La Lega sotto il 6% ora rischia il sorpasso - Tra il Bianco e il Nero

 

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domenica 31 maggio 2026

La Lega sotto il 6% ora rischia il sorpasso

IL CARROCCIO E’ IN STATO COMATOSO: O CAMBIA O MUORE - L'ASSEMBLEA DELLA LEGA DEL 19 E 20 GIUGNO A TREVISO E’ L’ULTIMA CHANCE DI SALVARE LE CHIAPPE: I SONDAGGI DANNO IL PARTITO SOTTO IL 6%, CON IL RISCHIO DI ESSERE SUPERATO DA VANNACCI – MOLTI LEGHISTI FUGGONO VERSO “FUTURO NAZIONALE” NELLA SPERANZA DI UNA RIELEZIONE VISTO CHE, A OGGI, LA LEGA RIUSCIREBBE A ELEGGERE MENO DELLA META’ DEI 95 PARLAMENTARI INCASSATI NEL 2022 – LA NUOVA LEGGE ELETTORALE SCONTENTA I PADANI DEL NORD-EST, AFFEZIONATI AI COLLEGI UNINOMINALI – SARA’ ZAIA A PROVARE A MEDIARE CON SALVINI PER RADDRIZZARE LA BARCA PRIMA CHE AFFONDI…

 

MATTEO SALVINI - LUCA ZAIA - FOTO LAPRESSE

L'assemblea della Lega dei prossimi 19 e 20 giugno a Treviso, nel Veneto in cui la Lega è ancora più forte di Fratelli d'Italia, non sarà un quasi-congresso per porre le basi per la deposizione di Salvini (che è stato riconfermato fino al 2029), ma per una ridefinizione dell'identità del partito, guidata da Zaia e dai governatori del Nord.

 

Dopo la scissione di Vannacci, la formula che corre all'inseguimento dell'estrema destra del generale fondatore di Futuro Nazionale non funziona più. Negli ultimi sondaggi il Carroccio è ormai sotto il 6 per cento e Vannacci quasi al 5. Il rischio di un sorpasso all'indietro è ormai reale.

 

luca zaia salvini

Inoltre i 95 seggi ottenuti nella trattativa del 2022 […] adesso Salvini se li sogna. Ai livelli attuali la Lega perderebbe una quarantina di parlamentari: di qui la fuga di deputati e senatori in cerca di rielezione verso il partito del generale.

 

I leghisti del Nord inoltre non sono affatto contenti della nuova legge elettorale. Con la vecchia, infatti, sceglierebbero loro i candidati del territorio da mettere nei collegi uninominali, dove la volta scorsa furono eletti in 17 alla Camera e in 9 al Senato. Con la nuova invece si tratterebbe di negoziare con Meloni gli eletti nel listino, e a trattare sarebbe sempre Salvini.

roberto vannacci

 

Il tentativo dunque non è di defenestrare Salvini nel mezzo della crisi assai grave in cui ha portato la Lega, prima immettendo Vannacci al vertice come vicesegretario e poi subendo la sua scissione. Ma di provare a salvarla recuperando il rapporto con il suo territorio storico e riconquistando un po'di potere rispetto al segretario.

 

L'uomo che guida questo difficile tentativo è Zaia, l'ex-governatore del Veneto, attuale presidente del consiglio regionale, divenuto interlocutore diretto di Meloni e di Marina Berlusconi grazie alle sue posizioni moderate […] Ma tornare a puntare sul Nord, Zaia è il primo a saperlo, è una scelta d'emergenza, che da sola non può bastare a ricondurre la Lega agli antichi fasti del 10 e del 15 per cento. […]

Furio Suvilla - Roberto VannacciMatteo Salvini e Luca Zaia




Vannacci: boom di iscrizioni nel Lombardo-Veneto

LA LEGA ORA TREMA: BOOM DI ISCRIZIONI AL PARTITO DI VANNACCI IN LOMBARDIA E VENETO – FUTURO NAZIONALE, IL NEONATO MOVIMENTO DELL’EX GENERALE CONTINUA A CRESCERE, SOPRATTUTTO NELLE DUE REGIONI DEL NORD (CON 10MILA E OLTRE 7 MILA ADESIONI), STORICI FEUDI ELETTORALI DEL CARROCCIO – VANNACCI SI STA MANGIANDO PEZZO DOPO PEZZO IL CARROCCIO CAVALCANDO I TEMI SPOSATI DALLA LEGA IN QUESTI ANNI, IN PRIMIS LA REMIGRAZIONE MA CON IL VANTAGGIO DI ESSERE ALL’OPPOSIZIONE...

 

Matteo Pucciarelli per repubblica.it - Estratti

salvini vannacci

 

L’indiscrezione girava da giorni a via Bellerio, come nel più classico dei passaparola, e purtroppo per la Lega la notizia è vera: il boom di iscrizioni di Futuro nazionale, il partito fondato dallo scissionista Roberto Vannacci, è focalizzato in due regioni. “Quelle” regioni: la Lombardia e il Veneto. Gli storici bacini elettorali e militanti del Carroccio.

 

A guardare i dati suddivisi per regioni che Repubblica ha potuto visionare, Fn ad oggi ha superato quota 10 mila iscritti in Lombardia, dove tra le altre cose ha appena creato la componente in Regione con due consiglieri (ma si parla di nuovi arrivi a breve, uno da Fi e un altro da FdI).

 

vannacci e salvini  by edoardo baraldi

Ed è vero che un iscritto “futurista” non è paragonabile al socio militante della Lega, a livello di impegno quotidiano per così dire, ma sono numeri che stanno impressionando, se si pensa che Fn è stata fondata da un paio di mesi.

 

La Lega Lombarda nel 2024 ha dichiarato 193 mila euro di introiti dalle quote associative, cioè dalle tessere: se si fa un calcolo medio del costo annuale dell’iscrizione, cioè 25 euro, parliamo di 7.700 persone. Possibile? Sì, possibile.

 

“Si stanno iscrivendo persone fuori dai circuiti classici e creando comitati dappertutto – racconta Max Bastoni, storico leghista milanese ora entrato in Fn – e non parliamo di estremisti ma gente normalissima:professionisti, commercianti, e anche tanti giovani. La tipica composizione sociale una volta della Lega”.

ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI

 

 

(…) Fn si sta mangiando pezzo dopo pezzo il bacino elettorale del Carroccio. Cavalcando i temi sposati dalla Lega in questi anni, in primis remigrazione e “battaglia di civiltà”, con la differenza che oggi Fn sta all’opposizione e può predicare coerenza. 





E Salvini porta i suoi in ritiro a Treviso

CARROCCIO A PEZZI – DOPO IL DISASTRO ALLE AMMINISTRATIVE E UN PARTITO IN EBOLLIZIONE, SALVINI SI METTE NELLA BOCCA DEL LEONE E PORTA LA LEGA IN RITIRO A TREVISO, LA CITTÀ DI ZAIA (E DI TONI DA RE), PER PROVARE AD ARGINARE I MAL DI PANCIA DELLA LEGA DEL NORD - IL CAPITONE È RIMASTO SPIAZZATO DALL’INCONTRO TRA IL DOGE E MARINA BERLUSCONI, UN MESE FA, NELLA RESIDENZA MILANESE DELLA CAVALIERA - IN VISTA DELLE POLITICHE, CON ROBERTO VANNACCI DATO IN ASCESA DAI SONDAGGISTI, SALVINI SI TROVA UN PARTITO BALCANIZZATO CON I LEGHISTI DEL VENETO SUL PIEDE DI GUERRA. MA TREVISO E' IL FEUDO DI TONI DA RE, L’EX EUROPARLAMENTARE SIMBOLO DELLA LIGA VENETA, CACCIATO DAL CARROCCIO PER AVER DATO DEL CRETINO A SALVINI -VIDEO

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2024/03/aveva-insultato-matteo-salvini-europarlamentare-gianantonio-da-re-espulso-dalla-lega-la-replica-pretesto-per-farmi-fuori-294e0071-c7b2-4a09-8058-16ca8ff26846.html

 

 

Lorenzo De Cicco per repubblica.it - Estratti

 

Tutti in ritiro, a “casa” di Zaia. Dopo settimane complicate, la Lega prova a ricompattarsi. Matteo Salvini ha deciso: tutto il partito, big e peones, ha bisogno di un paio di giorni di team building. E allora, dopo giornate di trattative sottotraccia sugli incastri d’agenda, si è deciso di portare il Carroccio a Treviso, il 4 e 5 luglio prossimi.

 

toni da re salvini

La location non è stata scelta a caso: è la città di Luca Zaia, l’ex Doge ora presidente del consiglio regionale veneto. Non è stato facile trovare una data che andasse bene a tutti. Sulle prime si era pensato di organizzare la kermesse il 19 e 20 giugno, in una località balneare nel Padovano, ma proprio Zaia si era sfilato, per “impegni pregressi”. Seguito dai governatori della Lega al Nord, a cominciare da Attilio Fontana, che ha ricordato al segretario: quel giorno ho il Papa a Pavia, non posso proprio esserci.

 

Ecco allora il cambio di programma. Salvini non voleva forfait. E così dovrebbe essere. La due giorni è pensata come un seminario, focus su 4-5 temi su cui rilanciare l’azione della Lega da qui alle Politiche, visto che manca all’incirca un anno al voto. Ma è anche un tentativo di ricompattare un partito che è stato, dalla sua fondazione, una falange e che da qualche mese vive fibrillazioni interne, mal di pancia, fastidi.

 

MARINA BERLUSCONI ZAIA SALVINI

Il vicepremier è stato sorpreso, per esempio, dell’incontro tra Zaia e Marina Berlusconi, un mese fa, nella residenza meneghina dell’erede del Cavaliere. Faccia a faccia che ha alimentato congetture e sospetti: vuoi vedere che l’ex Doge, scontento da tempo per l’andazzo del partito, si accasa altrove, dentro FI? Voci per ora smentite, ma chissà.

 

In vista delle Politiche, con Roberto Vannacci dato in salita dai sondaggisti, Salvini ha bisogno di ritrovare l’unità.

(...)

 

IL CASO TONI DA RE

Laura Berlinghieri per lastampa.it - Estratti

 

Fuori dal partito, per avere definito il segretario Salvini un «cretino», da cacciare da via Bellerio. Ma rendendolo così un martire della frangia dei lighisti veneti, in rotta totale con il "capitano”.

zaia stefani salvini

 

Potrebbe essere una mossa studiata a tavolino, quella di Giantantonio Da Re - per tutti, semplicemente “Toni” - ex segretario della Lega veneta, ex sindaco a Conegliano Veneto (nella Marca trevigiana, roccaforte del partito più nostalgico), europarlamentare con nessuna possibilità di conferma a Bruxelles.

 

Alcuni giorni fa, la sua definizione di Salvini è apparsa nero su bianco su un quotidiano, non passando inosservata agli occhi della segreteria leghista. Che, a tre mesi dalle elezioni europee e nel pieno di una guerra intestina, di tutto aveva bisogno che dell’occasione per rinvigorire proprio l’ala dei non salviniani. «Ma Da Re è un navigato della politica. La sua non è stata una semplice critica alla linea di Salvini, ha superato il limite e sa bene che, in questi casi, la sanzione è inevitabile» commenta il consigliere regionale Roberto Bet, che proprio di Da Re potrebbe prendere il posto all’Europarlamento.

 

MATTEO SALVINI - FESTIVAL DELL ECONOMIA DI TRENTO

Ma chissà, appunto, che quella di “Toni” non sia stata un’uscita «a orologeria», per svegliare la base. Del resto, in un’intervista al Mattino di Padova, è stato lui stesso a dire: «Con Salvini, il partito ha perso principi, valori e riferimenti. Ora mi chiamano da tutto il Nord, ma io lo dico da quasi quattro anni. E a chi mi dice “hai ragione, siamo tutti con te, ma sbagli i modi”, rispondo: ma cosa aspettate ancora?».

 

 

 

In ogni caso, il Consiglio direttivo regionale del Carroccio è stato convocato per questa sera, 7 marzo, dal giovane segretario Alberto Stefani, nella sede di Noventa Padovana, per votare il provvedimento di espulsione. Ventuno votanti, tra i quali il presidente Zaia, sicuro assente, e lo stesso Da Re, che a sua volta non si dovrebbe presentare. Stando ai nostri “sondaggi”, la vittoria dei favorevoli all’espulsione dovrebbe essere schiacciante; salvo interventi esterni (da via Bellerio), che potrebbero suggerire il perdono, proprio per evitare di fare il gioco di Da Re. Ma è un'ipotesi marginale: troppo grave l'affronto al "capitano".

 

toni da re salvini

Va detto che il voto sarà palese ed esprimersi contro il provvedimento sarà letto come votare contro il segretario, ma comunque si attende una discussione tutt’altro che pacata. «Venderemo cara la pelle e sono assolutamente convinto che porteremo a casa il risultato», il commento di uno dei votanti, tanto per intendersi. Si tratta di Marcello Bano, sindaco di Noventa Padovana, uno di quelli che non hanno paura di ribellarsi a Salvini.

 


In tutta la Lombardia la Lega è crollata

L’ERA DELLA LEGA DI SALVINI E’ FINITA – IL SIMBOLO DEL FALLIMENTO DEL CARROCCIO E’ VIGEVANO CON UNA TRIPLA DEBACLE: PERDE IL SINDACO; NON VA NEANCHE AL BALLOTTAGGIO; VEDE GLI SCISSIONISTI DI "FUTURO NAZIONALE" AFFERMARSI COME SECONDO PARTITO DELLA COALIZIONE, DOPO FORZA ITALIA - DA MANTOVA A LEGNANO, DA BOLLATE A SEGRATE, LA LEGA SPROFONDA. E’ ALLARME ROSSO IN VIA BELLERIO: “A MILANO OGGI VALIAMO IL 4 PER CENTO” - LUCA SFORZINI, DIRIGENTE DEL PARTITO DI VANNACCI, FA IL MARAMALDO: “AL CARROCCIO È RIMASTA SOLO LA GESTIONE DEL POTERE, NON HANNO NEMMENO UN VOTO D’OPINIONE. E...”

 

ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI

Nella piazza rinascimentale del centro di Vigevano, quella che a sorpresa Roberto Vannacci riempì lo scorso 17 maggio, il gran visir di Futuro nazionale del territorio, Luca Sforzini, se la gode: «Eravamo qui seduti al bar, due mesi fa, e con Furio Suvilla ci prendemmo un caffè insieme: prima decise di costituire il gruppo in Consiglio comunale con due eletti, poi lo abbiamo sostenuto da candidato sindaco. Alla Lega è rimasta solo la gestione del potere, non hanno nemmeno un voto d’opinione. E non rilevano più l’area del disgusto».

 

Succede di non rappresentare più “il disgusto”, quando si amministra una città per 26 anni e il giochino del partito “di lotta e di governo” si rompe. Vigevano, secondo centro della provincia di Pavia, 60 mila abitanti (...) è il teatro di una tripla débâcle per il Carroccio: perde il sindaco, che era Andrea Ceffa; non va neanche al ballottaggio con Riccardo Ghia, assessore uscente, gioielliere e nuovo candidato leghista; vede gli scissionisti di Fn affermarsi come secondo partito della coalizione, dopo FI. Ma come ci si è arrivati? «Sono mancati i voti di FdI, e ci fosse stata anche FI, è matematica, saremmo andati al ballottaggio», si lamenta Ghia.

 

 

IL GENERALE ROBERTO VANNACCI CONTRO MATTEO SALVINI - IMMAGINE CREATA CON GROK

Ma rispetto al 2020, sono di sicuro spariti i consensi leghisti, col partito sceso dal 27 per cento al 9,6. L’uscente Ceffa invece parla di una combinazione di fattori: l’exploit di Vannacci, unico leader nazionale che qui s’è fatto vedere, e la polemica sui due candidati musulmani nella lista leghista. Il futurista Suvilla, ufficio elettorale di fronte al municipio, pronuncia la sua sentenza: «Ormai la Lega governava come il Pd. Sicurezza, nulla. Cura del territorio, nulla… Io facevo opposizione da destra, ora vediamo il da farsi. La coerenza però conta», ragiona.

 

Tradotto: Fn forse non siglerà alcun accordo col candidato azzurro per il secondo turno.

giorgia meloni matteo salvini

 

Ma per entrare meglio nel dettaglio, la colpa sta finendo tutta addosso al consigliere regionale e segretario cittadino Andrea Sala, che aveva messo in lista il portavoce della comunità islamica di Vigevano Hussein Ibrahim e Hagar Haggag, studentessa. Entrambi non avevano mai fatto politica e si erano presentati con post social dove citavano Allah. Un suicidio, quando si ha un certo tipo di elettorato. Su come sia stato possibile, a via Bellerio si risponde a taccuini chiusi: «Questa faccenda ci ha fatto perdere almeno 10 punti percentuali, mentre i due si sono portati dietro 79 preferenze. Evidentemente qualcuno voleva prepararsi la campagna elettorale delle regionali con un accordo con la comunità musulmana...».

 

Le candidature furono poi rinnegate dalla segreteria regionale e anche da Matteo Salvini e ora arriva il commissariamento del Carroccio. «Beh, non me ne sono occupato direttamente, ma questo è stato un doppio cartellino rosso, sia politico che popolare. Quando non si fanno scelte coerenti, finisce così», ammette Angelo Ciocca, eurodeputato fino al 2024, ras delle preferenze nella zona.

 

La vicenda dei musulmani in lista è solo una parte della storia, perché negli ultimi anni la Lega locale è stata attraversata da una guerra senza esclusione di colpi tra Ceffa e lo stesso Ciocca.

IL GENERALE ROBERTO VANNACCI CONTRO MATTEO SALVINI - IMMAGINE CREATA CON GROK

 

Una storiaccia finita in tribunale, la cosiddetta “congiura di Sant’Andrea”: 

 

(...)

 

Che però è generale, se si guarda la Lombardia, ex motore ideologico e granaio del consenso. Legnano, altra città simbolo: dal 15,5 del 2020 al 6 per cento; Mantova, dal 9,6 al 4,4; Corsico, dal 12,8 al 3,8; Somma Lombarda, dal 20,8 al 7,5; Segrate, pezzo di casa Mediaset, dall’8,7 per cento al 2,6; Bollate, dal 16,8 al 9 per cento. Numeri da allarme rosso per Massimiliano Romeo, il segretario della Lega Lombarda che era stato eletto per riportare un po’ di spirito nordista laddove era nato tutto.

 

La cura al momento non sta funzionando e per il futuro, con questi numeri, si prevede un’ecatombe di eletti per il Parlamento soprattutto al nord, ragione che fa guardare un pezzo di apparato con sempre maggior interesse a Vannacci. «A Milano oggi valiamo il 4 per cento», ammette sconsolato un lumbard. Messa così il peggio, forse, deve ancora arrivare.

E la Lega a Vigevano candida il portavoce della comunità islamica

SALVINI, FATTI PIÙ ALLAH! – A VIGEVANO, IN PROVINCIA DI PAVIA, I VERTICI LOCALI DELLA LEGA HANNO DATO IL VIA LIBERA ALLA CANDIDATURA DI DUE ESPONENTI DELLA COMUNITÀ ISLAMICA NELLE LISTE DEL PARTITO: LA STUDENTESSA HAGAR HAGGAG E IL PORTAVOCE DELLA COMUNITÀ, HUSSEIN IBRAHIM – LA DECISIONE NON È STATA CONCORDATA CON LA SEGRETERIA REGIONALE, NÉ CON QUELLA FEDERALE – SALVINI FUORIOSO: “NON HA NULLA A CHE FARE CON LA LEGA UN TIZIO CHE FA UN VOLANTINO IN ARABO CON RIFERIMENTI AD ALLAH…”

 

Hussein Ibrahim

Nella Lega è scoppiato il caso Vigevano (Pavia). I vertici locali hanno dato il via libera alla candidatura di due esponenti della comunità islamica nella lista del partito: la studentessa universitaria Hagar Haggag e il portavoce della Comunità islamica vigevanese, Hussein Ibrahim.

 

La decisione non sarebbe stata concordata con la segreteria regionale, né con quella federale, e avrebbe provocato profonda irritazione in Via Bellerio.

 

Hagar Haggag

«Non ha nulla a che fare con la Lega un tizio che fa un volantino in arabo con riferimenti ad Allah. Ben vengano gli stranieri inseriti e integrati, non i fanatici» ha commentato ieri Matteo Salvini.  […]

Hussein IbrahimLEGA VIGEVANO

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