Nella mia città , a San Benedetto del Tronto, contea di Twin Peaks, vive un avanzo di freak show che ha passato anni e anni a inviare ai giornali locali comunicati autoprodotti in cui si esaltavano le sue imprese sentimentali, i suoi successi sportivi e la sua abilità nel mondo degli affari (e quanto rompeva le scatole al telefono per chiedere di mettere venti righe con una fotina). Il mondo è quel che è: gli dicevamo sempre di sì.
Una volta, comunque, in cronaca ci è finito anche senza sollecito per una vicenda molto meno edificante dei flirt con la ex di Fabrizio Corona e i combattimenti nelle palestre del Principato di Monaco: suo papà , un avvocato abbastanza noto, lo aveva denunciato per maltrattamenti familiari a scopo di estorsione, ma poi ha ritrattato tutto e il proscioglimento è calato inevitabile.
(Volendo ci sarebbe un'altra storia ancora, se la cercate su Google trovate un bellissimo pezzo del Messaggero che ne parla: un manigoldo di Roma disse al nostro iron man che poteva farlo entrare nei servizi segreti vaticani in cambio di qualche migliaio di euro. Iron man pagò, il manigoldo credo stia ancora lì a ridere)
A un certo punto questo esemplare di fauna locale lo ha scoperto Cruciani e gli ha offerto il seguitissimo palco di Radio 24 per farlo litigare con altri fenomeni da circo (se vi piace il genere, andate su Youtube). L'ennesima grande intuizione del media principe di Confindustria, associazione che inspiegabilmente gode di credito morale e politico presso la maggioranza dei benpensanti.
Poi ancora, non molti mesi addietro, il nostro ha pensato che poteva, forse doveva, fare il sindaco di questa disgraziata città , ma alla fine non è nemmeno riuscito a raccogliere le firme per la sua lista. E così, come se nulla fosse (perché in effetti è nulla), si è iscritto al partito di Vannacci, che in effetti non ha mai nascosto, anzi ha detto esplicitamente, di voler portare al potere "la feccia" - e prima o poi, più prima che poi, temo che ce la farà .
Il video di questo tizio che butta a terra, riempie di cazzotti e scaraventa sul marciapiede un uomo in evidente stato di alterazione psicofisica che stava bloccando il traffico all'inizio del lungomare, sabato sera, credo lo abbiate visto tutti.
Lasciamo stare il fatto che almeno il volto della vittima sarebbe stato da oscurare per autoevidenti motivi. Non pensiamo ai commenti di chi vede nell'accanimento su un inerme la riscossa del bravo cittadino frustrato da uno stato che non sa farsi rispettare e circondato da buonisti che hanno votato No al referendum (vi giuro, la vulgata è questa). Evitiamo di fare troppe considerazioni sulla supposta necessità di aumentare la presenza della polizia in città . Non concentriamoci sugli eventuali seguiti giudiziari che potranno o non potranno esserci: se la vittima non denuncia - al posto suo ci penserei bene vista l'aria che tira - non accadrà proprio niente.
Tempo sprecato.
Ho sentito il parere del nostro sindaco, un bel ragazzo eletto come civico e in due settimane passato a Noi moderati (ebbene sì, vengo da un comune amministrato dal partito di Lupi, a volte la vita è davvero assurda). Ha detto che così non si fa e che la strada giusta da seguire è sempre quella della legalità .
Del resto per trasformare un problema di viabilità in un problema di sicurezza ci vuole molta fantasia in corpo. O forse serve avere in corpo qualcos'altro, ma non ve ne parlerò.
Quindi mi sento di dire che il nostro primo cittadino ha ragione. Non ho consigli da dargli. Mi pare abbastanza intelligente da capire da solo qual è il posto che la storia ha assegnato al campionissimo in questione. E a tutti quelli come lui.
Non è il lungomare
FONTE: Mario Di Vito/Facebook






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