare una Boccia 2?
«Ci sono dinamiche bizantine dietro a questa storia, che devono essere chiarite. Tutti ci chiediamo perché questa ragazza abbia deciso di fare certe dichiarazioni».
(...) resta una storia strana, molto strana per come è scoppiata così a freddo».
Si riferisce all’intervista rilasciata da Conte al podcast di «Money.it»?
«Sì, e per fortuna che dicono che i giornalisti Rai fanno le domande concordate... Io non ho mai fatto una domanda su richiesta, al contrario di quel ragazzo su spinta, leggo, di un intermediario».
Da vecchio frequentatore della politica e dei palazzi nota qualcosa di strano in questa vicenda?
«Ãˆ una faccenda particolare che cade in un momento in cui il governo Meloni non è fortissimo. Ma è una banalità ».
FRANCESCO PIONATI, COMPAGNO DI SCUOLA DI MATTEO PIANTEDOSI (CHE HA UNA RELAZIONE CON LA PREZZEMOLONA CIOCIARA) SPIEGA PERCHE’ DA DIRETTORE DI RADIO 1 LE AFFIDO’ UN PROGRAMMA: “AVEVA UN BUON CURRICULUM” (MA FACCE RIDE!), NON FU PIANTEDOSI LO SPONSOR. CI SONO DINAMICHE BIZANTINE DIETRO A QUESTA STORIA, CHE DEVONO ESSERE CHIARITE. TUTTI CI CHIEDIAMO PERCHÉ QUESTA RAGAZZA ABBIA DECISO DI FARE CERTE DICHIARAZIONI. PER FORTUNA CHE DICONO CHE I GIORNALISTI RAI FANNO LE DOMANDE CONCORDATE. IO NON HO MAI FATTO UNA DOMANDA SU RICHIESTA, AL CONTRARIO DI QUEL RAGAZZO SU SPINTA, LEGGO, DI UN INTERMEDIARIO. È UNA FACCENDA PARTICOLARE CHE CADE IN UN MOMENTO IN CUI IL GOVERNO MELONI NON È FORTISSIMO…”
S. Can. Per “il Corriere della Sera” - Estratti
«Secondo me Claudia Conte rischia di diventare una Maria Rosaria Boccia 2».
Addirittura: perché, Francesco Pionati, dice così? Non fu lei da direttore di Radio 1, ad affidarle il programma settimanale «Mezz’ora legale»?
«Confermo. La ragazza aveva già la matricola Rai perché aveva condotto in precedenza una trasmissione su Isoradio. Nel 2023 mi fu presentata al Palio di Villa Borghese».
Da chi?
«Da un collega di Radio Rai. Conte mi propose un programma su legalità e sicurezza».
E lei le disse subito di sì senza nemmeno conoscerla: è un po’ strano, non crede?
«Dopo le mie verifiche ebbi la conferma di trovarmi davanti a un curriculum buono.
Certo, se mi avesse proposto una striscia su cinema o libri le avrei detto di no».
Lei è un giornalista Rai di lungo corso, figlio di un sindaco Dc di Avellino, ex parlamentare Udc e soprattutto compagno di scuola di Matteo Piantedosi, il presunto compagno della giornalista.
«Con Matteo frequentammo, in classe diverse, il liceo classico Colletta ad Avellino.
Ci conosciamo da sempre: siamo amici, ma non ci frequentiamo, perché le nostre vite hanno preso strade diverse. Non fu lui lo sponsor».
Ha sentito Piantedosi in questi giorni?
«Sì, ha letto le mie dichiarazioni e mi ha ringraziato per la mia onestà intellettuale».
Perché Conte rischia di diventare una Boccia 2?
«Ci sono dinamiche bizantine dietro a questa storia, che devono essere chiarite. Tutti ci chiediamo perché questa ragazza abbia deciso di fare certe dichiarazioni».
(...) resta una storia strana, molto strana per come è scoppiata così a freddo».
Si riferisce all’intervista rilasciata da Conte al podcast di «Money.it»?
«Sì, e per fortuna che dicono che i giornalisti Rai fanno le domande concordate... Io non ho mai fatto una domanda su richiesta, al contrario di quel ragazzo su spinta, leggo, di un intermediario».
Da vecchio frequentatore della politica e dei palazzi nota qualcosa di strano in questa vicenda?
«Ãˆ una faccenda particolare che cade in un momento in cui il governo Meloni non è fortissimo. Ma è una banalità ».
LA PALADINA DELLA LEGALITÀ ERA AMICA DEL “CONTRABBANDIERE” – ANTONIO EPIFANI, CHE NEL 2021 OSPITAVA IL PARTY PER IL LANCIO DEI BIKINI DI CLAUDIA CONTE, È STATO CONDANNATO PER TRUFFA E SI AUTO-DEFINIVA “CONTRABBANDIERE” (“NEGLI ANNI ’90 SI GUADAGNAVA PARECCHIO, COL CONTRABBANDO”) – VOLATO A DUBAI NEL 2000, HA DATO RIFUGIO NEL SUO YACHT AL LATITANTE ARMANDO MATACENA, FINCHÉ NEL 2018 NON GLI DETTE IL BENSERVITO PER EVITARE ALTRI GUAI – L’INCHIESTA DELLA POLIZIA OLANDESE, ARCHIVIATA, SU UNA PRESUNTA TRUFFA PER RECLUTARE “BALLERINE” DA FAR ARRIVARE A DUBAI E LA FESTA SELVAGGIA PER LA FUTURA AMANTE DI PIANTEDOSI…
Estratto dell’articolo di Consolato Minniti per https://www.lacnews24.it/, articolo dell’8 aprile 2018
claudia conte con antonio epifani
Arrivano nuovi grattacapi per il latitante Amedeo Matacena jr. Questa volta, però, non dall’Italia. O almeno non direttamente.
A pochi giorni dalla pubblicazione dell’articolo di lacnews24.it, in cui si narrava la latitanza dorata dell’ex parlamentare di Forza Italia, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, per lui arriva il “benservito” da colui il quale gli ha offerto un lavoro, permettendogli quindi di «sbarcare il lunario» (per usare un’espressione cara a Matacena) nel luogo in cui ha scelto di trascorrere i suoi giorni, sottraendosi all’esecuzione della pena irrogata dalla giustizia.
L’imprenditore di origine italiana Antonio Epifani, infatti, nella giornata di ieri ha annunciato pubblicamente di aver interrotto la sua collaborazione con Matacena che, di fatto, è rimasto senza quel lavoro che lo aveva fatto vivere negli ultimi tempi a bordo di yacht e nei salotti buoni di Dubai. Un annuncio che Epifani ha affidato al suo profilo facebook. Ma perché tutta questa fretta d’interrompere il rapporto di collaborazione?
Antonio Epifani con Amedeo Matacena a una festa a Dubai
[…] Forse l’imprenditore italiano […] ha subodorato qualche possibile nefasta conseguenza dalla vicinanza con Matacena. Di certo non si può dire che non sapesse nulla dell’ex parlamentare, considerato che una semplice ricerca su un qualunque motore di ricerca fa venire fuori una quantità indescrivibile di articoli sul conto di Matacena.
Né possiamo immaginare che a trarlo in inganno possa essere stato quel profilo linkedin un po’ “coperto”, che risponde al nome di Amadeo Moet e che in realtà cela proprio l’armatore reggino. Fra l’altro il rapporto di collaborazione, a giudicare da foto, post e tag su facebook andava a gonfie vele. Almeno all’esterno, dunque, nulla lasciava presagire una possibile interruzione così repentina di questo rapporto.
claudia conte con antonio epifani
Ma è andando a consultare le fonti aperte che forse si trova qualche traccia interessante sul conto di Antonio Epifani e magari anche sulle ragioni che gli hanno suggerito di prendere le distanze da Matacena.
[…] In ordine di tempo, la prima traccia risale al 2008 e riporta addirittura ad un forum internazionale che fa riferimento all’associazione “Scam victims united” che raggruppa persone che hanno subito truffe […].
È l’utente “Joined” a scrivere di Antonio Epifani, ma ovviamente queste informazioni vanno prese con tutte le cautele necessarie, anche in virtù del fatto che la polizia olandese – luogo dove sono avvenuti i fatti – ha chiuso il caso in quanto l’uomo non è più nei Paesi Bassi. Ebbene, in questo post si racconta di un viaggio fatto da Epifani in Olanda per selezionare ballerine da far arrivare poi a Dubai.
party nello yacht di antonio epifani. 2
Del resto, l’imprenditore è lì ormai dai primi anni 2000. Secondo “Joined”, Epifani aveva bisogno di 15 ballerine e 15 dj. Le sue referenze erano buone: aveva organizzato per due anni delle serate a Mykonos con successo. Allora in tanti si fidano di lui. «Ãˆ piccolo, di bell’aspetto, parla tranquillamente, educato e addirittura carino», scrive “Joined”.
Poi il racconto: in buona sostanza tutti dovevano pagare una caparra da 400 euro, in modo che l’organizzazione fosse sicura che le persone selezionate sarebbero rimaste lì per tutto il tempo e che si sarebbero presentate in aeroporto. «Molti hanno lasciato il lavoro, la casa o addirittura l’auto – scrive Joined – perché pensavano che stessero andando a Dubai per sei mesi.
Tutto sembrava ok, poiché avevamo i contratti, copia del suo passaporto. Ma tutto ciò non valeva nulla. Hanno perso i soldi».
antonio epifani con pio e amedeo
Si racconta anche che Epifani abbia dato un assegno come garanzia per i soldi dei ballerini «ma non era coperto». “Joined” aggiunge che sarebbero state prese anche le informazioni della sua carta di credito e prelevati 1000 euro. «La polizia in Olanda ha tutte e prove», spiega la persona truffata e aggiunge che avrebbe fatto lo stesso con altre 15 ballerine in un altro paese.
[…] Un argomento a cui Epifani sembra molto sensibile, quello delle carte di credito. Gli archivi di Repubblica, infatti, raccontano di un’inchiesta partita nell’agosto del 2011 che coinvolse proprio l’imprenditore amico di Amedeo Matacena. Il lancio – che riportiamo integralmente – è eloquente: «Rubavano le carte di credito ai turisti americani, le clonavano, prelevavano e facevano affari anche con negozianti compiacenti. Trentadue persone, tra cui una quindicina di italiani e una decina di romeni, sono state denunciate dalla finanza. Arrestato il capobanda, Daniele Cirstea, romeno di 35 anni che viveva in affitto a due passi dal Duomo con gli strumenti per clonare le carte. Tra i denunciati Antonio Epifani, 37 anni, di Ostuni: si spacciava per immobiliarista, manager e per parente del sindacalista Guglielmo Epifani. Viveva in grandi alberghi tra Milano, la Spagna e Dubai».
Antonio “il contrabbandiere”
antonio epifani con quattro procaci ragazze a dubai
Finita qui? Non proprio, perché manca il piatto forte: l’intervista che Antonio Epifani ha rilasciato lo scorso anno ad “Emigratis”, la trasmissione di Pio e Amedeo, proprio a bordo di uno degli yacht con cui lavora a Dubai. E come si definisce il noto imprenditore emiratino? Un contrabbandiere. Lo dice lui stesso [...].
«In Italia ci sono stato fino al 2000/2001. Mi occupavo di turismo – spiega Epifani – non si riusciva mai ad arrivare alla fine del mese. Sai come tutti negli anni ’90 lavoravano alle sigarette». «Il contrabbando?» chiedono Pio e Amedeo ed Epifani conferma: «Il contrabbando». «Si guadagnava parecchio, col contrabbando c’era benessere e non c’era crisi. Davano centomila lire all’epoca, solo per andare dieci minuti a scaricare i cartoni di sigarette sugli scogli», conclude l’imprenditore.
CLAUDIA CONTE CON ANGELO PARADISO NELLO YACHT DI ANTONIO EPIFANI A DUBAI
[…] Ecco allora che evidentemente le notizie rimbalzate dall’Italia sulla testimonianza di Berlusconi al processo “Breakfast” hanno amplificato parecchio le voci riguardanti Amedeo Matacena. L’articolo di lacnews24.it, infine, ha messo per la prima volta in correlazione la figura dell’ex parlamentare con quella di Epifani, in quanto suo collaboratore nella Dream Tour, l’azienda leader nel settore del noleggio di yacht e auto di lusso e nell’organizzazione di eventi. Tutto ciò ha condotto alla scelta di interrompere il rapporto lavorativo con il latitante eccellente dimorante a Dubai per evitare possibili guai? […]
Anche un ex deputato dem era caduto nella rete
“CLAUDIA CONTE? È UN’ATTRICETTA DI PAESE, NON È RIUSCITA A SFONDARE E ORA PER FARLO SI FA AIUTARE DA UOMINI VECCHI” – NELLA VICENDA CHE RIGUARDA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA, CHE HA RIVELATO DI AVERE UNA RELAZIONE CON IL MINISTRO PIANTEDOSI, COMPARE ANCHE UNA LETTERA ANONIMA INVIATA A VIRA CARBONE, CONDUTTRICE RAI E MOGLIE DELL’EX POLITICO DEL PD RENZO LUSETTI (I DUE SONO SEPARATI DA 6 ANNI E HANNO DIVORZIATO POCHI MESI FA) – “IL FATTO” RACCONTA CHE NEL LUGLIO 2021 LUSETTI APRI' CON LA CONTE UNA SOCIETÀ DI EVENTI CHIAMATA “SHALLOW SRL”. POI NE È USCITO DOPO POCHI MESI A CAUSA DELLA MISSIVA ARRIVATA ALLA MOGLIE – L’EX POLITICO DC HA NEGATO DI AVER AVUTO RELAZIONI SENTIMENTALI CON LA 32ENNE...
La presentatrice Rai, Vira Carbone è la ex moglie di Renzo Lusetti. I due sono separati da 6 anni e hanno divorziato pochi mesi fa…
IL CASO LUSETTI-CONTE
Da open.online
Nelle more della vicenda di Claudia Conte, che ha rivelato di avere una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, c’è anche una storia che riguarda un ex deputato del Partito Democratico.
La racconta oggi Il Fatto: Renzo Lusetti nel luglio 2021 ha aperto con la giornalista una società di eventi chiamata Shallow Srl. Poi ne è uscito dopo pochi mesi. A causa di una lettera anonima arrivata alla moglie del politico, che ha anche lui due figlie come Piantedosi. La missiva indicava in Conte l’amante del marito. E la definiva così: «Ãˆ un’attricetta di paese… non è riuscita a sfondare e ora per farlo si fa aiutare da uomini vecchi…».
Lusetti ha confermato la storia al Fatto Quotidiano, compresa la lettera anonima. Ma ha negato di aver avuto relazioni sentimentali con la 32enne. Nato a Castelnuovo di Sotto nel 1958, è stato deputato per cinque legislature dal 1987 al 2013. Esponente della Margherita e poi del Pd (eletto nel 2008), ha aderito all’UdC nel 2010 per poi tornare al PD nel 2015. Ha ricoperto il ruolo di segretario di presidenza alla Camera.
Anche Conte ha negato in un’occasione molto specifica: nell’aula di un tribunale. L’occasione è la denuncia per stalking nei confronti dell’allora fidanzato, il calciatore Angelo Paradiso, che verrà assolto nel dicembre 2023. A luglio, durante il processo, il giudice Lorenzo Ferri chiede alla donna: «Che lavoro fa?». Lei replica: «Conduttrice di iniziative…». Il pm insiste: «In concreto cosa faceva?». «Sempre il mondo della cultura», è la risposta. «Non è difficile. Che lavoro faceva nel 2020 e 2021?», insiste il Pm.
«Non farò la fine di Sangiuliano»
Nel frattempo il ministro Piantedosi resiste. «Nessuna variazione in agenda né oggi né nei prossimi giorni», dice il Viminale di buon mattino mentre dalla rassegna stampa del ministero dell’Interno, fa sapere Repubblica, non c’è traccia della vicenda. «Non finirò come Sangiuliano», avrebbe avvertito chi gli chiedeva se volesse dimettersi.
Secondo il quotidiano Giorgia Meloni sapeva della nuova grana in arrivo «un giorno prima». Sulla trasmissione Rai che Conte conduce su Radio 1 e ha ottenuto quando direttore era Francesco Pionati, c’è una curiosa circostanza: il giornalista è stato compagno di scuola di Piantedosi ad Avellino, anche se il ministro è nato a Napoli.
La presentatrice Rai, Vira Carbone è la ex moglie di Renzo Lusetti. I due sono separati da 6 anni e hanno divorziato pochi mesi fa…
IL CASO LUSETTI-CONTE
Da open.online
Nelle more della vicenda di Claudia Conte, che ha rivelato di avere una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, c’è anche una storia che riguarda un ex deputato del Partito Democratico.
La racconta oggi Il Fatto: Renzo Lusetti nel luglio 2021 ha aperto con la giornalista una società di eventi chiamata Shallow Srl. Poi ne è uscito dopo pochi mesi. A causa di una lettera anonima arrivata alla moglie del politico, che ha anche lui due figlie come Piantedosi. La missiva indicava in Conte l’amante del marito. E la definiva così: «Ãˆ un’attricetta di paese… non è riuscita a sfondare e ora per farlo si fa aiutare da uomini vecchi…».
Lusetti ha confermato la storia al Fatto Quotidiano, compresa la lettera anonima. Ma ha negato di aver avuto relazioni sentimentali con la 32enne. Nato a Castelnuovo di Sotto nel 1958, è stato deputato per cinque legislature dal 1987 al 2013. Esponente della Margherita e poi del Pd (eletto nel 2008), ha aderito all’UdC nel 2010 per poi tornare al PD nel 2015. Ha ricoperto il ruolo di segretario di presidenza alla Camera.
Anche Conte ha negato in un’occasione molto specifica: nell’aula di un tribunale. L’occasione è la denuncia per stalking nei confronti dell’allora fidanzato, il calciatore Angelo Paradiso, che verrà assolto nel dicembre 2023. A luglio, durante il processo, il giudice Lorenzo Ferri chiede alla donna: «Che lavoro fa?». Lei replica: «Conduttrice di iniziative…». Il pm insiste: «In concreto cosa faceva?». «Sempre il mondo della cultura», è la risposta. «Non è difficile. Che lavoro faceva nel 2020 e 2021?», insiste il Pm.
«Non farò la fine di Sangiuliano»
Nel frattempo il ministro Piantedosi resiste. «Nessuna variazione in agenda né oggi né nei prossimi giorni», dice il Viminale di buon mattino mentre dalla rassegna stampa del ministero dell’Interno, fa sapere Repubblica, non c’è traccia della vicenda. «Non finirò come Sangiuliano», avrebbe avvertito chi gli chiedeva se volesse dimettersi.
Secondo il quotidiano Giorgia Meloni sapeva della nuova grana in arrivo «un giorno prima». Sulla trasmissione Rai che Conte conduce su Radio 1 e ha ottenuto quando direttore era Francesco Pionati, c’è una curiosa circostanza: il giornalista è stato compagno di scuola di Piantedosi ad Avellino, anche se il ministro è nato a Napoli.
Ma il Meloni boy non aveva capito lo scoop fatto?
Estratto dell’articolo di Pierfrancesco Albanese per https://bari.repubblica.it/
Chi ha avuto modo di parlarci nelle ultime ore lo definisce molto scosso. Marco Gaetani è chiuso nel silenzio. Ordine di scuderia: lasciar passare l’onda. Del resto, per far scoppiare il caso sono bastate poche parole. La domanda fatta dal conduttore: "Si vocifera nei salotti…". Il resto è cronaca di questi giorni, l’affaire Conte-Piantedosi, l’ennesima grana del governo.
Gaetani, leccese, 25 anni il prossimo giugno, è un fedelissimo del partito di Giorgia Meloni. "Un militante della prima ora", è stato descritto durante il passaggio di consegne al vertice di Gioventù nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia della quale dal marzo '23 è presidente provinciale.
Affiancando inoltre l’attività da social media strategist di Fdi, podcaster di Radio Atreju e Money Talks – dai cui microfoni è scoppiato il caso che lo ha portato alla ribalta nazionale. Suo malgrado, si dice adesso: perché con quella domanda – suggerita dalla stessa intervistata Claudia Conte, secondo la versione fornita da Gaetani ai maggiorenti del partito in cerca di spiegazioni – ha contribuito a gettare benzina sul fuoco dell’esecutivo. [...]
"La sua è stata solo ingenuità ", suggeriscono fonti dell’area. "È un ragazzo in gamba, che ha i numeri e la stoffa. Non a caso lo abbiamo portato a Roma". Ma a carte coperte ognuno fa il suo gioco. E se non è esclusa la pista dell'errore in buona fede, non lo è altrettanto quella della fronda interna.
Gaetani, dopo una laurea in Scienze politiche (con tesi sulla comunicazione di Trump) ha lavorato al ministero della Salute, al fianco del sottosegretario Marcello Gemmato. A Lecce, invece, milita dall’età di 16 anni.
Presenzia ai dibattiti accanto ai pesi massimi del partito, commemora le foibe, è in prima fila alla cerimonia del presente per Sergio Ramelli, abbracciando in toto formulario e pantheon della destra.
E condividendo la passione politica con il fratello-gemello Andrea, anche lui tra i volti più conosciuti di Gioventù nazionale in Salento e responsabile della comunicazione delle giovanili di Fdi, e con la madre Maria Luisa Greco, avvocata e assessora al comune di Lecce nella giunta guidata dalla decana della destra leccese Adriana Poli Bortone. "Mio figlio è un ragazzo autonomo. L’ho sentito solo per qualche istante, non ho idea di come sia nata la domanda", taglia corto Maria Luisa Greco.
claudia conte intervistata da marco gaetani - money talks
Sul mandante della domanda che ha imbarazzato il governo s’interrogano gli esponenti del partito di Meloni che di una cosa sono certi: la buona fede di Gaetani. "Sul momento non ha capito che con quella domanda sarebbe stato usato", dicono.
Intanto, Gaetani ha fatto rientro in Salento. Non parla pubblicamente, attende che passi. "Se ha deciso di non parlare non parlerà " dice un conoscente. Ordine del partito. Al quale Gaetani resta fedele. Dicunt.
La prima vittima della Messalina della Ciociaria
Gabriella Sassone per Dagospia
claudia conte vincenzo bocciarelli 3
Nella Roma mondana, salottiera, festaiola e by night che frequentava prima di infilarsi in quella istituzionale, se la ricordano tutti Claudia Conte, la fanciulla ciociara che da due giorni infiamma giornali, siti e persino Tg, dopo aver ammesso (scioccamente?) la sua relazione col Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, creando un bel caos e una nuova gatta da pelare per Giorgia Meloni.
E’ la “telenovela” della Pasqua 2026, che sta incuriosendo tutti. Chi conosce Claudia bene e da tempo, amici e amiche, non esita a dipingerla come “la Messalina del XXI secolo”, dotata di una capacità obnubilante di entrare nella mente delle persone che riesce con facilità a concupire e manipolare.
claudia conte vincenzo bocciarelli 4
Ma, ahilei, pare che dopo qualche tempo questo effetto magico sparisca e i suoi “amori” si accorgano come è realmente fatta e se la diano a gambe levate. Impossibile per i nottambuli doc e i cronisti mondani non ricordare che appena arrivata a Roma dal paesello, vogliosa di sfondare nel cinema, a soli 22 anni, Claudia la fatale conobbe l’attore Vincenzo Bocciarelli, reduce dal grande successo della fiction Rai “Orgoglio”, cui seguirono “Incantesimo”, “Un caso di coscienza” e via dicendo. Vincenzo che aveva 42 anni, ossia 20 di più della fanciulla, si lasciò incantare e si fidanzò con lei a casa, con presentazioni ufficiali dei rispettivi genitori.
claudia conte vincenzo bocciarelli 5
Si parlava anche di matrimonio. Bocciarelli la conobbe quando lui fu chiamato per un ruolo nel documentario “Gioventù Sballata” dell’attore e regista Manuele Ajello, dove lei collaborava. Se fu colpo di fulmine o no non possiamo saperlo. Fatto sta che Claudia e Vincenzo si fidanzarono e andarono a vivere insieme in quel di Monteverde. La loro storia è durata 3 anni, dal 2014 al 2017.
Fu proprio Bocciarelli ad aprirle le porte ed inserirla nel giro romano di feste ed eventi, première e mostre d’arte, a farla finire sui giornali per le prime volte. Lui la portava ovunque, erano inseparabili. Insieme anche in qualche lavoretto. Le dava buoni consigli per guidarla, le diceva di studiare, di prepararsi e di fare i giusti percorsi, con calma. La portava anche a Messa. Ma lei forse voleva bruciare le tappe. Poi, colpo di scena, dal giorno alla notte, lei lo ha mollato. E lui ha sofferto come un cane per anni. Basta chiedere in giro quante lacrime e quanto rancore ha provato a lungo.
Si dice che lei nel frattempo avesse stretto amicizia col vicesindaco della Raggi, Luca Bergamo, potentone all’epoca dell’amministrazione capitolina. E che il povero Bocciarelli sia stato liquidato con poche, chiare e sentite parole, tipo non posso più stare insieme a te perché devo fare carriera e avere successo.
E i legami stretti, si sa, non facilitano, soprattutto se lui è troppo geloso e asfissiante. Tiè! Lui, che ora è il direttore artistico dei Teatri di Siena, non se ne è mai fatto una ragione.
Claudia invece ha continuato la sua vita sfavillante, saltando di fiore in fiore, con una bramosia di vita e successo e il “sacro fuoco” dell’arte che le bruciava nelle vene. E imbattendosi via via in fidanzati sempre più ricchi e/o potenti.
La famosa Roma potentona, come Duemila anni fa sul Colle Palatino, la affascinava più di tutto, più della recitazione, più della scrittura, più del giornalismo. Obiettivo: diventare famosa. La sua vita, insomma, è stata un’escalation, step dopo step, per la sua brama di ottenere il meglio. Qualcuno potrebbe dire: brava Claudia, così si fa! Usare per non essere usata…
La seconda vittima della Messalina della Ciociaria
“PER CAPIRE CHI È CLAUDIA CONTE LEGGETE LE MOTIVAZIONI DELLA MIA SENTENZA DI ASSOLUZIONE” – ANGELO PARADISO, EX CALCIATORE ED EX DELL’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI, COMMENTA CON POCHE PAROLE LA RIBALTA CHE HA OTTENUTO NELLE SCORSE ORE LA PREZZEMOLONA CIOCIARA – CONTE, CHE ALLORA ERA UNA “SEMPLICE” MODELLA, DENUNCIÃ’ PARADISO PER STALKING, ESTORSIONE E REVENGE PORN, E NEL PROCESSO SI PARLÃ’ ANCHE DI UN VIDEO HARD. PARADISO PASSÃ’ SEI MESI AI DOMICILIARI, POI IL TRIBUNALE DI ROMA LO ASSOLSE, CON FORMULA PIENA, SMONTANDO PUNTO PER PUNTO LA DENUNCIA - AI TEMPI IN CUI FREQUENTAVA PARADISO, IL PIÙ GRANDE SOGNO DI CLAUDIA ERA SFONDARE NEL MONDO DELLA MODA: NEL 2021 VOLÃ’ A DUBAI PER UN PARTY SELVAGGIO NELLO YACHT DI ANTONIO EPIFANI, GRANDE AMICO DEL LATITANTE AMEDEO MATACENA...
PARADISO: “LA DENUNCIA DELLA MIA EX CLAUDIA CONTE MI HA DEVASTATO. LA SENTENZA FA CAPIRE CHI È”
Estratto dell’articolo di Giuseppe Scarpa per www.repubblica.it
“Volete capire chi è Claudia Conte? Andatevi a leggere le motivazioni della sentenza in cui vengo assolto con formula piena”.
Angelo Paradiso, oggi 49enne ed ex giocatore di Lazio, Lecce e Napoli, sceglie la cautela. Non entra nei dettagli, un po’ per prudenza e un po’ perché non vuole riaprire una fase della sua vita che definisce devastante, segnata dall’arresto e da un processo lungo e logorante, concluso però con un’assoluzione piena. La sua ex compagna, Conte, 34 anni, dopo una relazione tormentata lo aveva accusato di stalking ed estorsione.
CLAUDIA CONTE CON ANGELO PARADISO NELLO YACHT DI ANTONIO EPIFANI A DUBAI
Oggi il suo nome è tornato al centro dell’attenzione mediatica per una vicenda che intreccia politica e vita privata: la stessa Conte ha reso nota una liaison con il ministro degli Interni Matteo Piantedosi […]. All’epoca della denuncia, Paradiso finì ai domiciliari. Il procedimento si è però concluso con un’assoluzione definitiva “perché il fatto non sussiste".
Lei è innocente, nessun dubbio a riguardo.
"È stato un periodo durissimo. Sono un ragazzo forte, ma quello che ho vissuto dopo la sua denuncia è stato devastante. Un’altra persona al mio posto si sarebbe suicidata”.
Oggi Claudia Conte è al centro di un caso che coinvolge uno dei principali ministri del governo Meloni. La sorprende?
"Non voglio entrare nel gossip. E ripeto l’invito solo a leggere gli atti della mia assoluzione: da lì si capiscono molte cose”.
[…] Almeno mi dica che ricordo conserva oggi di lei?
”Una fase della mia vita che ho rimosso perché mi ha portato sofferenza".
Quanto l’hanno segnata quelle accuse?
"Vengo da una famiglia che ha sempre lavorato, con un forte senso dell’onore. Essere accusato di quei reati è stato devastante. Sono stato arrestato, con la polizia che veniva a casa".
Prova rancore nei suoi confronti?
"No, anche se quelle falsità hanno pesato”.
Cosa le ha lasciato quella vicenda?
"Ho perso contatti e relazioni, mi sono successe cose terribili. Ma ho anche ricevuto sostegno: amici e persone che mi hanno sostenuto”.
[…] Claudia Conte […] cosa rappresenta per lei?
“Il passato remoto che non dovrà mai più tornare”.
CLAUDIA CONTE E LE ACCUSE AL FIDANZATO. ECCO LA SENTENZA CHE LA SMENTÌ
Estratto dell’articolo di Enrica Riera per “Domani”
[…]
Il processo aiuta a capire chi è la giornalista. Riguarda una “storia sbagliata”, direbbe qualcuno, finita perfino come caso studio in una lezione della scuola di magistratura a Roma su come interrogare la parte offesa per capire se dice la verità .
Le carte raccontano dell’incubo dell’ex calciatore Angelo Paradiso, fidanzato per un anno con Claudia Conte. Nessun atto persecutorio, nessuna estorsione, nessuna diffamazione, secondo il tribunale di Roma che ha assolto l’uomo da ogni accusa dopo la denuncia della giornalista.
LO SCIUPAFEMMINE - MEME MATTEO PIANTEDOSI CLAUDIA CONTE
Lui, Paradiso, difeso dall’avvocato Fabrizio Galluzzo, era finito sulle prime pagine dei principali quotidiani, incolpato «d’essersi insinuato ossessivamente nella vita privata» della sua ex, «appropriandosi» di alcuni beni di Conte e «intimidendola con la reiterata affermazione di conoscere soggetti della malavita di Ostia e minacciandola».
«Non ci sono i presupposti di una risposta sanzionatoria: l’uomo (finito pure agli arresti, ndr) non ha mai usato violenza fisica, ha soltanto agito in modo talora infantile e scomposto rispetto all’altrui decisione di porre fine ad un rapporto sentimentale per lei rivelatosi insoddisfacente, giungendo a comunicare a più persone, seppure non in via simultanea, che la donna alla quale era stato legato da una relazione intrattenesse, per mere ragioni di convenienza e opportunità , rapporti di tipo sentimentale con uomini più anziani».
La sentenza di primo grado che ha posto fine a questa vicenda – Conte, in base a quanto appreso, non ha mai proposto appello – ha così smontato la denuncia della donna, evidenziando quanto la «vicenda di cui il tribunale è stato chiamato ad occuparsi» fosse «più riconducibile alla tormentata fine di un amore che a condotte suscettibili di rilevare in sede penale».
CLAUDIA CONTE E MATTEO PIANTEDOSI
Anche le presunte «minacce», scrive il giudice, possono «ritenersi riconducibili a mere vanterie di Paradiso, non essendo peraltro agevole comprendere perché mai la mafia di Ostia avrebbe dovuto occuparsi di un’artista emergente come la Conte». «Io ci ho rimesso tantissimo stando con lui – dirà Conte ai pm – se dobbiamo parlare in termini economici, gli regalavo i vestiti».
Anche in questo caso il giudice ribadisce: «Le ragioni di convenienza di un rapporto sentimentale sfuggono completamente alle valutazioni di ordine penale». E commenta che, oltre a trattarsi di una storia «caratterizzata da profili di evidente immaturità », le «condotte» denunciate da Conte – il fatto che Paradiso si fosse trasferito a casa sua e mangiasse nel ristorante dei suoceri – possono «ritenersi normali all’interno di una storia d’amore».
[…] D’altronde tra Conte e Paradiso, come raccontato agli inquirenti dalle parti, si era subito trattato d’amore. Galeotta una visita ai musei vaticani. «Angelo incarnava – dichiarerà la giornalista – i valori dello sport e della vita sana, in linea con i valori miei e della mia famiglia».
Poi la rottura. E il calvario giudiziario di Paradiso, destinatario anche di un precedente provvedimento di archiviazione riguardante un episodio di un video ricattatorio nei confronti di Conte.
«Sono tornata a casa perché ero convinta che delle persone mi seguissero», dirà la donna al giudice che a sua volta le chiederà come mai non avesse chiamato la polizia. E ancora perché avesse scritto «al Paradiso invitandolo a Sperlonga».
«Rileva il tribunale – conclude il giudice – come la legittima scelta della persona offesa di trascorrere un fine settimana insieme all’odierno imputato non corrisponda al clima di timore cui la stessa ha fatto riferimento, anche se può essere riconducibile a un comprensibile tentativo di gestire in modo pacifico la crisi di coppia».
Il capitolo ormai è chiuso. Intanto Conte, dopo le polemiche su Piantedosi (diverse le interrogazioni parlamentari presentate), parla a mezzo nota: «Preferisco il silenzio, ricordo solo le mie competenze professionali di circa dieci anni». Forse dimenticando che è stata lei, da buona giornalista, a dare la notizia.
FONTE: DAGOSPIA




















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