DELMASTRO? I FRATELLINI D’ITALIA PROVANO A FARE DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO – LA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA, PRESIEDUTA DALLA MELONIANA CHIARA COLOSIMO, FA SAPERE CHE MARTEDÃŒ “AFFRONTERÀ IL TEMA DI UN'EVENTUALE NUOVO FILONE DI INCHIESTA SULLE INFILTRAZIONI DELLA MAFIA NELLA POLITICA”. L'ARGOMENTO NON RIGUARDA INCHIESTE GIÀ IN CORSO. TRADOTTO: NON SI TRATTA DEL CASO DELLA “BISTECCHERIA D’ITALIA”, DI CUI ERA SOCIO DELMASTRO E CHE VEDE INDAGATO IL PRESTANOME DEI SENESE, MAURO CAROCCIA – LA COMMISSIONE AVEVA ANNUNCIATO UNA CONVOCAZIONE DELL’EX SOTTOSEGRETARIO, MA AL MOMENTO NON È ANCORA IN CALENDARIO…
giorgia meloni chiara colosimo
ANTIMAFIA VERSO NUOVO FILONE DI INCHIESTA SU INFILTRAZIONI MAFIA IN POLITICA
(ANSA) - ROMA, 10 APR - Martedì prossimo in ufficio di presidenza della commssione parlamentare antimafia, presieduta da Chiara Colosimo, sarà affrontato il tema di un'eventuale nuovo filone di inchiesta sulle infiltrazioni della mafia nella politica. L'argomento, quindi, non riguarda inchieste specifiche già in corso nella commissione e si avvarrà delle proposte di tutte le componenti della commissione.
MELONI ALLA CAMERA: "COMMISSIONE ANTIMAFIA SI OCCUPI DI INFILTRAZIONE IN TUTTI I PARTITI"
Articolo da www.rainews.it
GIORGIA MELONI ANDREA DELMASTRO
"Non sono solita ingerire nel lavoro delle commissioni parlamentari d'inchiesta, ma mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei partiti politici, Fratelli d'Italia compreso. Mentre alcuni usano il tema per fare propaganda contro gli avversari, a me interessa costruire gli anticorpi a un fenomeno che ci riguarda tutti.
Non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per gli interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992, e non accetto lezioni su questo tema". Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla Camera nell'informativa urgente sull'azione del Governo.
"PER NOI DELMASTRO È STATA UNA MANNA DA CIELO" - LO AFFERMA BARBARA TRITONI, MOGLIE DEL PRESTANOME DEI SENESE MAURO CAROCCIA. LA DONNA E' STATA INTERROGATA NELL'AMBITO DELL'INCHIESTA IN CUI SONO INDAGATI SUO MARITO E LA SUA FIGLIA MIRIAM (CON CUI L'EX SOTTOSEGRETARIO ERA IN AFFARI) - TRITONI RIVELA: "DELMASTRO CI HA FATTO USCIRE DAL BARATRO IN CUI ERAVAMO FINITI PER LA GRAVE SITUAZIONE ECONOMICA IN CUI CI TROVAVAMO" - GLI INQUIRENTI PASSANO AL SETACCIO IL TELEFONINO DI MAURO CAROCCIA PER ANALIZZARE I MESSAGGI E LE CHAT: L'OBIETTIVO DI FARE LUCE SULLA COSTITUZIONE DELLA SOCIETÀ "LE 5 FORCHETTE SRL", DI CUI ERA SOCIO ANCHE DELMASTRO - IL "CORRIERE DELLA SERA": "IL CELLULARE POTREBBE CUSTODIRE MESSAGGI E SCAMBI DI INFORMAZIONI POLITICAMENTE ANCORA PIÙ COMPLICATE DA GESTIRE" - IL SELFIE TRA GIORGIA MELONI E GIOACCHINO AMICO, EX REFERENTE DEL CLAN SENESE IN LOMBARDIA
IL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA
(ANSA) - ROMA, 08 APR - "Per noi Delmastro è stata come una manna dal cielo, ci ha fatto uscire dal baratro in cui eravamo finiti per la grave situazione economica in cui ci trovavamo". E' quanto avrebbe sostanzialmente ribadito agli inquirenti- secondo quanto riferisce il legale Fabrizio Gallo - la moglie di Mauro Caroccia, sentita nell'ambito del procedimento in cui il marito e la figlia Miriam sono indagati di riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Al centro del procedimento la società 'Le 5 Forchette' di cui ha detenuto una quota l'ex sottosegretario.
Nel corso dell'audizione la donna avrebbe aggiunto che "adesso è tutto finito" e si è detta "dispiaciuta perché per colpa nostra" hanno "associato il nome di Delmastro a quello dei Senese: una cosa assurda in quanto non aveva mai avuto nulla a che fare con loro e neanche noi abbiamo mai condiviso nulla con loro".
Parlando del rapporto tra il marito e l'esponente di Fdi, sempre secondo quanto sostiene l'avvocato, la donna avrebbe raccontato che si sono conosciuti quando Caroccia "era un incensurato ed era una vittima di qualche criminale, ma noi siamo andati avanti con le nostre forze credendo nella speranza che un giorno sarebbe cambiato qualcosa per noi".
ELENA CHIORINO E ANDREA DELMASTRO AL RISTORANTE BAFFO DI MAURO CAROCCIA NEL 2023
Quel giorno "sembrava arrivato, un uomo delle istituzioni che aiutava un semplice cittadino, mi sembrava impossibile, ma era così anche se purtroppo il sogno si è infranto", avrebbe aggiunto.
CASO DELMASTRO, SEQUESTRATO IL CELLULARE DI CAROCCIA
Estratto dell'articolo di Fulvio Fiano per il “Corriere della Sera”
I finanzieri del nucleo valutario si sono presentati ieri a casa di Mauro Caroccia per farsi consegnare dalla moglie Barbara Tritoni il telefono del ristoratore oggi in carcere per scontare una condanna definitiva a 4 anni come prestanome del clan Senese.
Nello smartphone, che il 50enne aveva lasciato nella sua abitazione al momento di consegnarsi in carcere il 20 febbraio (alla penitenziaria ne aveva dato un altro), i pm della Dda cercano riscontri nell’inchiesta che vede l’uomo di nuovo indagato per gli stessi reati, stavolta assieme alla figlia.
La allora 18enne Miriam venne indicata due anni fa come amministratrice unica della srl «Le 5 Forchette» fondata assieme all’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ed è ora al centro dei nuovi accertamenti su una possibile linea di continuità tra i vecchi ristoranti della catena «Da Baffo» e la «Bisteccheria d’Italia», in cui il politico aveva il 25 percento delle quote.
Delmastro non è indagato, né lo sono gli altri esponenti di FdI in Piemonte che avevano condiviso questa avventura imprenditoriale. L’indagine nella quale è spuntato il loro nome riguarda gli affari del clan camorristico in uno spettro molto più ampio ma è chiaro che il telefono potrebbe custodire messaggi e scambi di informazioni politicamente ancora più complicate da gestire rispetto a quanto non lo sia già stata l’intera vicenda finora.
andrea delmastro mauro caroccia
È infatti già emerso che non solo Delmastro e Caroccia si conoscessero da tempo e che il ristoratore fosse presente al momento della stipula dell’atto di nascita della srl in cui compare solo sua figlia. Ma all’epoca su Caroccia gravava, oltre all’inchiesta della Dda poi sfociata nella sua condanna, anche una per bancarotta fraudolenta ancora in via di definizione. Caroccia avrebbe spiegato almeno per sommi capi a Delmastro la sua impossibilità ad aprire una nuova attività a proprio nome, facendo riferimento a problemi economici e con i creditori.
Quanto approfondita fosse la consapevolezza di Delmastro della compromissione del suo socio occulto in queste inchieste potrebbe svelarlo proprio il telefonino sequestrato.
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SEQUESTRATO IL TELEFONO DI CAROCCIA FARO SULLA SOCIETÀ CON DELMASTRO
Estratto dell'articolo di Luca Monaco per “la Repubblica”
ANDREA DELMASTRO IN VERSIONE BISTECCHIERE - MEME BY EMILIANO CARLI
[...] Insieme a Delmastro avevano deciso di investire nella ristorazione anche i suoi fedelissimi, tra i quali l'ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino e il consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà , quest'ultimo tra i partecipanti al veglione di Capodanno 2024 a Rosazza, interrotto da un colpo di pistola partito da un mini-revolver del deputato (ex FdI) Emanuele Pozzolo. Ora lo scenario è diverso. Mauro e Miriam Caroccia sono indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni.
«Delmastro ha fatto beneficenza — aveva detto Caroccia ai pm il 1° aprile — ha preso a cuore la storia di un oste in difficoltà economiche da cui lo aveva portato la scorta. Dopo qualche anno, lo ha aiutato aprendo una società con la figlia».
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Il senso della dichiarazione era stato restituito dall'avvocato Fabrizio Gallo, che oggi tornerà in procura per assistere anche la moglie di Caroccia, la quale sarà ascoltata dai pm. La donna era presente nello studio notarile a Biella quando fu costituita la società . Il sospetto degli inquirenti è che la figlia, formalmente titolare delle quote de "Le 5 Forchette", sarebbe in realtà una prestanome.
Delmastro avrebbe detenuto il 25 per cento della società , poi trasferito alla G&G srl a lui riconducibile. Il 19 febbraio 2026 la Cassazione conferma la condanna di Caroccia e il 27 febbraio quella stessa quota passa dalla G&G alla socia Donatella Pelle. Delmastro ha ripetuto più volte di non sapere nulla dei legami tra Caroccia e il clan Senese, ma i dubbi restano. La procura adesso vuole approfondire ogni aspetto.
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Circa un anno prima di costituire “Le 5 Forchette srl” insieme ad Andrea Delmastro (e di intestare il suo 50% alla figlia Miriam), secondo i pm Mauro Caroccia avrebbe “distrutto i libri e la documentazione contabile” della Rdm 2015 srl, cui faceva riferimento il suo storico ristorante di famiglia, “Da Baffo”.
Società dichiarata fallita il 5 gennaio 2024. Tutto ciò “con lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto e arrecare danno ai creditori”. La questione emerge dagli atti di un’inchiesta della Procura di Roma per bancarotta fraudolenta, reato di cui viene accusato proprio Caroccia senior – condannato in via definitiva a febbraio 2026 per essere stato il prestanome del clan Senese – che a dicembre 2025 ha anche ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
IL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA
La vicenda della bancarotta ha un peso specifico nell’inchiesta per riciclaggio e intestazione fittizia di beni – con aggravante mafiosa – aperta a febbraio scorso e che vede indagati Mauro e Miriam Caroccia, proprio per la società cui poi farà riferimento il ristorante “Bisteccheria d’Italia”.
Durante l’interrogatorio del 1° aprile, infatti, ai pm Caroccia – assistito dall’avvocato Fabrizio Gallo – ha riferito: “Delmastro il ristorante voleva farlo con me. Gli dissi: ho questo problema del protesto, lo facciamo fare a mia figlia”, il senso delle sue dichiarazioni ai magistrati.
In sostanza, l’ex sottosegretario sapeva che l’uomo aveva un problema di insolvibilità (il “protesto”, come lo ha definito) tale da non potersi intestare le quote del ristorante e di dover mettere il nome della sua figlia 18 enne.
E il politico di Fratelli d’Italia – se la versione data ai pm è veritiera – avrebbe accettato la soluzione di comodo, facendo una sorta di “beneficenza” alla famiglia Caroccia, in quel momento sul lastrico, pur senza informarsi oltre della situazione familiare.
Gli atti dell’inchiesta per bancarotta potrebbero confluire presto nel fascicolo per riciclaggio relativo alla Bisteccheria. Anche perché, è emerso dal processo “Affari di Famiglia”, Rdm 2015 era una delle società di cui l’effettivo dominus era Angelo Senese, fratello del boss Michele Senese detto “O’ Pazzo”. [...]
Dal racconto di Caroccia ai pm sappiamo che il ristoratore e Delmastro si conoscono la sera di San Valentino 2023, con il politico che poi da aprile diventa cliente fisso. E che l’idea di aprire un ristorante arriva dopo il fallimento di “Baffo” e i problemi economici della famiglia.
Mauro Caroccia promuove il ristorante La bisteccheria d’Italia – video del 25 settembre 2025
Dunque nel corso del 2024. È il periodo in cui arriva in Procura la denuncia del curatore fallimentare, il commercialista Mauro Carbone, che oltre a denunciare la “distruzione” dei documenti contabili, constata anche il mancato deposito dei bilanci di esercizio, dalla costituzione alla liquidazione della Rdm 2015.
Si arriva quindi al 16 dicembre 2024, quando dal notaio Carlo Scola si vedono da una parte i “biellesi” Delmastro, Elena Chiorino, Cristiano Franceschini, Davide Zappalà e Donatella Pelle, e dall’altra la giovane Miriam Caroccia, classe 2006, accompagnata da papà Mauro e mamma Barbara.
Secondo la versione di tutte le parti, però, in quel momento nessuno si accorge né del maxi-processo in corso che vedeva imputato Mauro Caroccia per intestazione fittizia con l’aggravante mafiosa – la Cassazione aveva già annullato l’assoluzione in Appello bis – né trova notizie della bancarotta della Rdm 2015, o almeno del sequestro di “Baffo” da parte della dda.
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ANDREA DELMASTRO IN VERSIONE BISTECCHIERE - MEME BY EMILIANO CARLI
Adesso la Procura di Roma sospetta che ne “Le 5 Forchette” – e dunque nella Bisteccheria d’Italia – i Caroccia abbiano investito ancora una volta capitali criminali, del clan Senese. Che poi è l’accusa che più di tutte l’avvocato Gallo si sta spendendo per far cadere.
Per questo i pm hanno dato alla Finanza delega più ampia per verificare le forniture di materiali emerse anche durante l’interrogatorio di mercoledì. Il sospetto è che ci sia stato un giro di soldi in nero. Sempre all’insaputa di Delmastro e degli altri ex soci piemontesi che non risultano indagati.
Ma per Caroccia Delmastro è soltanto un amico che l'ha soccorso
Estratto dell’articolo di Enrica Riera per “Domani”
andrea delmastro mauro caroccia
«Magnati ’sta carne» dice l’oste Mauro Caroccia. «Lei non sa chi sono io» risponde l’allora ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. Sarebbe stato battezzato con queste parole il primo incontro, tra il 2022 e il 2023, tra i due.
Da un lato Caroccia, prestanome dei Senese, dall’altro il potente meloniano, habitué del locale in via Tuscolana sequestrato dai pm. È quanto emerge a margine dell’interrogatorio di Miriam Caroccia, figlia di Mauro, ed ex socia del potente padrone delle carceri italiane. Il rapporto tra Mauro Caroccia e Delmastro sarebbe diventato sempre più intenso, all’interno del locale.
post su instagram di mauro caroccia dal ristorante bisteccheria d'italia
Dall’amicizia alla costituzione della società il passo è stato breve. sarebbe stato Caroccia, in grave difficoltà economica, a proporre l’idea a Delmastro che ha accettato. Caroccia, sempre in base a quanto emerge, avrebbe subito capito con chi avesse a che fare. Delmastro avrebbe invece compreso l’identità di Caroccia solo dopo la sentenza di Cassazione. Una versione, quella del primo incontro a quella del sottosegretario benefattore, che potrebbe non reggere davanti agli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia.
«Caroccia è una vittima della criminalità , ha subito due incendi ai locali ed è stato abbandonato dallo Stato». Fabrizio Gallo, l’avvocato difensore di Mauro Caroccia e della figlia Miriam, parla coi cronisti davanti al tribunale di piazzale Clodio a Roma.
Sono in corso gli interrogatori dei due Caroccia, indagati per intestazione fittizia e riciclaggio con l’aggravante mafiosa nell’inchiesta sulla Srl 5 forchette, di cui era socio anche l’ex sottosegretario.
«Delmastro - ha continuato il penalista - ha teso una mano a Caroccia, è stato l’unico, dato che era in difficoltà economica. E da parte loro i Caroccia, con l’ingresso del sottosegretario nella società , erano più tranquilli: un modo per allontanare quella criminalità che li aveva aggrediti.
[...] Quello sui Caroccia - ha proseguito - è come il caso Garlasco: Mauro Caroccia era stato assolto. Poi è arrivato un giudizio differente, noi rispettiamo comunque le sentenze».
Per i pm i Caroccia avrebbero «trasferito e reinvestito nella società proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese». Gallo ha poi concluso: «Chiederemo ai magistrati di dirci dove stanno i flussi di denaro della famiglia Senese, perché se ci fossero stati credo che il mio assistito non sarebbe stato in questa condizione, lui non riusciva a portare da mangiare ai figli.
ANDREA DELMASTRO IN VERSIONE BISTECCHIERE - MEME BY EMILIANO CARLI
Non c’è un centesimo della criminalità organizzata, tutto è tracciato e chiariremo ogni cosa. I soldi li ha messi Delmastro. Nel capitale sociale complessivo della srl di 10 mila euro, sono stati versati 2.500 euro, di cui la quota di Miriam Caroccia è 1.250.
Se noi muoviamo tutta la criminalità di Roma per questa cifra siamo messi male. Davanti al notaio di Biella Miriam, che ha capito chi fosse Delmastro solo qualche tempo dopo i primi incontri in ristorante vedendolo in tv, c'era e sapeva di essere amministratore unico».
L’interrogatorio della ragazza, classe 2006, è iniziato alle 9.50 e conclusosi intorno alle 13. Subito dopo è toccato al padre, accompagnato dalla penitenziaria, dal momento che è detenuto nel carcere di Viterbo.
Nei corridoi della procura il breve saluto tra padre e figlia. Ai pm Mauro Caroccia avrebbe detto che quella di Delmastro è stata un’azione di «beneficenza». E di non aver avuto rapporti coi Senese.
«I Senese frequentava il locale perché abitavano vicino a Baffo – ha detto l’avvocato a fine interrogatorio –, Mauro aveva assunto il figlio per un breve periodo. Ma nessun flusso di denaro». [...]
COME MAI ANDREA DELMASTRO, EX SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA, SOTTO SCORTA PER MINACCE MAFIOSE, FREQUENTAVA UN RISTORANTE COLLEGATO A SOGGETTI VICINI AL CLAN SENESE? E PERCHE’ MA GLI AGENTI CHE NE TUTELAVANO LA SICUREZZA NON HANNO MAI SEGNALATO LE FREQUENTAZIONI A RISCHIO DEL POLITICO MELONIANO CHE IN QUEL LOCALE AVEVA INVESTITO ALMENO 40 MILA EURO CON LA FIGLIA DICIOTTENNE DI UN UOMO CONDANNATO PER AVER RICICLATO CAPITALI MAFIOSI? NEI GUAI RISCHIA DI FINIRE ANCHE LA SCORTA DI DELMASTRO. SI ACCENDE IL FARO DELL’ANTIMAFIA: IL GRUPPO DEGLI AGENTI GUIDATO DA UN ISPETTORE DELLA PENITENZIARIA NON HA SEGNALATO LE FREQUENTAZIONI A RISCHIO DELL’EX SOTTOSEGRETARIO…
Andrea Ossino per repubblica.it - Estratti
Andrea Delmastro, ex sottosegretario alla Giustizia, era sotto scorta per minacce mafiose e frequentava un ristorante collegato a soggetti vicini al clan Senese. Ma gli agenti che ne tutelavano la sicurezza non hanno mai segnalato le frequentazioni a rischio del politico che in quel locale aveva investito almeno 40 mila euro con la figlia diciottenne di un uomo condannato per aver riciclato capitali mafiosi insieme al figlio di un boss.
ANDREA DELMASTRO IN VERSIONE BISTECCHIERE - MEME BY EMILIANO CARLI
Nei guai rischia di finire anche la scorta di Delmastro legato alla figura di Miriam Caroccia, socia giovanissima della Le 5 Forchette srl con altri esponenti di FdI, e figlia di Mauro Caroccia, condannato per riciclaggio.
Questo è il punto di partenza dell’indagine dei pm di Roma e della commissione parlamentare d’inchiesta. Ma c’è un altro livello dell’analisi: le procedure di sicurezza. Un soggetto sottoposto a tutela viene accompagnato in contesti che per prassi vengono verificati. In situazioni estemporanee si tratta di controlli immediati: accessi, verifiche di rischi evidenti.
Nei luoghi frequentati con abitualità la situazione cambia: il rischio per il tutelato sale e gli accertamenti sono maggiori. Almeno solitamente. Perché in questo caso, dove la frequentazione tra Delmastro e Caroccia risulta reiterata, non emergono segnalazioni.
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È questa anomalia che pone nuove domande. Non è un caso dunque se la Commissione antimafia ha deciso di acquisire elementi anche dagli uomini della scorta. Il capo è l’ispettore Antonio Gentile, appartenente alla polizia penitenziaria, lo stesso corpo su cui il sottosegretario esercita funzioni di indirizzo. Un elemento che introduce un possibile profilo di criticità : il rapporto gerarchico tra il tutelato e chi è chiamato a garantirne la sicurezza. Una circostanza che potrebbe aver influito — è il sospetto — sugli allarmi mancati.
ELENA CHIORINO E ANDREA DELMASTRO AL RISTORANTE BAFFO DI MAURO CAROCCIA NEL 2023
Del resto il lavoro per la scorta penitenziaria di Delmastro non deve essere stato semplice. Perché il locale gestito dall’azienda di Delmastro, la Bisteccheria d’Italia, era frequentato anche da appartenenti al Dipartimento amministrazione penitenziaria. Incarichi e promozioni venivano festeggiati lì. I costi delle cene — in alcuni casi elevati e sempre pagati dal festeggiato di turno — alimentavano le casse della società di Delmastro, socio del locale e vertice politico dei commensali.
In questo perimetro si inserisce il ruolo di Mauro Caroccia: una presenza operativa nel ristorante ma assente tra i registrati alla Camera di commercio. Il suo avvocato dice che lui e la figlia non hanno mai messo un euro nell’azienda.
Anche Giovanni Donzelli — responsabile Organizzazione di Fdi — riferisce di aver verificato direttamente con Delmastro l’assenza di qualsiasi apporto finanziario da parte dei Caroccia. Secondo questa versione, il capitale impiegato proverrebbe esclusivamente da Delmastro. Non dalla mafia. Le date però sono importanti.
IL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA
Caroccia viene condannato in appello a gennaio 2025 e l’apertura del locale avviene tre mesi dopo. Dunque Delmastro, secondo la ricostruzione di Donzelli, investiva nell’attività anche dopo la condanna di Mauro Caroccia. E ancora una volta non sapeva e nessuno si è preoccupato di lanciare un allarme, per la stessa sicurezza del sottosegretario.
Risposte potrebbero arrivare dallo stesso Delmastro. Oggi la sua posizione sarà all’esame del comitato etico di Montecitorio dove tutt’al più Delmastro subirà una censura, quasi un buffetto, per la mancata dichiarazione della sua situazione patrimoniale. Prima però verrà audito dal comitato. Sarà ascoltato anche dalla Commissione Antimafia
BIELLA CIAO! – IL CASO "BISTECCHERIA D'ITALIA" STA DIVENTANDO UNA VALANGA PER FRATELLI D'ITALIA! DOPO LE DIMISSIONI DI DELMASTRO E DELL’EX VICEPRESIDENTE E ASSESSORE DEL PIEMONTE, ELENA CHIORINO, SI DIMETTE ANCHE CRISTIANO FRANCESCHINI, EX SOCIO NELLA SOCIETÀ “LE 5 FORCHETTE”, CHE CONTROLLAVA LA "BISTECCHERIA D'ITALIA", E ASSESSORE COMUNALE A BIELLA - PER I PM DI ROMA, IL RISTORANTE DI CUI ERA SOCIO DELMASTRO SERVIVA A RICICLARE I SOLDI DEL CLAN SENESE: DOMANI IN PROCURA SARANNO INTERROGATI MIRIAM CAROCCIA, GIA’ SOCIA DELL’EX SOTTOSEGRETARIO, E SUO PADRE MAURO – ORA SI ATTIVA ANCHE LA PROCURA DI TORINO, CHE INDAGA I DUE CAROCCIA PER INTESTAZIONE FITTIZIA DI BENI: SARA’ APPROFONDITO IL LAVORO DEI PROFESSIONISTI INTORNO ALLA SRL”, DAL NOTAIO CHE NE HA CERTIFICATO LA COSTITUZIONE AL COMMERCIALISTA CHE HA DEPOSITATO LA CESSIONE QUOTE…
1 - CASO 'LE 5 FORCHETTE', A BIELLA SI DIMETTE L'ASSESSORE FRANCESCHINI
Scossone in giunta comunale
(ANSA) - BIELLA, 30 MAR - Dopo il caso de "Le 5 forchette" arrivano le dimissioni anche di Cristiano Franceschini, ex socio nella società e assessore comunale a Biella. "Ho comunicato al sindaco Marzio Olivero la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili da assessore. È una scelta che assumo con responsabilità , mettendo al primo posto il Comune di Biella, la serenità dell'azione amministrativa e il rispetto verso il mio partito, Fratelli d'Italia".
Franceschini parla anche di "un attacco mediatico costruito su insinuazioni e accuse prive di qualsiasi fondamento. Sono state usate parole gravi e inaccettabili, senza riscontro nei fatti, con l'unico obiettivo di delegittimare la mia persona e il lavoro svolto".
andrea delmastro mauro caroccia
Sulla vicenda aggiunge: "Non vi è stato nulla di irregolare o opaco. Nel momento in cui sono venuto a conoscenza di elementi che prima ignoravo, ho agito subito, senza esitazioni, prendendo le distanze e assumendo le decisioni necessarie".
"Ho commesso una leggerezza, e me ne assumo la responsabilità - sottolinea - Per questo rivolgo le mie scuse ai cittadini". E ancora: "Lascio il mio incarico a testa alta, consapevole dell'impegno garantito in questi anni e del fatto che sono una persona perbene. Continuerò a difendermi con determinazione, contrastando ogni forma di strumentalizzazione".
IL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA
2 - PIEMONTE, CHIORINO SI DIMETTE ANCHE DA ASSESSORA
(ANSA) - TORINO, 30 MAR - L'ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino, coinvolta nell'affaire Delmastro, si è dimessa anche da assessora della giunta regionale di Alberto Cirio. "Ho comunicato al presidente - spiega - la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili. È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d'Italia". "Sono una persona perbene - aggiunge - e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un'indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta".
3 - “LA BISTECCHERIA D’ITALIA RICICLAVA PER I SENESE” INDAGINE ANCHE A TORINO
Estratto dell’articolo di Vincenzo Bisbiglia per il “Fatto quotidiano”
La Bisteccheria di cui era socio Andrea Delmastro serviva a riciclare i soldi del clan Senese. Ne sono convinti i pm romani che domani interrogheranno Miriam Caroccia, ex socia dell’ex sottosegretario alla Giustizia, e suo padre Mauro. Sospetti arrivati anche alla Procura di Torino, che indaga per intestazione fittizia di beni – saranno indagati i due Caroccia – e che vuole approfondire il lavoro dei professionisti intorno a “Le 5 Forchette srl”, dal notaio che ne ha certificato la costituzione al commercialista che ha depositato la cessione quote.
Mauro Caroccia domani sarà trasferito appositamente in procura a Roma dal carcere di Viterbo, in cui si trova dopo la condanna definitiva del 19 febbraio per essere stato il prestanome del clan. Delmastro non è indagato e non lo sono nemmeno gli altri 4 ex soci piemontesi che completavano l’altro 50% della srl: i politici di FdI Elena Chiorino, Cristiano Franceschini – che hanno lasciato ieri i loro posti nella giunta regionale del Piemonte e al comune di Biella – Davide Zappalà , e l’imprenditrice Donatella Pelle.
La Procura di Roma accusa i Caroccia padre e figlia di riciclaggio e intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa, perché “in concorso tra loro, al fine di consentire a Caroccia Mauro (...) e al clan malavitoso riconducibile alla famiglia Senese (...) di eludere le disposizioni di legge (...) attribuivano fittiziamente il 50% della titolarità della società ‘Le 5 Forchette srl’, gestore del ristorante ‘Bisteccheria d’Italia’ (...) a Caroccia Miriam”.
Società , per i pm, “attraverso la quale trasferivano e reinvestivano, anche in fase di avviamento, proventi delle attività illecite del clan” così da “ostacolare le possibilità di accertamento della loro provenienza delittuosa”.
ELENA CHIORINO E ANDREA DELMASTRO AL RISTORANTE BAFFO DI MAURO CAROCCIA NEL 2023
Al momento non ci sono elementi per contestare reati a Delmastro e agli altri ex soci.
L’indagine sui Caroccia deriva da un’altra molto più ampia sul clan Senese, e i pm a oggi non ritengono che l’ex sottosegretario sapesse quali fossero i movimenti occulti del padre della sua ex socia. “[…]
L’avvocato dei due, Fabrizio Gallo, dichiara al Fatto che la famiglia del prestanome fosse sul lastrico. Ma allora con quali soldi hanno avviato il ristorante? Solo con quelli dei soci piemontesi? Si tratta di vecchie disponibilità dei Senese oppure, nonostante le condanne, il clan ha riarruolato Mauro Caroccia (che a un certo punto non era più ben visto)?
elena chiorino andrea delmastro
La Finanza ha acquisito bonifici, fatture, scontrini e atti contabili idonei a ricostruire.
E anche la Procura di Torino ora indaga per il solo reato di intestazione fittizia di beni aggravato dal metodo mafioso. Nelle prossime ore saranno iscritti Miriam e Mauro Caroccia. I pm torinesi vogliono anche approfondire l’operato dei professionisti tra cui il notaio di Biella che ha certificato l’atto costitutivo, i legali che hanno seguito le vicende della srl e il commercialista che ha certificato il pagamento in contanti delle quote da parte di Miriam Caroccia ai suoi ex soci, al momento della loro uscita dalla società , evento di cui la 19enne ha negato di essere a conoscenza.
Mentre i pm attendono gli sviluppi delle indagini per valutare se sentire Delmastro come persona informata sui fatti, l’ex sottosegretario sarà ascoltato in Commissione Antimafia. […]
Ormai sputtanato, Delmastro aggiorna lo stato patrimoniale alla Camera
TOH, SOLO ORA CHE E’ SCOPPIATO LO SCANDALO, L’EX SOTTOSEGRETARIO DELMASTRO HA AGGIORNATO LA SUA DICHIARAZIONE PATRIMONIALE SUL SITO DELLA CAMERA: ORA APPARE ANCHE UN DOCUMENTO DATATO 28 MARZO 2026 NEL QUALE VIENE ELENCATA LA COMPROPRIETÀ DI UNA SERIE DI FABBRICATI MA CI SONO ANCHE TUTTI I PASSAGGI, DALL’ACQUISTO FINO ALLA CESSIONE, DELLE QUOTE DETENUTE DELLA SOCIETÀ “LE 5 FORCHETTE SRL” SULLA QUALE È PUNTATO IL FARO DEGLI INQUIRENTI – CHISSA’ PERCHE’, PRIMA CHE LA STORIA DIVENTASSE PUBBLICA, DELMASTRO AVEVA DIMENTICATO DI CITARE LA SUA PARTECIPAZIONE NE “LE 5 FORCHETTE SRL”…
DELMASTRO AGGIORNA DICHIARAZIONE PATRIMONIALE, C'È CESSIONE '5 FORCHETTE SRL'
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Nuovo documento sul sito della Camera, è datato il 28 marzo 2026
(ANSA) - ROMA, 30 MAR - Arriva un aggiornamento della documentazione patrimoniale dell'ex sottosegretario Andrea Delmastro depositata e disponibile sul sito della Camera. Nella casella online del deputato si trova, ora, infatti, un documento datato 28 marzo 2026 nel quale viene elencata la comproprietà di una serie di fabbricati ma ci sono anche tutti i passaggi, fino alla cessione, delle quote detenute della società 'Le 5 Forchette srl' sulla quale è puntato il faro degli inquirenti.
andrea delmastro mauro caroccia
Nel nuovo documento si legge che in data 16/12/2024 il parlamentare era socio al 25% di 'Le 5 Forchette srl'; e il 3 novembre 2025 risulta socio al 100% della G&G srl. In data 24/11/2025 risulta la cessione totale della partecipazione nella 'Le 5 Forchette srl' a favore della 'G&G srl' e il 27 febbraio 2026 la cessione totale delle quote di partecipazione indiretta detenute nella G&G srl nella 'Le 5 Forchette Srl'.
IL CASO DEL “BISTECCHIERE” DELMASTRO SI INGROSSA! – DOPO ESSERSI DIMESSA DALLA CARICA DI VICEPRESIDENTE DEL PIEMONTE, ELENA CHIORINO, COINVOLTA NELL'AFFAIRE DELMASTRO E FEDELISSIMA DELL'EX SOTTOSEGRETARIO, FA UN PASSO INDIETRO ANCHE DA ASSESSORE DELLA GIUNTA REGIONALE DI ALBERTO CIRIO: “UNA SCELTA CHE ASSUMO PER SENSO DI RESPONSABILITA'. SONO UNA PERSONA PERBENE E NON POSSO ACCETTARE CHE VENGANO STRUMENTALIZZATE LE EVOLUZIONI DI UN'INDAGINE CHE RIGUARDA TERZE PERSONE, E NON LA SOTTOSCRITTA...”
elena chiorino andrea delmastro
(ANSA) - L'ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino, coinvolta nell'affaire Delmastro, si è dimessa anche da assessora della giunta regionale di Alberto Cirio. "Ho comunicato al presidente - spiega - la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili.
È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d'Italia". "Sono una persona perbene - aggiunge - e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un'indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta".
elena chiorino andrea delmastro
(ANSA) - L'ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino, coinvolta nell'affaire Delmastro, si è dimessa anche da assessora della giunta regionale di Alberto Cirio. "Ho comunicato al presidente - spiega - la decisione di rassegnare le mie dimissioni irrevocabili.
È una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte, della maggioranza di centrodestra e del mio partito, Fratelli d'Italia". "Sono una persona perbene - aggiunge - e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un'indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta".
Il bistecchiere Delmastro finirà cotto dall'Antimafia
L’EX SOTTOSEGRETARIO MELONIANO ALLA GIUSTIZIA SARÀ ASCOLTATO IN COMMISSIONE ANTIMAFIA: L’OPPOSIZIONE LO FRIGGE DOPO LA NOTIZIA CHE NELLA SOCIETÀ “5 FORCHETTE” ERANO STATI REINVESTITI DIRETTAMENTE I SOLDI DEL CLAN SENESE – IL PD: “COSA SAPEVA GIORGIA MELONI? COME È POTUTO ACCEDERE CHE UN UOMO A LEI COSÃŒ VICINO SIA POTUTO ESSERE COINVOLTO IN UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE CHE AVREBBE AIUTATO ‘L'ASSOCIAZIONE DI STAMPO MAFIOSO FACENTE CAPO ALLA FAMIGLIA SENESE’?” – IL M5S: “PER ESSERE UNA ‘LEGGEREZZA’, È STATA GRAVE…”
andrea delmastro mauro caroccia
FONTI ANTIMAFIA, 'DELMASTRO SARÀ ASCOLTATO IN COMMISSIONE'
(ANSA) - L'ufficio di presidenza della Commissione parlamentare antimafia ha approvato all'unanimità l'avvio di un ciclo di audizioni sulla vicenda Delmastro e nell'ambito dell'inchiesta sul clan Senese, già affrontata dalla commissione durante il filone che ha riguardato 'Affari di famiglia e Hydra'.
La Commissione "procederà alla richiesta di ascolto della Procura di Roma, delle forze dell'ordine, polizia e Gdf, Dap, l'Ucis, della scorta e dello stesso ex sottosegretario, nel rispetto dei principi di rigore, trasparenza e tempestività che ne caratterizzano l'azione istituzionale".
Lo si apprende da fonti della presidenza della commissione parlamentare antimafia, secondo cui "la decisione è stata assunta con piena condivisione da parte della maggioranza, in particolare modo da FdI, che ha anche evidenziato la necessità di fare chiarezza sulle modalità con cui informazioni relative a un'indagine in corso, di particolare delicatezza, siano state diffuse a mezzo stampa.
Nel quadro delle proprie attività , la Commissione svolgerà inoltre una missione a Milano il 16 aprile, nel corso della quale saranno approfonditi anche i profili connessi all'indagine 'Hydra'. La Commissione ribadisce il proprio impegno a garantire il pieno accertamento dei fatti, nel rispetto delle prerogative dell'autorità giudiziaria e a tutela della correttezza delle istituzioni".
delmastro bisteccheria d italia
BRAGA, SU DELMASTRO COSA SAPEVA MELONI? LO SPIEGHI IN PARLAMENTO
(ANSA) - "Le notizie che arrivano dalla Procura di Roma sul caso del ristorante di cui era socio l'ex sottosegretario Delmastro sono ogni giorno più inquietanti. Si parla di capitali mafiosi e alla giovane diciottenne socia a sua insaputa dell'esponente di FdI è stato notificato un avviso a comparire.
Notizie sinceramente preoccupanti anche alla luce dell'affermazione della Premier Meloni quando avrebbe sostenuto che non avrebbe più coperto nessuno. Dunque cosa sapeva? come è potuto accedere che un uomo a lei così vicino, con un incarico tanto delicato come sottosegretario alla giustizia, sia potuto essere coinvolto in un'attività commerciale che avrebbe aiutato "l'associazione di stampo mafioso facente capo alla famiglia Senese"?
Mauro Caroccia promuove il ristorante La bisteccheria d’Italia – video del 25 settembre 2025
Poiché è stata lei stessa a pretenderne le dimissioni, spetta ora a lei chiarire la vicenda al più presto in Parlamento. Il giorno in cui si festeggia il successo di inchieste contro la famiglia dei Casalesi, è davvero sconcertante che il governo scelga di chiudere gli occhi di fronte alla vicenda Delmastro". Così in una nota Chiara Braga, capigruppo Pd alla Camera.
PAITA, DELMASTRO VENGA AUDITO IN COMMISSIONE ANTIMAFIA
(ANSA) - "A nome di Italia Viva ho chiesto all'Ufficio di presidenza un approfondimento preciso e urgente su Delmastro e la vicenda del ristorante di Roma di cui era socio l'ex sottosegretario. Ritengo necessario che lo stesso Delmastro venga audito dalla Commissione Antimafia".
elena chiorino andrea delmastro
Lo ha detto la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva, al termine della riunione dell'Ufficio di presidenza della Commissione Antimafia. "È ineludibile accendere un faro sulla questione, verificando ogni aspetto e ascoltando tutte le persone in grado di dare al Commissione e al Parlamento un quadro preciso della vicenda, anche alla luce dei risvolti che emergono dalle indagini", aggiunge Paita.
M5S, 'LEGGEREZZA' DI DELMASTRO ERA RICICLAGGIO SOLDI DEI SENESE? INDECENZA AL POTERE
(ANSA) - "Adesso c'è la conferma dalle indagini della procura di Roma: l'ipotesi concreta è che la società "Le 5 forchette Srl", di cui facevano parte Andrea Delmastro e altri tre esponenti di Fdi, fosse uno strumento di riciclaggio del denaro del clan senese.
In sostanza, nel dicembre 2024 quella società sarebbe nata come ennesima "lavatrice" per ripulire tanti soldi provenienti da attività gravemente illecite della criminalità organizzata e per, citando gli inquirenti, permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche. Per essere una "leggerezza", come hanno detto Delmastro e la ex vicepresidente della regione Piemonte Elena Chiorino, è stata piuttosto grave.
A proposito, la regione Piemonte pensa di tenere ancora come assessore multi-delega una persona coinvolta in una vicenda tanto indecente? Le dimissioni a metà di Chiorino sono state l'ennesima vergogna rifilata da Fdi a tutta Italia, l'ennesima dimostrazione di una classe dirigente indecente attaccata al potere.
la bistecca della bisteccheria ditalia
Infatti fino alla batosta referendaria secondo Giorgia Meloni la "leggerezza" di Delmastro era un peccato veniale per il quale poteva tranquillamente continuare ad amministrare la giustizia italiana. Ci sono voluti 15 milioni di no per dare uno scossone al castello di arroganza edificato da Meloni e da tutto il governo, ma evidentemente altri potenti segnali di dissenso dovranno arrivare dai cittadini esausti". Lo affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.
I BISTECCHIERI D’ITALIA FINISCONO ALLA BRACE – LA GUARDIA DI FINANZA HA ACQUISITO DECINE DI DOCUMENTI SUI PASSAGGI SOCIETARI DEL RISTORANTE “BISTECCHERIA D’ITALIA”, DI CUI FACEVANO PARTE, INSIEME ALLA FIGLIA DEL PRESTANOME DEL CLAN SENESE, MAURO CAROCCIA, L’EX SOTTOSEGRETARIO DEMASTRO E UN GRUPPO DI ESPONENTI DI FDI IN PIEMONTE – COME HA FATTO LA 18ENNE MIRIAM CAROCCIA A DIVENTARE TITOLARE PRIMA DEL 50% DELLE QUOTE E POI DEL 100%? CHI HA REALMENTE GESTITO L'OPERAZIONE? CHI HA MESSO I SOLDI? – LE INDAGINI CHIARIRANNO L’EVENTUALE “CONTINUITÀ” TRA LE VECCHIE ATTIVITÀ RICONDUCIBILI A CAROCCIA E AL CLAN SENESE E IL NUOVO LOCALE: DELMASTRO, ERA CLIENTE ABITUALE DEI LOCALI DEL “BAFFO”, POI CONFISCATI PER MAFIA…
Estratto dell’articolo di Andrea Ossino e Giuliano Foschini per “la Repubblica”
andrea delmastro mauro caroccia
L'inchiesta sulla Bisteccheria d'Italia è diventata l'indagine sui soci della Bisteccheria d'Italia. E dunque sull'ex sottosegretario Andrea Delmastro e su un pezzo rilevante di Fratelli d'Italia in Piemonte.
La Guardia di finanza ha acquisito, e lo farà ancora nei prossimi giorni, decine di documenti: le visure camerali che documentano i passaggi societari, certo. Ma anche i bonifici, estratti conto, fatture, contratti della Bisteccheria d'Italia. [...]
post su instagram di mauro caroccia dal ristorante bisteccheria d'italia
L'obiettivo è verificare la versione fornita da Delmastro: non sapere che il padre della sua socia fosse il prestanome del clan Senese. Una versione che, agli atti, presenta più di una crepa. Se infatti venisse fuori la prova che Delmastro sapesse, anche lui e gli altri soci di Biella finirebbero nell'indagine aperta per riciclaggio e intestazione fittizia.
[...] Il nodo è la continuità . Tra le vecchie attività riconducibili a Mauro Caroccia e la nuova avventura della Bisteccheria d'Italia. «Il nome? Una lunga storia…», diceva lui stesso in un video promozionale. Una frase che oggi assume un peso diverso.
Gli elementi che spingono gli investigatori a guardare in questa direzione sono diversi. Il primo riguarda le frequentazioni: Delmastro, come documentano fotografie pubblicate sui social, era cliente abituale dei locali del "Baffo", poi sequestrati e confiscati per mafia.
Il secondo è di natura contabile: emergono movimenti societari che suggeriscono una continuità tra le esperienze precedenti e quella attuale. Il terzo è il più delicato: la consapevolezza.
Perché la fotografia iniziale della società racconta molto più delle versioni successive. Al momento della costituzione, la diciottenne Miriam Caroccia ottiene il 50 per cento delle quote e diventa amministratrice unica.
L'altro 50 per cento è distribuito tra esponenti di Fratelli d'Italia e figure a loro vicine: Delmastro con il 25 per cento, l'ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino con il 5, l'assessore di Biella Cristiano Franceschini con il 5, il consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà con un altro 5 e l'imprenditrice Donatella Pelle: 10 per cento.
ELENA CHIORINO E ANDREA DELMASTRO AL RISTORANTE BAFFO DI MAURO CAROCCIA NEL 2023
Una composizione che gli investigatori leggono non solo come un'operazione imprenditoriale, ma come una costruzione consapevole. C'è un dato che viene considerato difficilmente aggirabile: Mauro Caroccia non poteva comparire formalmente. E infatti non compare.
La scena è quella dello studio notarile di Biella: dentro i soci, fuori – emerge – il padre. Non è negli atti, ma è dentro la storia. Non firma, ma c'è. È su questo punto che l'indagine cambia passo. Perché se la titolarità formale è della giovane Miriam, resta da chiarire chi abbia realmente gestito l'operazione. Chi ha deciso, chi ha trattato, chi ha messo i soldi. E soprattutto: con quali risorse.
Anche la versione fornita dalla ragazza – che sostiene di non aver pagato nulla in contanti per l'acquisto delle quote – sarà oggetto di verifiche. Perché nei primi riscontri contabili emergono indicazioni diverse, che parlano di versamenti e passaggi difficili da ricostruire.
IL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA
Il giro delle quote, già al centro di versioni contraddittorie, diventa così uno snodo chiave. Se i passaggi non sono chiari, se i pagamenti non sono tracciabili, il problema si sposta sulla provenienza del denaro e sulla reale struttura della società . E poi ci sono i flussi: incassi, sponsorizzazioni, spese. Chi pagava davvero? Chi sosteneva l'attività nella fase iniziale? Chi copriva i costi di un ristorante frequentato da politici e funzionari?
Sul fondo resta la stessa domanda che attraversa tutta la vicenda: chi controllava davvero la Bisteccheria d'Italia? Perché mentre all'esterno si moltiplicano le versioni – nessuno sapeva, nessuno conosceva, nessuno controllava – dentro le carte gli investigatori cercano una risposta più semplice.
Se quella società sia stata, fin dall'inizio, la prosecuzione di un modello già visto: quello dei ristoranti riconducibili a Caroccia, finiti sotto sequestro perché utilizzati per ripulire il denaro del clan Senese. [...]
INTORNO ALLA BISTECCHERIA DI DELMASTRO C’ERA UN GIRO DI SOLDI SPORCHI? – IL CAPITALE INIZIALE DE “LE 5 FORCHETTE”, SOCIETÀ PROPRIETARIA DEL LOCALE, ERA DI APPENA 10MILA EURO: IL 50% L’HA MESSO MIRIAM CAROCCIA, FIGLIA 18ENNE DI MAURO, PRESTANOME DEL CLAN SENESE. L'ALTRO 50% ERA DELL'ORMAI EX SOTTOSEGRETARIO E DI ALCUNI SUOI FEDELISSIMI COLLEGHI PIEMONTESI DI FDI – MA PER MANDARE AVANTI UN'ATTIVITÀ QUEL DENARO NON È SUFFICIENTE. CI SONO DA PAGARE DIPENDENTI, BOLLETTE, FORNITORI. CHI C'È DIETRO GLI ALTRI FINANZIAMENTI? CI SONO RESOCONTI DELLE SPESE? – L’IPOTESI DEGLI INQUIRENTI È CHE LO SCHEMA SIA STATO SIMILE A QUELLO CHE HA PORTATO AL SEQUESTRO DEI PRECEDENTI RISTORANTI GESTITI DA CAROCCIA, UTILIZZATI PER RIPULIRE I SOLDI DELLA CAMORRA
GIUSI BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO
Anche nel caso di Delmastro vige la regola diventata famosa: «Follow the money», «Segui i soldi». Così diceva la "gola profonda" nel garage misterioso di "Tutti gli uomini del Presidente". Così faceva Falcone istruendo le sue inchieste. E così fanno gli investigatori della Capitale chiamati a fare luce sugli interessi del ristorante "Bisteccheria d'Italia".
Il capitale iniziale de "Le 5 forchette", società proprietaria del locale, è di 10 mila euro: il 50% lo mette Miriam Caroccia, figlia di Mauro, in carcere perché prestanome del potente clan Senese. L'altro 50% è dell'ormai ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e di alcuni suoi fedelissimi colleghi di partito piemontesi. Per mandare avanti un'attività questo denaro non è sufficiente. Ci sono da pagare dipendenti, bollette di luce e gas, mobilio, fornitori e così via.
elena chiorino andrea delmastro
E tutto dovrebbe essere messo a bilancio, rendicontato. «Abbiamo pagato quote societarie e un finanziamento soci per far partire la società », spiega Delmastro in un'intervista al Corriere della Sera. E il resto? Chi c'è dietro gli altri finanziamenti? Ci sono resoconti delle spese dell'attività ?
[…] Miriam Caroccia, indagata con il padre a vario titolo per intestazione fittizia e riciclaggio […] ad un certo punto si è ritrovata con il 100% delle partecipazioni della società , e ha detto che i passaggi sono avvenuti a sua insaputa: «Non sapevo che i miei soci avessero lasciato le quote. Non le ho mai comperate. Non ho mai dato soldi a chicchessia». Anche se c'è un documento, senza data, stilato da un commercialista biellese, che dice l'opposto.
andrea delmastro mauro caroccia
[…] Delmastro, dalla sua, si giustifica parlando di una svista, una leggerezza: «Sono stato sprovveduto». Spiega di aver scelto di investire in un locale «in cui si mangiava bene». Mauro Caroccia? Delmastro dice che ignorava i suoi guai giudiziari, la storia dei ristoranti antesignani della bisteccheria considerati dai giudici attività di riciclaggio del clan Senese.
«Mi sono messo in società con una ragazza che poi si è rivelata figlia di...», ribadisce. «Quando ho saputo che il padre è stato arrestato, ho ceduto le quote».
ELENA CHIORINO E ANDREA DELMASTRO AL RISTORANTE BAFFO DI MAURO CAROCCIA NEL 2023
Il Pd ha scritto alla Camera proprio per verificare la condotta di Delmastro per quanto riguarda gli «obblighi di trasparenza e di dichiarazione delle proprie partecipazioni societarie, delle attività imprenditoriali e delle cariche ricoperte». L'ex sottosegretario alla Giustizia rivendica il suo impegno contro la mafia, ricorda «il livello di scorta» che gli è stato assegnato. Affidato alla polizia penitenziaria.
Ed è qui che sorge un altro interrogativo. Le scorte si occupano della protezione delle personalità a rischio, controllano ogni movimento, ogni incontro, calcolano pericoli ed imprevisti. «Che ruolo ha avuto la scorta di secondo livello di Delmastro?», chiede la deputata M5s Chiara Appendino.
«Ãˆ impossibile credere che non abbia fatto le verifiche obbligatorie sul locale frequentato dall'ex sottosegretario. Siamo di fronte a una potenziale e gravissima compromissione degli apparati dello Stato».
Gira voce che sia stato il caposcorta di Delmastro a fargli conoscere quel ristoratore tanto noto nella zona Tuscolana. Voci che si avvicendano, tutte da verificare. Certo è che le scorte, quando un sottosegretario alla Giustizia si presenta in un ristorante, eseguono numerosi accertamenti. [...]
Così il capo delle carceri festeggiò nella bisteccheria del prestanome del clan
TUTTI A TAVOLA CON IL “BISTECCHIERE” DELMASTRO – IL 3 GIUGNO 2025 IL CAPO DEL DIPARTIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA, STEFANO CARMINE DE MICHELE, HA FESTEGGIATO LA SUA NOMINA ALLA “BISTECCHERIA D’ITALIA”, IL RISTORANTE GESTITO DI FATTO DAL PRESTANOME DELLA CAMORRA, MAURO CAROCCIA, E DI CUI ERA SOCIO L’EX SOTTOSEGRETARIO MELONIANO, ANDREA DELMASTRO – “DOMANI” HA RACCOLTO DIVERSI TESTIMONIANZE: “QUELLA SERA CAROCCIA ERA IN SALA, VISTO CHE ERA ANCORA LIBERO”, “IO C’ERO E PAGÃ’ TUTTO DE MICHELE, CI HANNO TRASCINATI IN UNA STORIACCIA” – MA È NORMALE CHE IL CAPO DEL DAP, RUOLO EQUIPARATO PER LEGGE AL CAPO DELLA POLIZIA DI STATO, SI RITROVI ATTOVAGLIATO MENTRE TRA I TAVOLI GIRAVA L’UOMO CHE RICICLAVA I SOLDI PER IL CLAN SENESE?
C’è un nome che è rimasto fuori dalle cronache sulle cene di dirigenti apicali del ministero della Giustizia nel ristorante Bisteccheria d’Italia dell’uomo del clan Senese, nella cui società c’era Andrea Delmastro Delle Vedove, ex sottosegretario alla Giustizia.
Un nome pesante visto il ruolo, la legge lo equipara al capo della polizia di Stato (anche economicamente), di recente ricevuto al Quirianle per i 209 anni del corpo che guida. Si tratta di Stefano Carmine De Michele, il numero uno del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
Più fonti raccontano a Domani, messaggi e riscontri alla mano, la presenza di De Michele tra i commensali alla cena del tre giugno 2025. «Quella è la cena per festeggiare la sua nomina. Io c’ero e pagò tutto il capo del Dap, ci hanno trascinati in una storiaccia, ma non c’entriamo niente».
GIUSI BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO
A parlare è uno dei presenti quella sera, la cui ricostruzione è confermata anche da un altro testimone. Il capo del Dap non è ben visibile, ma chi partecipava si ricorda chiaramente la sua presenza vista l’importanza dell’occasione.
Chiaramente tutti erano attovagliati immaginando di stare in un luogo sicuro, la garanzia era Delmastro Delle Vedove, titolare della società 5 Forchette che controllava il ristorante gestito da Mauro Caroccia.
«Quella sera era presente anche il prestanome del clan, era in sala visto che era ancora libero», raccontano a Domani. […]
Caroccia è stato condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver favorito la camorra dei Senese e, lo scorso febbraio, è tornato nuovamente in carcere. In quel periodo, giugno 2025, era già stato condannato dai giudici di merito, ma i commensali immortalati da una foto, pubblicata dal Fatto, erano in una botte di ferro visto che quello era il locale sponsorizzato da Andrea Delmastro Delle Vedove.
andrea delmastro mauro caroccia
Fino a questo momento, però, il nome di De Michele non era mai uscito perché nascosto nei dettagli, i suoi capelli e l’angolo del suo volto nascosti dietro un altro peso massimo del dipartimento, Augusto Zaccariello, primo dirigente generale del Corpo di polizia penitenziaria, nominato di recente dal consiglio dei Ministri.
Torniamo al capo del Dap, alle cui dipendenze lavorano 37 mila genti penitenziari, 6 mila altre figure professionali e il destino di 64 mila detenuti. Tra questi anche Caroccia, in carcere a Viterbo.
La nomina di De Michele
ELENA CHIORINO E ANDREA DELMASTRO AL RISTORANTE BAFFO DI MAURO CAROCCIA NEL 2023
Domani aveva svelato l’irritazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il pasticcio del governo sulla nomina del capo del Dap. Era il febbraio dello scorso anno. L’esecutivo non aveva ancora selezionato il capo della polizia penitenziaria, ma la possibile prescelta era stata annunciata urbi et orbi senza avvisare, come da prassi consolidata, il capo dello Stato.
Una dimenticanza grave e senza precedenti che ha provocato uno stallo di alcuni mesi visto che spetta proprio al presidente della Repubblica, che è il capo delle forze armate, firmare il decreto di nomina. Il nome di Lina Di Domenico, per alcuni mesi facente funzioni, era arrivato alla sua attenzione in prima istanza dai giornali dove era filtrata la notizia.
Stefano Carmine De Michele e Carlo Nordio
Alla fine dopo l’irritazione del Quirinale, a fine maggio la scelta di Stefano Carmine De Michele, nominato con decreto del presidente della Repubblica, firmato il 27 maggio 2025.
Passano pochi giorni e scatta la cena con il sottosegretario alla Giustizia, Delmastro Delle Vedove, Massimo Parisi, numero due del Dap, Rita Russo, a capo della direzione generale del personale e Lina Di Domenico, per mesi a capo del Dap come facente funzioni.
C’era anche Ernesto Napolillo, capo della direzione generale dei detenuti e Carlo Berdini, Ovviamente tutti religiosamente silenti quando Domani ha chiesto un commento sulla serata, ma c’è chi ha rotto il muro di omertà . «Non tutti sopportano questo andazzo, ma quando ti invita il sottosegretario pensi che sia tutto assolutamente privo di ostacoli e invece», racconta chi era presente.
IL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA
«L’intero Dap è sfiduciato, lo stesso capo del dipartimento ha la gestione di 41 bis, alta sicurezza, media sicurezza, reparti, trasferimenti, sanzioni. Come può garantire equilibrio in una situazione del genere dopo aver mangiato e pagato un soggetto ora in carcere e legato a una delle famiglie criminali più potenti d’Italia?», si chiede un alto dirigente del dipartimento.
[…]
La maggioranza, intanto, riflette sul possibile sostituto di Delmastro al ministero della Giustizia. Le cronache hanno riferito di un vertice in via della Scrofa, sede di Fratelli d’Italia, alla presenza dell’ex sottosegretario e anche di Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare antimafia.
A breve dovrebbero rivedersi perché Delmastro dovrebbe chiarire proprio nella bicamerale ogni aspetto di questa incredibile storia che odora di carne e puzza di mala.
C’è un nome che è rimasto fuori dalle cronache sulle cene di dirigenti apicali del ministero della Giustizia nel ristorante Bisteccheria d’Italia dell’uomo del clan Senese, nella cui società c’era Andrea Delmastro Delle Vedove, ex sottosegretario alla Giustizia.
Un nome pesante visto il ruolo, la legge lo equipara al capo della polizia di Stato (anche economicamente), di recente ricevuto al Quirianle per i 209 anni del corpo che guida. Si tratta di Stefano Carmine De Michele, il numero uno del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
Più fonti raccontano a Domani, messaggi e riscontri alla mano, la presenza di De Michele tra i commensali alla cena del tre giugno 2025. «Quella è la cena per festeggiare la sua nomina. Io c’ero e pagò tutto il capo del Dap, ci hanno trascinati in una storiaccia, ma non c’entriamo niente».
GIUSI BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO
A parlare è uno dei presenti quella sera, la cui ricostruzione è confermata anche da un altro testimone. Il capo del Dap non è ben visibile, ma chi partecipava si ricorda chiaramente la sua presenza vista l’importanza dell’occasione.
Chiaramente tutti erano attovagliati immaginando di stare in un luogo sicuro, la garanzia era Delmastro Delle Vedove, titolare della società 5 Forchette che controllava il ristorante gestito da Mauro Caroccia.
«Quella sera era presente anche il prestanome del clan, era in sala visto che era ancora libero», raccontano a Domani. […]
Caroccia è stato condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver favorito la camorra dei Senese e, lo scorso febbraio, è tornato nuovamente in carcere. In quel periodo, giugno 2025, era già stato condannato dai giudici di merito, ma i commensali immortalati da una foto, pubblicata dal Fatto, erano in una botte di ferro visto che quello era il locale sponsorizzato da Andrea Delmastro Delle Vedove.
andrea delmastro mauro caroccia
Fino a questo momento, però, il nome di De Michele non era mai uscito perché nascosto nei dettagli, i suoi capelli e l’angolo del suo volto nascosti dietro un altro peso massimo del dipartimento, Augusto Zaccariello, primo dirigente generale del Corpo di polizia penitenziaria, nominato di recente dal consiglio dei Ministri.
Torniamo al capo del Dap, alle cui dipendenze lavorano 37 mila genti penitenziari, 6 mila altre figure professionali e il destino di 64 mila detenuti. Tra questi anche Caroccia, in carcere a Viterbo.
La nomina di De Michele
ELENA CHIORINO E ANDREA DELMASTRO AL RISTORANTE BAFFO DI MAURO CAROCCIA NEL 2023
Domani aveva svelato l’irritazione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il pasticcio del governo sulla nomina del capo del Dap. Era il febbraio dello scorso anno. L’esecutivo non aveva ancora selezionato il capo della polizia penitenziaria, ma la possibile prescelta era stata annunciata urbi et orbi senza avvisare, come da prassi consolidata, il capo dello Stato.
Una dimenticanza grave e senza precedenti che ha provocato uno stallo di alcuni mesi visto che spetta proprio al presidente della Repubblica, che è il capo delle forze armate, firmare il decreto di nomina. Il nome di Lina Di Domenico, per alcuni mesi facente funzioni, era arrivato alla sua attenzione in prima istanza dai giornali dove era filtrata la notizia.
Stefano Carmine De Michele e Carlo Nordio
Alla fine dopo l’irritazione del Quirinale, a fine maggio la scelta di Stefano Carmine De Michele, nominato con decreto del presidente della Repubblica, firmato il 27 maggio 2025.
Passano pochi giorni e scatta la cena con il sottosegretario alla Giustizia, Delmastro Delle Vedove, Massimo Parisi, numero due del Dap, Rita Russo, a capo della direzione generale del personale e Lina Di Domenico, per mesi a capo del Dap come facente funzioni.
C’era anche Ernesto Napolillo, capo della direzione generale dei detenuti e Carlo Berdini, Ovviamente tutti religiosamente silenti quando Domani ha chiesto un commento sulla serata, ma c’è chi ha rotto il muro di omertà . «Non tutti sopportano questo andazzo, ma quando ti invita il sottosegretario pensi che sia tutto assolutamente privo di ostacoli e invece», racconta chi era presente.
IL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA
«L’intero Dap è sfiduciato, lo stesso capo del dipartimento ha la gestione di 41 bis, alta sicurezza, media sicurezza, reparti, trasferimenti, sanzioni. Come può garantire equilibrio in una situazione del genere dopo aver mangiato e pagato un soggetto ora in carcere e legato a una delle famiglie criminali più potenti d’Italia?», si chiede un alto dirigente del dipartimento.
[…]
La maggioranza, intanto, riflette sul possibile sostituto di Delmastro al ministero della Giustizia. Le cronache hanno riferito di un vertice in via della Scrofa, sede di Fratelli d’Italia, alla presenza dell’ex sottosegretario e anche di Chiara Colosimo, presidente della commissione parlamentare antimafia.
A breve dovrebbero rivedersi perché Delmastro dovrebbe chiarire proprio nella bicamerale ogni aspetto di questa incredibile storia che odora di carne e puzza di mala.
Volano gli stracci a via Arenula: dimissioni per Delmastro e la Zarina
DELMASTRO SI DIMETTE, 'MA NON HO FATTO NIENTE DI SCORRETTO'
giusi bartolozzi e carlo nordio
(ANSA) - ROMA, 24 MAR - "Ho consegnato oggi le mie irrevocabili dimissioni da sottosegretario alla giustizia. Ho sempre combattuto la criminalità , anche con risultati concreti e importanti e pur non avendo fatto niente di scorretto, ho commesso una leggerezza a cui ho rimediato non appena ne ho avuto contezza.
Me ne assumo la responsabilità , nell'interesse della Nazione, ancor prima che per l'affetto e il rispetto che nutro verso il governo e verso il Presidente del Consiglio". Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro Delle Vedove.
BARTOLOZZI E DELMASTRO DA NORDIO, VERSO LE DIMISSIONI
GIUSY BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO
Colloquio in corso negli uffici a via Arenula (ANSA) - ROMA, 24 MAR - Il capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi e il sottosegretario Andrea Delmastro sono a colloquio con il ministro della Giustizia Carlo Nordio negli uffici di via Arenula. Secondo quanto si apprende da fonti informate, si va verso le dimissioni dei due.
GIUSTIZIA, GIUSI BARTOLOZZI SI DIMETTE
ROMA (ITALPRESS) - Secondo quanto risulta all'agenzia Italpress Giusi Bartolozzi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di capo di gabinetto del ministero della Giustizia, che ricopriva dal 19 marzo 2024.
Nordio, 'la posizione di Bartolozzi non è in discussione'
(ANSA) - "No, assolutamente". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio a Sky Tg24 risponde in merito alla domanda se fosse in discussione la posizione della capo di gabinetto del ministero Giusi Bartolozzi, alla luce dei risultati del referendum.
"Per quanto riguarda le osservazioni fatte sia dagli appartenenti del mio ministero, sia di altri della nostra coalizione, credo che bilanciando le osservazioni sopra le righe fatte dai nostri e fatte dai loro, la situazione algebrica sia equivalente. Quindi non credo che questo eccesso di polemica, della quale ho sempre tenuto di tenermi lontano, abbia influito più di tanto", ha aggiunto Nordio.
Caso Delmastro, verso un'inchiesta bis a Torino con l'aggravante mafiosa
L’AFFARE DELLA “BISTECCHERIA D'ITALIA” CHE COINVOLGE IL SOTTOSEGRETARIO DELMASTRO SI INGROSSA – LA PROCURA DI TORINO POTREBBE APRIRE UN’INCHIESTA PARALLELA A QUELLA DI ROMA, CHE VEDE INDAGATI PER RICICLAGGIO L'IMPRENDITORE MAURO CAROCCIA, GIÀ CONDANNATO COME PRESTANOME DEL CLAN SENESE, E SUA FIGLIA 18ENNE, MIRIAM, OGGI TITOLARE DEL 100% DELLE QUOTE DEL RISTORANTE – I PM TORINESI POTREBBERO CONTESTARE L’AGGRAVANTE MAFIOSA, CON L’IPOTESI CHE I CAROCCIA ABBIANO RICICLATO DENARO SPORCO PER LA CAMORRA, ATTRAVERSO LA “BISTECCHERIA D'ITALIA” – LA PROCURA DI TORINO ENTRA IN SCENA PERCHÉ LA SOCIETA’ CHE CONTROLLA IL LOCALE È STATA FONDATA A BIELLA, CITTÀ-FEUDO DEL MELONIANO DELMASTRO, CHE FINO ALLO SCORSO FEBBRAIO AVEVA IL 25%…
Estratto dell’articolo di Giuseppe Legato per “la Stampa”
L'inchiesta della procura di Roma sul ristorante "Bisteccheria d'Italia" finito al centro dell'affaire Delmastro che vede indagati per riciclaggio l'imprenditore Mauro Caroccia, prestanome della famiglia mafiosa laziale Senese e sua figlia 18enne, Miriam, potrebbe essere affiancata da un fascicolo parallelo nelle prossime ore che andrebbe in capo alla procura di Torino.
[…] È però questo uno scenario molto probabile per non dire quasi automatico alla luce del fatto che la società a responsabilità limitata (srl) "Le 5 Forchette" che ha in pancia il locale della famiglia Caroccia sia nata a Biella nello studio del notaio Paolo Scola (estraneo ai fatti) il 16 dicembre 2024.
GIUSY BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO
E siccome Caroccia padre ha sulle spalle una condanna definitiva per aver ripulito — è scritto nelle motivazioni di più sentenze — denaro sporco per il clan egemone nella Capitale attraverso una rete di ristoranti (Baffo 2018, Baffo 2, Baffo Fish), diverrebbe nei fatti quasi automatica la contestazione dell'aggravante di aver agevolato – sempre e solo in ipotesi - un'organizzazione criminale.
[…] Il dato storico-giudiziario rileva e ha un senso giuridico perché questo comporterebbe l'apertura di un fascicolo non in capo alla procura territoriale di Biella ma alla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Torino che assorbe – per competenze distrettuali – quel tipo di reati o quelli comuni aggravati ex articolo 7 per aver agevolato un'organizzazione criminale.
andrea delmastro mauro caroccia
Le attenzioni dei magistrati si potrebbero concentrare su padre e figlia Caroccia. Come ha fatto e come mai – sono domande ricorrenti a Torino – una ragazza di appena 18 anni trova i soldi per aprire attività lucrose e per le quali è richiesta una certa solvibilità economica a rilevare il 50% della società contenitore dei locali romani? E perché lei soprattutto? La risposta è in re ipsa ma pur sempre un'ipotesi e cioè quella che la giovane ragazza abbia fatto – il condizionale è d'obbligo – da schermo al padre.
ELENA CHIORINO E ANDREA DELMASTRO AL RISTORANTE BAFFO DI MAURO CAROCCIA NEL 2023
Da qui la necessità di verificare i passaggi su un'intestazione di dubbia liceità che può essere letta – in chiave investigativa – anche come un tentativo di "nascondere" Caroccia senior nel frattempo divenuto a tutti gli effetti un pregiudicato.
Condannato in primo grado (gennaio 2022) per aver prestato il suo nome ai temibili Senese, assolto in Appello (febbraio 2023), viene condannato in un secondo grado bis (gennaio 2025) di ritorno da un rinvio di Cassazione. La Suprema Corte si esprimerà definitivamente sulle sue responsabilità (riconoscendole sussistenti).
In estrema sintesi: i locali romani non erano di Caroccia, ma dei Senese. Pochi mesi prima – novembre 2025 – il socio più noto della giovane enfant prodige della famiglia di imprenditori, la diciottenne Miriam (che in quel momento ha il 50% delle quote ed è amministratore unico della società ) vende il suo 25%.
il boss michele senese, detto o pazzo
È il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro che in prima battuta cede a se stesso (a una società immobiliare G&G Srl di cui detiene il 100% delle azioni) e da questa le quote migrano ancora a una socia delle "5 Forchette" ab origine: tale Antonella Pelle, impiegata.
Il 5 marzo scorso, poco più di due settimane fa, tutti gli altri soci si sbarazzano delle loro quote cedendole a Miriam Caroccia. Sono nomi noti nel Biellese e in Regione.
Nell'ordine Cristiano Franceschini, segretario provinciale di FdI e assessore comunale a Biella (5%); Davide Eugenio Zappalà , consigliere FdI in Regione Piemonte, 5% ed Elena Chiorino, assessora della giunta Cirio e vicepresidente del Piemonte.
Sui soci non sono prevedibili contestazioni non foss'altro perché si dovrebbe provare la consapevolezza di una "mafiosità " di Caroccia padre e la condivisione di un progetto criminoso. Ma in un fascicolo che potrebbe venire presto saranno svolti tutti gli accertamenti del caso.
Del Mastro a cena dal prestanome con la polizia penitenziaria

DELMASTRO, MA ALLORA CI PRENDI PER IL CULO? - IL SOTTOSEGRETARIO HA SOSTENUTO DI AVER VENDUTO LE QUOTE DELLA “SRL 5 FORCHETTE”, CHE GESTISCE IL RISTORANTE “BISTECCHERIA D’ITALIA”, NON APPENA HA SCOPERTO L’IDENTITÀ DI MAURO CAROCCIA, PRESTANOME DEL BOSS SENESE E PADRE DELLA SUA SOCIA IN AFFARI – IL 24 NOVEMBRE DEL 2025 DELMASTRO HA INIZIATO AD “ALLONTANARSI” DALLA SRL PASSANDO LE QUOTE AD UN’ALTRA SUA SOCIETA’ - UNA MOSSA CHE LASCIAVA IMMAGINARE UNA PRESA DI DISTANZA DAI CAROCCIA E DAL LOCALE (LA CESSIONE DEFINITIVA DELLE QUOTE ARRIVERA’ IL 27 FEBBRAIO 2026) – EPPURE “DOMANI” SCODELLA UNA FOTO CHE DIMOSTRA COME DELMASTRO SIA TORNATO NEL LOCALE, CON UN SINDACALISTA DI POLIZIA PENITENZIARIA E ALTRI AGENTI, ANCHE A GENNAIO 2026, QUANDO IL SOTTOSEGRETARIO NON POTEVA NON SAPERE CHI FOSSE MAURO CAROCCIA...
Estratto dell’articolo di Nello Trocchia per https://www.editorialedomani.it
Il castello di bugie del sottosegretario, Andrea Delmastro Delle Vedove, crolla definitivamente di fronte alla foto che Domani può pubblicare. Dobbiamo tornare a fine gennaio di quest’anno, 2026. Il politico è impegnato sul fronte caldo della riforma della Giustizia. […] da due mesi il potente meloniano ha venduto le quote della srl 5 Forchette che gestisce, insieme alla figlia giovanissima dell’uomo di camorra, l’imprenditore Mauro Caroccia, e ai vertici di Fratelli d’Italia Piemonte.
Delmastro ha venduto a una srl da lui fondata cedendo le sue quote personali, poche settimane dopo tutti scapperanno dalla società . Ufficialmente nel ristorante non compare l’uomo del più potente clan romano, i Senese. Ma tutti sanno che è lui l’oste che intrattiene gli ospiti. Le azioni sono detenute dalla figlia, che presta il nome per evitare nuovi sequestri e con lei c’è il gotha di un partito (incluso il sottosegretario alla Giustizia) che si riempie la bocca con la lotta alla mafia.
andrea delmastro mauro caroccia
Dopo lo scandalo esploso in questi giorni, il padrone delle carceri italiane ha detto di aver ceduto le quote appena saputa l’identità di Caroccia. Solo lui non si era accorto di niente, chi fosse l’imprenditore era cosa nota a mezza Roma. Lo scatto che questo giornale pubblica smonta proprio la sua versione. Crolla così l’ultima bugia, condita da frasi di circostanza come «la mafia è una montagna di merda».
[…] Domani può ricostruire che nel periodo in cui Caroccia era già stato condannato dalla corte d’appello, a quattro anni per intestazione fittizia con l’aggravante di aver favorito il clan, Delmastro ha continuato a frequentare quel locale chiacchierato. Il sigillo giudiziario definitivo sulla storia di Caroccia è arrivato a metà febbraio. E cosa fa Delmastro a fine gennaio? Partecipa a una cena con la polizia penitenziaria nel ristorante che odora di brace e puzza di mafia. Il sottosegretario alla giustizia viene immortalato in foto con un sindacalista, Raffaele Tuttolomondo, del quale questo giornale si è già occupato per la vicinanza, quasi devozione, nei confronti di Delmastro.
«Sempre a difesa delle Donne e agli Uomini della Polizia Penitenziaria insieme al grande amico Sottosegretario Segretario alla Giustizia Andrea Delmastro. GRAZIE GRAZIEEEE», scrive Tuttolomondo, sorridente con Delmastro al suo fianco. […]
Dietro i due si vede il logo di Bisteccheria d’Italia, il ristorante dove il sottosegretario ha fatto accomodare poliziotte e poliziotti di un corpo, diventato troppo in fretta alla stregua di una polizia privata. Un corpo dello stato a cena dove il gestore è cresciuto e si è servito dei soldi del clan, quelli provento di narcotraffico e delitti di ogni genere. Mettendo così a rischio la credibilità ed esponendo un’intera istituzione che lavora nelle carceri, luoghi cruciali per gli imperi criminali.
Dopo la bufera per la notte di capodanno, quando l’amico deputato Emanuele Pozzolo da pistolero avevo ferito un uomo, con gli agenti penitenziari partecipi di quella serata esplosiva, ora arriva la cena nel ristorante gestito dall’imprenditore al soldo della camorra romana e di cui lo stesso sottosegretario è stato socio fino a pochi mesi fa, nei mesi in cui si occupava di riforma della Giustizia.
[…] La parabola societaria è ormai nota. La società viene fondata nel dicembre 2024. Dentro 5 Forchette ci sono il fedelissimo Davide Zappalà , consigliere regionale, Elena Chiorino, assessora e numero due della giunta, Cristiano Franceschini, segretario provinciale di FdI e assessore in comune a Biella, Donatella Pelle, moglie dell’avvocato Domenico Monteleone.
Ma soprattutto azionista e amministratrice è Miriam Caroccia, figlia di Mauro, il ristoratore, ora in carcere, condannato a quattro anni per intestazione fittizia con l’aggravante di aver agevolato la camorra. Firmano un atto con una giovanissima, ma non si accorgono di nulla. Un’altra foto, quella del 2023 nel vecchio locale, in piedi grazie alla camorra, immortalava proprio Caroccia con Delmastro.
Delmastro cancella il suo nome tra i soci della srl a novembre, quando il sottosegretario cede le sue quote personali a una società da lui fondata. Tra febbraio e marzo di quest’anno, dopo che la corte di Cassazione ha messo il sigillo alla condanna dell’imprenditore, scappano tutti.
«Ho lasciato l’azienda quando ho saputo della storia di Caroccia», in sintesi la giustificazione di Delmastro dopo lo scandalo sollevato dal Fatto Quotidiano. Dunque è ancora più grave il senso di questa foto di gennaio, dopo che il meloniano ha lasciato formalmente la società con la figlia del prestanome dei Senese.
Perché seppure a conoscenza del curriculum di Caroccia, ha deciso di tornarci a gennaio: non da solo ma con la polizia penitenziaria, nel locale dell’uomo dei Senese, i padroni criminali di Roma. Oggi Senese, il pazzo, è in carcere dopo anni di impunità […] Il suo uomo, l’imprenditore Caroccia, anche. Mentre il sottosegretario è ancora al suo posto […]
giusi bartolozzi andrea delmastro carlo nordio foto lapresse
19 mar 2026 09:12
COSA NON TORNA DEL CASO DEL CASO DELMASTRO EX SOCIO IN AFFARI CON LA FIGLIA DEL PRESTANOME DEL BOSS SENESE – LE DOMANDE DEL “FATTO”: “È POSSIBILE CHE DELMASTRO IGNORASSE L’IDENTITÀ DEL PADRE DI MIRIAM CAROCCIA, VERO GESTORE DEL RISTORANTE? COSA HA PORTATO UN PENALISTA, A ENTRARE IN SOCIETÀ CON UNA RAGAZZA ROMANA CHE AVEVA 18 ANNI ALL’EPOCA DELLA CREAZIONE DELLA SRL. CHI LI HA MESSI IN CONTATTO?” – “IL SOTTOSEGRETARIO SOSTIENE DI ESSERSI ‘TOLTO DALLA SOCIETÀ’ NEL MOMENTO ‘IN CUI SI SCOPRE’ CHE LA CAROCCIA ERA FIGLIA DEL PRESTANOME DEI SENESE. MA QUAND’È CHE LO SCOPRE? S’È LIBERATO DELLE QUOTE IL 27 FEBBRAIO 2026. IL 19 FEBBRAIO LA CASSAZIONE RENDE DEFINITIVA LA CONDANNA DI CAROCCIA SENIOR. DELMASTRO HA APPRESO CHI FOSSE IL PAPÀ DELLA SUA SOCIA SOLO DOPO LA SENTENZA DEFINITIVA? CAROCCIA ERA STATO ARRESTATO NEL LUGLIO 2020: BASTAVA UNA RICERCA ONLINE PER SCOPRIRLO”
Socio dell’erede del prestanome del boss, ma a sua insaputa. Andrea Delmastro sostiene di non aver avuto contezza del fatto che Miriam Caroccia fosse la figlia di Mauro, condannato per intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa a quattro anni di carcere. Attualmente detenuto, Caroccia senior è un prestanome del clan di Michele Senese, detto ’O Pazzo, il più spietato di Roma.
Un legame fondamentale visto che, come ha svelato Il Fatto, la giovane Caroccia è amministratrice unica e socia di maggioranza de Le 5 Forchette srl, con sede a Biella, patria di Delmastro. Fino a poche settimane fa il sottosegretario aveva il 25% della società , mentre un 5% a testa lo avevano politici di primo piano di FdI in Piemonte: il segretario provinciale e assessore a Biella Cristiano Franceschini, il consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà , la vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino.
Il 10% era invece di Donatella Pelle, moglie di Domenico Monteleone, avvocato indicato come vicino a Delmastro. Tutte queste persone sono estranee alle inchieste giudiziarie.
[…] Che ci facevano quattro autorevoli esponenti del suo partito in società con la rampolla del prestanome di un boss?
Dopo lo scoop del nostro giornale, Delmastro ha cercato di minimizzare: “Si tratta di una società con una ragazza non imputata e non indagata, che poi si scopre essere figlia di; nel momento in cui si scopre, immediatamente, per rigore etico e morale che mi contraddistingue su questa battaglia, mi sono tolto dalla società ”.
Al Fatto, però, risulta diversamente. Miriam Caroccia non pare abbia avuto rapporti frequenti con Delmastro, sebbene, stando all’atto notarile, abbiano firmato insieme a Biella la costituzione della srl. Al Fatto risulta che il sottosegretario si è recato nel ristorante Bisteccheria d’Italia in almeno un’occasione. Eppure la ormai ex socia, a quanto ricostruito dal nostro giornale, non lo riconosce.
A dirgli che al tavolo del suo ristorante c’è il suo socio è infatti suo padre Mauro. Che in quel momento è ancora a piede libero e gestisce la bisteccheria.
L’episodio merita di essere analizzato. Sui social (i video sono tuttora visibili) è Mauro Caroccia a sponsorizzare il locale in via Tuscolana 452. Ovvero dove è ubicata pure “l’unità locale” indicata negli atti della società “Le 5 Forchctte”, di cui Delmastro aveva il 25%.
Per non sapere tutto questo, il sottosegretario dovrebbe non aver mai visto un solo video di promozione del ristorante collegato alla sua società . […] la sua socia non sarebbe stata neanche in grado di riconoscerlo, se non grazie a suo padre, che è stato costretto a spiegarle chi fosse. In quell’occasione Mauro Caroccia, ancora libero, gestiva la sala insieme a sua figlia.
È possibile che Delmastro ignorasse l’identità del padre di Miriam? E cioè del vero gestore del ristorante? Difficile da immaginare. Resta peraltro da capire cosa abbia portato un sottosegretario alla Giustizia, di professione penalista, piemontese classe 1976, a entrare in società con una ragazza romana che aveva appena 18 anni all’epoca della creazione della srl. E chi ha messo in contatto Delmastro (e gli altri politici piemontesi) con l’ultima rampolla dei Caroccia, maggiorenne da pochi mesi?
Chi conduce la teenager romana allo stesso tavolo dei quattro, quando il 16 dicembre 2024 la società viene costituita nello studio del notaio Carlo Scola a Biella? “Caroccia? Mi ricordo, è comparsa personalmente”, dice al Fatto Scola, che ha curato pure altri affari di Delmastro.
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Il sottosegretario sostiene di essersi “tolto dalla società immediatamente” nel momento “in cui si scopre” che la giovane Caroccia era figlia del prestanome dei Senese. Ma quand’è che il sottosegretario fa questa scoperta? Delmastro non fornisce date, ma Il Fatto ha ricostruito che s’è liberato delle quote della srl in due tappe: nel novembre 2025 gira il suo 25% alla G&G, società di sua proprietà .
Poi il 27 febbraio 2026 le cede definitivamente a Pelle. Il 5 marzo, tutti i soci rimasti vendono le quote nello stesso momento alla giovane Caroccia. Cosa succede nel frattempo? Il 19 febbraio la Cassazione rende definitiva la condanna di Caroccia senior. Delmastro ha appreso chi fosse il papà della sua socia solo dopo la sentenza definitiva? Caroccia era stato arrestato nel luglio 2020 nell’operazione “Affari di famiglia”: bastava una ricerca online per scoprirlo.
FONTE: Dagospia

















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