DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)
DAGOREPORT
Claudia Conte ha agito da scacchista. Ogni sua mossa è stata ponderata, studiata, pianificata a dovere.
La sua folgorante carriera è frutto di un gigantesco "schema Ponzi" dell’autorevolezza, creato scientificamente.
La 34enne di Aquino ha messo a reddito la sua avvenenza, i suoi modi affettati, il suo eloquio perbene conquistando la compiacenza dei "dinosauri" del potere italiano per riempire il suo curriculum di consulenze, convegni, titoli e incarichi di ogni sorta.
Il suo primario obiettivo era diventare famosa, affrancarsi dal paesello ciociaro interiore: non importa come. E non le si può rimproverare scarso impegno. Prima ha provato a sfondare nel cinema, poi nel settore moda (sia come modella che come “stilista” di bikini), ha accarezzato velleità letterarie, vergando numerosi romanzi (qualcuno li ha letti?), infine ha scoperto il “sacro fuoco” del giornalismo.
La 34enne prezzemolona ciociara si è auto-appuntata la medaglietta della reporter, realizzando un documentario, una manciata di intervista e accumulando numerose, quanto innocue, ospitate televisive.
Giornalista, almeno sulla carta, Claudia Conte lo è davvero: è iscritta all’albo dei pubblicisti dal settembre 2023. Anche se online si trovano poche, pochissime, tracce di questo suo lavoro.
E qui si pongono alcune domandine: per diventare giornalista pubblicista, bisogna aver collaborato almeno due anni continuativamente con una testata registrata, dietro pagamento degli articoli (che devono essere almeno 80 in 24 mesi).
Per chi ha lavorato, agli albori della sua carriera, la prezzemolona ciociara?
Sembra difficile che una come lei, sempre pronta a pubblicizzare il proprio lavoro, non abbia condiviso sui social i suoi articoli che le hanno permesso di diventare giornalista pubblicista.
Online non v'è traccia dei suddetti contenuti né si trovano sul curatissimo sito personale della Conte.
Nella sezione "A mia firma", compaiono articoli a partire dal 2024, quando cioè aveva gia' ottenuto il tesserino da pubblicista. E quelli precedenti?Sono spariti?
CLAUDIA CONTE SULL ALBO DEI GIORNALISTI PUBBLICISTI
Strano che una metodica "producer di se stessa", che pubblicizza anche l'ospitata alla Fiera mondiale del peperoncino a Rieti, non dia spazio alle sue fatiche giornalistiche. Non è una questione di lana caprina.
Sull'essere "giornalista" Claudia Conte ha edificato il suo castello di presentabilità . E' grazie a quel tesserino che ha potuto presenziare a eventi, talk, moderare convegni, andare in tv e lasciarsi alle spalle il suo forse ingombrante passato da aspirante attrice e modella (e fidanzata di un calciatore). Si sa, in certi ambienti romani la forma è sostanza. E per chi, come Claudia Conte, ambiva al cuore delle istituzioni una certa frivolezza giovanile non era il miglior biglietto da visita.
La vicenda della "giornalista" Conte pone una questione molto seria per l'Ordine e i suoi iscritti.
La 34enne sui suoi social promuoveva la sua attività , anche giornalistica, taggando (e dunque pubblicizzando) i brand di moda scelti per i suoi outfit che la ripostavano. Una promozione vietata ai giornalisti.
Come è fuori luogo che i giornalisti sfruttino i media per la mera promozione di loro stessi neanche fossero starlette, rockstar o attrici. Bisognerebbe dare notizie e non fare di sé la notizia.
Ovviamente Claudia Conte non è la prima e non sarà l'ultima (magistrale l'articolo di Michele Masneri sulle "Claudie Conte" d'Italia) a sfruttare le debolezze del "sistema" italiano, basato sull'amichettismo da salotto e sull'unico ascensore sociale nazionale ancora esistente, cioè "il maschio anziano al comando" (copy Masneri).
il marchio di moda Veronica Parwin posta la foto con l abito indossato da claudia conte
Sorprende anche che il presenzialismo della giovane e rampante Claudia Conte, per anni, è stato ignorato dalle testate nazionali. Dagospia, in solitaria, ha parlato di lei chiedendosi da dove arrivasse tanta visibilità .
E solo Dagospia ha segnalato, in tempi non sospetti, la vicinanza della 34enne al ministro Piantedosi. Gli altri giornalisti dov'erano? Forse a scattarsi selfie con la stessa Claudia.
E' la solita romanella: basta entrare nel giro giusto, dove ci si conosce tutti, per poi, di liana in liana, avanzare nella foresta del potere.
B
E così ha fatto Claudia: ha scassinato la cassaforte della Roma potentona, con il potere dei suoi occhioni da lince, ottenendo incarichi a go-go. Sul profilo Linkedin della verace Claudia si contano svariate esperienze lavorative tra le quali svetta, come caso paradigmatico, l’incarico di “Consigliere” per l’associazione Remind.
I GIOVANI VIRGULTI NELLA GOVERNANCE DELL ASSOCIAZIONE REMIND
La Conte ha pubblicato la lettera del tesoriere, Massimo Santucci: “Gentile Dott.ssa Claudia Conte, con la presente siamo lieti di comunicarle la Sua nomina quale Membro del Comitato Remind "Cultura dell'Abitare", con la possibilità di utilizzare la denominazione di Consigliere Remind per la Cultura dell'Abitare”.
Un incarico di cui si fatica a comprendere il senso ma utile ad alimentare lo "schema Ponzi" dell'autorevolezza.
Il 24 febbraio, a pochi giorni dalla nomina (che Claudia Conte data da marzo 2026) l'ex "Ragazza Cinema Ok" intervista per "l'Opinione" il presidente di Remind, nonché Cavaliere di Gran Croce, Paolo Crisafi. Tout se tient.
Di libro in libro, di presentazione in presentazione, il “sistema” ha dato il suo “timbro”, validando la credibilità dell'ambiziosa e un tempo misconosciuta ciociara.
È una modalità preoccupante perché la maionese a volte puo' impazzire e creare pastrocchi, persino pericolosi.
Ricordiamo il caso di Carlotta Vagnoli, Valeria Fonte e Benedetta Sabene, le “attiviste” femministe indagate per stalking e diffamazione, che definivano Mattarella “vecchio di merda” ed evocavano metodi terroristici per “fare giustizia”. Tre giovani donne che nessuno avrebbe mai preso sul serio se le case editrici, le tv e i giornali non le avessero ospitate e trasformate in un “simbolo” della battaglia contro il “maschio”.
l incarico dell associazione remind a claudia conte
Togliete i tatuaggi, aggiungete qualche lifting, sostituite le ciance sull'empowerment femminile al radicalismo femminista, e i paralleli con il caso Claudia Conte emergono in tutta evidenza.
Una semisconosciuta sprovvista di un reale coté giornalistico o professionale, in virtù dei suoi buoni uffici, inizia a essere chiamata dalle tv a straparlare di tutto.
A quel punto il suo seguito online lievita (300mila follower) favorendo le ospitate successive, visto che le tv vanno a caccia di volti da social che "portino in dote" follower ed engagement. Di tassello in tassello, si "costruisce" una carriera. Tutto perfetto…fino al 31 marzo.
E' il giorno in cui Claudia Conte, che fino al giorno prima aveva misurato ogni mossa, a sorpresa, si fa chiedere dal giovane virgulto meloniano Marco Gaetani della sua relazione con il ministro Piantedosi. Un "coming out" inaspettato e apparentemente kamikaze, per lei, per la sua carriera e per la rispettabilità del duro ministro irpino.
Perché la “producer di se stessa” ha deciso di rischiare il tutto per tutto, persino di vedere crollare il castello di carte fino ad allora costruito? Perché lo ha fatto?
È una “vendetta” verso Piantedosi? C'entra qualche promessa non mantenuta? Il giorno precedente all’intervista su “Money”, parlando al portale "Virgilio", Claudia Conte aveva sussurrato: “Il mio desiderio più grande è diventare madre e costruire una famiglia.
Tuttavia, finora la vita non mi ha ancora offerto questa possibilità . In ambito sentimentale ho attraversato momenti difficili e, anche per questo, mi sono dedicata intensamente al lavoro.
Oggi la situazione è più serena: accanto a me c’è una persona e spero che questa relazione possa consolidarsi e trasformarsi nella realizzazione di quel sogno…”. Le due uscite pubbliche sono collegate? C'è un nesso invisibile tra le due interviste? Ah, saperlo...
L'amante del ministro tra isola delle corna e curriculum pezzottato
DAGOREPORT
Claudia Conte ha agito da scacchista. Ogni sua mossa è stata ponderata, studiata, pianificata a dovere.
La sua folgorante carriera è frutto di un gigantesco "schema Ponzi" dell’autorevolezza, creato scientificamente.
La 34enne di Aquino ha messo a reddito la sua avvenenza, i suoi modi affettati, il suo eloquio perbene conquistando la compiacenza dei "dinosauri" del potere italiano per riempire il suo curriculum di consulenze, convegni, titoli e incarichi di ogni sorta.
Il suo primario obiettivo era diventare famosa, affrancarsi dal paesello ciociaro interiore: non importa come. E non le si può rimproverare scarso impegno. Prima ha provato a sfondare nel cinema, poi nel settore moda (sia come modella che come “stilista” di bikini), ha accarezzato velleità letterarie, vergando numerosi romanzi (qualcuno li ha letti?), infine ha scoperto il “sacro fuoco” del giornalismo.
La 34enne prezzemolona ciociara si è auto-appuntata la medaglietta della reporter, realizzando un documentario, una manciata di intervista e accumulando numerose, quanto innocue, ospitate televisive.
Giornalista, almeno sulla carta, Claudia Conte lo è davvero: è iscritta all’albo dei pubblicisti dal settembre 2023. Anche se online si trovano poche, pochissime, tracce di questo suo lavoro.
E qui si pongono alcune domandine: per diventare giornalista pubblicista, bisogna aver collaborato almeno due anni continuativamente con una testata registrata, dietro pagamento degli articoli (che devono essere almeno 80 in 24 mesi).
Per chi ha lavorato, agli albori della sua carriera, la prezzemolona ciociara?
Sembra difficile che una come lei, sempre pronta a pubblicizzare il proprio lavoro, non abbia condiviso sui social i suoi articoli che le hanno permesso di diventare giornalista pubblicista.
Online non v'è traccia dei suddetti contenuti né si trovano sul curatissimo sito personale della Conte.
Nella sezione "A mia firma", compaiono articoli a partire dal 2024, quando cioè aveva gia' ottenuto il tesserino da pubblicista. E quelli precedenti?Sono spariti?
CLAUDIA CONTE SULL ALBO DEI GIORNALISTI PUBBLICISTI
Strano che una metodica "producer di se stessa", che pubblicizza anche l'ospitata alla Fiera mondiale del peperoncino a Rieti, non dia spazio alle sue fatiche giornalistiche. Non è una questione di lana caprina.
Sull'essere "giornalista" Claudia Conte ha edificato il suo castello di presentabilità . E' grazie a quel tesserino che ha potuto presenziare a eventi, talk, moderare convegni, andare in tv e lasciarsi alle spalle il suo forse ingombrante passato da aspirante attrice e modella (e fidanzata di un calciatore). Si sa, in certi ambienti romani la forma è sostanza. E per chi, come Claudia Conte, ambiva al cuore delle istituzioni una certa frivolezza giovanile non era il miglior biglietto da visita.
La vicenda della "giornalista" Conte pone una questione molto seria per l'Ordine e i suoi iscritti.
La 34enne sui suoi social promuoveva la sua attività , anche giornalistica, taggando (e dunque pubblicizzando) i brand di moda scelti per i suoi outfit che la ripostavano. Una promozione vietata ai giornalisti.
Come è fuori luogo che i giornalisti sfruttino i media per la mera promozione di loro stessi neanche fossero starlette, rockstar o attrici. Bisognerebbe dare notizie e non fare di sé la notizia.
Ovviamente Claudia Conte non è la prima e non sarà l'ultima (magistrale l'articolo di Michele Masneri sulle "Claudie Conte" d'Italia) a sfruttare le debolezze del "sistema" italiano, basato sull'amichettismo da salotto e sull'unico ascensore sociale nazionale ancora esistente, cioè "il maschio anziano al comando" (copy Masneri).
il marchio di moda Veronica Parwin posta la foto con l abito indossato da claudia conte
Sorprende anche che il presenzialismo della giovane e rampante Claudia Conte, per anni, è stato ignorato dalle testate nazionali. Dagospia, in solitaria, ha parlato di lei chiedendosi da dove arrivasse tanta visibilità .
E solo Dagospia ha segnalato, in tempi non sospetti, la vicinanza della 34enne al ministro Piantedosi. Gli altri giornalisti dov'erano? Forse a scattarsi selfie con la stessa Claudia.
E' la solita romanella: basta entrare nel giro giusto, dove ci si conosce tutti, per poi, di liana in liana, avanzare nella foresta del potere.
B
E così ha fatto Claudia: ha scassinato la cassaforte della Roma potentona, con il potere dei suoi occhioni da lince, ottenendo incarichi a go-go. Sul profilo Linkedin della verace Claudia si contano svariate esperienze lavorative tra le quali svetta, come caso paradigmatico, l’incarico di “Consigliere” per l’associazione Remind.
I GIOVANI VIRGULTI NELLA GOVERNANCE DELL ASSOCIAZIONE REMIND
La Conte ha pubblicato la lettera del tesoriere, Massimo Santucci: “Gentile Dott.ssa Claudia Conte, con la presente siamo lieti di comunicarle la Sua nomina quale Membro del Comitato Remind "Cultura dell'Abitare", con la possibilità di utilizzare la denominazione di Consigliere Remind per la Cultura dell'Abitare”.
Un incarico di cui si fatica a comprendere il senso ma utile ad alimentare lo "schema Ponzi" dell'autorevolezza.
Il 24 febbraio, a pochi giorni dalla nomina (che Claudia Conte data da marzo 2026) l'ex "Ragazza Cinema Ok" intervista per "l'Opinione" il presidente di Remind, nonché Cavaliere di Gran Croce, Paolo Crisafi. Tout se tient.
Di libro in libro, di presentazione in presentazione, il “sistema” ha dato il suo “timbro”, validando la credibilità dell'ambiziosa e un tempo misconosciuta ciociara.
È una modalità preoccupante perché la maionese a volte puo' impazzire e creare pastrocchi, persino pericolosi.
Ricordiamo il caso di Carlotta Vagnoli, Valeria Fonte e Benedetta Sabene, le “attiviste” femministe indagate per stalking e diffamazione, che definivano Mattarella “vecchio di merda” ed evocavano metodi terroristici per “fare giustizia”. Tre giovani donne che nessuno avrebbe mai preso sul serio se le case editrici, le tv e i giornali non le avessero ospitate e trasformate in un “simbolo” della battaglia contro il “maschio”.
l incarico dell associazione remind a claudia conte
Togliete i tatuaggi, aggiungete qualche lifting, sostituite le ciance sull'empowerment femminile al radicalismo femminista, e i paralleli con il caso Claudia Conte emergono in tutta evidenza.
Una semisconosciuta sprovvista di un reale coté giornalistico o professionale, in virtù dei suoi buoni uffici, inizia a essere chiamata dalle tv a straparlare di tutto.
A quel punto il suo seguito online lievita (300mila follower) favorendo le ospitate successive, visto che le tv vanno a caccia di volti da social che "portino in dote" follower ed engagement. Di tassello in tassello, si "costruisce" una carriera. Tutto perfetto…fino al 31 marzo.
E' il giorno in cui Claudia Conte, che fino al giorno prima aveva misurato ogni mossa, a sorpresa, si fa chiedere dal giovane virgulto meloniano Marco Gaetani della sua relazione con il ministro Piantedosi. Un "coming out" inaspettato e apparentemente kamikaze, per lei, per la sua carriera e per la rispettabilità del duro ministro irpino.
Perché la “producer di se stessa” ha deciso di rischiare il tutto per tutto, persino di vedere crollare il castello di carte fino ad allora costruito? Perché lo ha fatto?
È una “vendetta” verso Piantedosi? C'entra qualche promessa non mantenuta? Il giorno precedente all’intervista su “Money”, parlando al portale "Virgilio", Claudia Conte aveva sussurrato: “Il mio desiderio più grande è diventare madre e costruire una famiglia.
Tuttavia, finora la vita non mi ha ancora offerto questa possibilità . In ambito sentimentale ho attraversato momenti difficili e, anche per questo, mi sono dedicata intensamente al lavoro.
Oggi la situazione è più serena: accanto a me c’è una persona e spero che questa relazione possa consolidarsi e trasformarsi nella realizzazione di quel sogno…”. Le due uscite pubbliche sono collegate? C'è un nesso invisibile tra le due interviste? Ah, saperlo...
CLAUDIA CONTE, DA “TEMPTATION ISLAND” A “TEMPTATION VIMINALE” E’ UN ATTIMO! “DOMANI” SCOPRE CHE LA "MESSALINA DI AQUINO", AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI, HA PARTECIPATO INSIEME ALL’EX ANGELO PARADISO AI PROVINI DI “TEMPTATION ISLAND”, DOVE I CONCORRENTI DEVONO RESISTERE ALLE AVANCE DI TENTATORI E TENTATRICI PER NON CORNIFICARE I PROPRI PARTNER –COME È POSSIBILE CHE IL MINISTRO DELL’INTERNO NON SAPESSE CHI ERA DAVVERO LA SUA MUSA? NON SOLO DUBBI SUL CURRICULUM E SULLA LAUREA, LA PREZZEMOLONA CIOCIARA SI FACEVA ANCHE SELFIE FARLOCCHI. SCOPERTI “FOTTOMONTAGGI” CON SILVIO BERLUSCONI E PAPA FRANCESCO CHE INVOLONTARIAMENTE SI PRESTA A UNA MARCHETTA AL SUO LIBRO. ANCHE PATACCARA ‘STA CONTE-SSA…
CLAUDIA CONTE PIANTEDOSI TEMPTATION ISLAND
Dal villaggio di Is Morus Relais, in Sardegna, passando per i corridoi dell’università Luiss a Roma, fino ai palazzi vaticani. Claudia Conte, la donna che ha rivelato la sua relazione col ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, voleva andare dappertutto. Ma si è dovuta accontentare delle visite al Viminale.
Risulta a Domani che la giornalista pubblicista, iscritta all’Ordine da settembre 2023, ha partecipato anche alle audizioni del programma della rete Mediaset Temptation Island insieme all’ex Angelo Paradiso, ma alla fine dei casting non è stata scelta.
(...)
CLAUDIA CONTE PAPA FRANCESCO FOTOMONTAGGIO
«Senta, lei ha partecipato insieme al Paradiso alle audizioni per il programma televisivo Temptation Island?», la domanda dell’avvocato della difesa. «Sì – la risposta di Conte – Si tratta di una di quelle cose che io non farei mai nella vita, occupandomi di diritti umani, è facile scoprire chi sono, mi vedete in televisione tutti i giorni». «Scusi, se non le interessava perché è andata a fare queste audizioni?», chiederà il giudice Lorenzo Ferri ricevendo una risposta vaga. «Perché decideva lui (Paradiso, ndr) per me».
Ma il reality di Canale 5 non è il solo luogo dove Conte non è mai andata. Anche al dipartimento di Giurisprudenza del prestigioso ateneo privato le tracce della giornalista sono pressappoco nulle: come già raccontato da Domani la dottoressa, che nello scarno curriculum indica la laurea magistrale in Legge senza riferimenti al luogo di conseguimento o alla votazione conseguita, non si sarebbe mai laureata alla Luiss.
Non avrebbe inoltre frequentato la Scuola di politiche economiche e sociali intitolata a Carlo Azeglio Ciampi, al contrario di quanto sostenuto, e non risulta tra gli ammessi per gli anni 2023, 2022, 2021 alla Scuola politica di Sabino Cassese (possibile che la giornalista l’abbia frequentata in un altro anno). Anche in quest’ultimo caso, è quanto dichiarato da Conte nel suo curriculum.
Ma le Claudio Conte sono un tipo universale
CLAUDIA CONTE PIANTEDOSI TEMPTATION ISLAND
Dal villaggio di Is Morus Relais, in Sardegna, passando per i corridoi dell’università Luiss a Roma, fino ai palazzi vaticani. Claudia Conte, la donna che ha rivelato la sua relazione col ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, voleva andare dappertutto. Ma si è dovuta accontentare delle visite al Viminale.
Risulta a Domani che la giornalista pubblicista, iscritta all’Ordine da settembre 2023, ha partecipato anche alle audizioni del programma della rete Mediaset Temptation Island insieme all’ex Angelo Paradiso, ma alla fine dei casting non è stata scelta.
(...)
CLAUDIA CONTE PAPA FRANCESCO FOTOMONTAGGIO
«Senta, lei ha partecipato insieme al Paradiso alle audizioni per il programma televisivo Temptation Island?», la domanda dell’avvocato della difesa. «Sì – la risposta di Conte – Si tratta di una di quelle cose che io non farei mai nella vita, occupandomi di diritti umani, è facile scoprire chi sono, mi vedete in televisione tutti i giorni». «Scusi, se non le interessava perché è andata a fare queste audizioni?», chiederà il giudice Lorenzo Ferri ricevendo una risposta vaga. «Perché decideva lui (Paradiso, ndr) per me».
Ma il reality di Canale 5 non è il solo luogo dove Conte non è mai andata. Anche al dipartimento di Giurisprudenza del prestigioso ateneo privato le tracce della giornalista sono pressappoco nulle: come già raccontato da Domani la dottoressa, che nello scarno curriculum indica la laurea magistrale in Legge senza riferimenti al luogo di conseguimento o alla votazione conseguita, non si sarebbe mai laureata alla Luiss.
Non avrebbe inoltre frequentato la Scuola di politiche economiche e sociali intitolata a Carlo Azeglio Ciampi, al contrario di quanto sostenuto, e non risulta tra gli ammessi per gli anni 2023, 2022, 2021 alla Scuola politica di Sabino Cassese (possibile che la giornalista l’abbia frequentata in un altro anno). Anche in quest’ultimo caso, è quanto dichiarato da Conte nel suo curriculum.
Ma le Claudio Conte sono un tipo universale
“IL FOGLIO”: “LA POLITICA È LA LORO SILICON VALLEY. MAGARI ARRIVA DOPO UN PROVINO ANDATO MALE OPPURE DA UN PADRE APPASSIONATO CHE È STATO VICESINDACO. ERASMUS, MASTER, ESTERO: POI PERÃ’ LA CC TORNA SEMPRE A ROMA”. “NON È SEMPRE BELLA MA È MEGLIO. È SEMPRE A POSTO: CAPELLI VAPOROSI, TAILLEUR, TACCHI ALTI NONOSTANTE I SAMPIETRINI, RAPIDA TRA SEGRETERIE E CONVEGNI. ECCO, CONVEGNI, LA PAROLA MAGICA. LA CAMERA È LA SUA PRATERIA” – “A SINISTRA ESISTE MA NON SEMBRA UNA CC: PORTA BALLERINE, FRIULANE, MAGLIONCINI, NON SI TRUCCA: LA PRIMA REGOLA DELLA CC DI SINISTRA È NON SEMBRARE UNA CC” – “NON SEMPRE È SCALATA: A VOLTE È SEMPLICE ATTESA AL PIANO DELL’UNICO GRANDE ASCENSORE SOCIALE NAZIONALE, IL MASCHIO ANZIANO AL COMANDO…”
Io Claudia Conte la conoscevo bene (cit). Non lei, la ragazza di Piantedosi, […] ma il tipo umano sì. Come chiunque abbia bazzicato Roma, specialmente quel triangolo del fritto e del lampeggiante che va da Palazzo Chigi ai Marini uno e due (non Valeria, ma gli uffici parlamentari), tra vinerie serali e onorevoli di seconda e terza fila con gessati stanchi e camicie bianche stropicciate.
Lì le CC sono sempre state moltissime. Ma prima le ho viste crescere, muovere i primi passi, nelle università della capitale, tra i giornali di partito. […]
CLAUDIA CONTE - MATTEO PIANTEDOSI
[…] la politica è la loro Silicon Valley. Magari la vocazione […] arriva dopo un provino andato male (l’originale aveva tentato la via dell’attrice), oppure da un padre appassionato che è stato vicesindaco. Erasmus, master, estero: poi però la CC torna sempre a Roma.
[…] La CC non è sempre bella, anzi quasi mai, ma è meglio: è sempre a posto: capelli vaporosi (bionda, ma non solo; comunque, ha sempre folta chioma), tailleur (non esiste una CC senza tailleur). Tacchi alti nonostante i sampietrini, rapida tra segreterie e convegni.
CLAUDIA CONTE PRIMA DELLA SVOLTA 'ISTITUZIONALE'
Ecco, convegni, la parola magica. La Camera è la sua prateria, da quando si è ristretta la politica e si è ampliata la convegnistica (argh, che parola). Dal “panel” sulla dieta mediterranea alla finta fashion week (temi su cui officiava una CC “on steroids”, Maria Rosaria Boccia), alle presentazioni di libri, tra moquette, legni scuri e marmi lucidi.
Lì la CC è in prima fila, rossetto e cipria abbondante (la CC ha spesso la pelle grassa. Ma forse è solo stress. E’ un lavoro usurante essere CC). Il sogno della CC è “moderare”. Moderare, di nuovo, quei convegni dello stato e del parastato; e feste di Polizia, Carabinieri, Fiamme gialle, coi cavalli; Amerigo Vespucci. E comminare, e ricevere, premi misteriosi con medaglie e onorificenze che quotidianamente passano di mano a Roma: tipo il premio Karol Wojtyla (come la CC in questione).
claudia conte documentario l onda maledetta raiplay 3
[…] A sinistra esiste, naturalmente, ma non sembra una CC: porta ballerine, friulane, maglioncini, non si trucca: la prima regola della CC di sinistra è infatti di non sembrare una CC. La CC arriva anche spesso preparata: 110 e lode magari all’università di Salerno, master alla Lumsa, famiglia solida alle spalle.
Non sempre è scalata sociale: a volte è semplice attesa al piano dell’unico grande ascensore sociale nazionale, il maschio anziano al comando, quello che si strugge in questi giorni per “l’unica generazione che non vedrà i mondiali di calcio!”.
La sera la CC si butta sull’apericena, magari legge un libro, più spesso lo scrive (“Il vino e le rose”, la CC in questione), in ogni caso lo presenta. La presentazione di libri resta il format perfetto: adattabile dalla tv ai social al Parlamento. La CC non sempre inguaia uomini, anzi: spesso si sposa per amore. A volte con politici in disarmo […] o con un industriale. Poi +la CC torna al sud, fa figli, rimpiange Roma. E guarda le nuove CC con tenerezza e un po’ di rancore. Moderato.
Io Claudia Conte la conoscevo bene (cit). Non lei, la ragazza di Piantedosi, […] ma il tipo umano sì. Come chiunque abbia bazzicato Roma, specialmente quel triangolo del fritto e del lampeggiante che va da Palazzo Chigi ai Marini uno e due (non Valeria, ma gli uffici parlamentari), tra vinerie serali e onorevoli di seconda e terza fila con gessati stanchi e camicie bianche stropicciate.
Lì le CC sono sempre state moltissime. Ma prima le ho viste crescere, muovere i primi passi, nelle università della capitale, tra i giornali di partito. […]
CLAUDIA CONTE - MATTEO PIANTEDOSI
[…] la politica è la loro Silicon Valley. Magari la vocazione […] arriva dopo un provino andato male (l’originale aveva tentato la via dell’attrice), oppure da un padre appassionato che è stato vicesindaco. Erasmus, master, estero: poi però la CC torna sempre a Roma.
[…] La CC non è sempre bella, anzi quasi mai, ma è meglio: è sempre a posto: capelli vaporosi (bionda, ma non solo; comunque, ha sempre folta chioma), tailleur (non esiste una CC senza tailleur). Tacchi alti nonostante i sampietrini, rapida tra segreterie e convegni.
CLAUDIA CONTE PRIMA DELLA SVOLTA 'ISTITUZIONALE'
Ecco, convegni, la parola magica. La Camera è la sua prateria, da quando si è ristretta la politica e si è ampliata la convegnistica (argh, che parola). Dal “panel” sulla dieta mediterranea alla finta fashion week (temi su cui officiava una CC “on steroids”, Maria Rosaria Boccia), alle presentazioni di libri, tra moquette, legni scuri e marmi lucidi.
Lì la CC è in prima fila, rossetto e cipria abbondante (la CC ha spesso la pelle grassa. Ma forse è solo stress. E’ un lavoro usurante essere CC). Il sogno della CC è “moderare”. Moderare, di nuovo, quei convegni dello stato e del parastato; e feste di Polizia, Carabinieri, Fiamme gialle, coi cavalli; Amerigo Vespucci. E comminare, e ricevere, premi misteriosi con medaglie e onorificenze che quotidianamente passano di mano a Roma: tipo il premio Karol Wojtyla (come la CC in questione).
claudia conte documentario l onda maledetta raiplay 3
[…] A sinistra esiste, naturalmente, ma non sembra una CC: porta ballerine, friulane, maglioncini, non si trucca: la prima regola della CC di sinistra è infatti di non sembrare una CC. La CC arriva anche spesso preparata: 110 e lode magari all’università di Salerno, master alla Lumsa, famiglia solida alle spalle.
Non sempre è scalata sociale: a volte è semplice attesa al piano dell’unico grande ascensore sociale nazionale, il maschio anziano al comando, quello che si strugge in questi giorni per “l’unica generazione che non vedrà i mondiali di calcio!”.
La sera la CC si butta sull’apericena, magari legge un libro, più spesso lo scrive (“Il vino e le rose”, la CC in questione), in ogni caso lo presenta. La presentazione di libri resta il format perfetto: adattabile dalla tv ai social al Parlamento. La CC non sempre inguaia uomini, anzi: spesso si sposa per amore. A volte con politici in disarmo […] o con un industriale. Poi +la CC torna al sud, fa figli, rimpiange Roma. E guarda le nuove CC con tenerezza e un po’ di rancore. Moderato.
NELL’OTTOBRE 2024, PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ANDREA COVOTTA, DIRETTORE DI RAI QUIRINALE, IL COMUNE DI COLLEFERRO HA SGANCIATO 1.500 EURO ALL’AMANTE DI PIANTEDOSI, PER FARE DA MODERATRICE – IL COMPENSO VENNE PRESENTATO DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE ALLE PORTE DI ROMA COME “PRESTAZIONE ARTISTICA OCCASIONALE”, “UNA PERFORMANCE”, E L’INCARICO ALLA PREZZEMOLONA CIOCIARA GIUSTIFICATO DAL FATTO CHE “HA GIÀ CONDOTTO EGREGIAMENTE INCARICHI SIMILI” – PARTICOLARE NON SECONDARIO: COVOTTA È IRPINO, PROPRIO COME IL MINISTRO DELL’INTERNO, ED È PRESIDENTE DELL’“AVELLINO CLUB ROMA”, SODALIZIO CHE ANNOVERA I TIFOSI VIP IRPINI NELLA CAPITALE…
Quanto costano le “moderazioni” di Claudia Conte, la donna al centro del caso politico che ha coinvolto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che in molti atti ufficiali risulta con il nome Anna Claudia Conte? Spulciando un po’, si trova un esempio molto interessante del suo “cachet”.
E riguarda Andrea Covotta, storico giornalista Rai che da sempre si occupa di politica: il suo nome non è tra quelli più famosi, ma comunque ricopre il ruolo di direttore di Rai Quirinale.
Ebbene, nel Comune di Colleferro, Città metropolitana di Roma Capitale, «l’Amministrazione comunale il giorno 30 ottobre 2024, alle ore 17.30, ha organizzato presso la Biblioteca Riccardo Morandi la presentazione del libro di Andrea Covotta, giornalista, responsabile della Struttura Rai Quirinale, dal titolo Politica e pensiero – Storie e personaggi dei partiti del Novecento».
E indovinate chi c’era? Nella determinazione dirigenziale 985 del 30 ottobre 2024 del Comune l’oggetto è «incarico professionale di moderatrice alla dott.ssa Anna Claudia Conte». [...]
Quindi ecco la parte sul compenso: «Considerato che: – occorre affidare l’incarico di moderatore dell’iniziativa de quo; – per tale motivo è stata contattata la dott.ssa Anna Claudia Conte che ha già condotto egregiamente incarichi simili per il Comune di Colleferro; Preso atto del preventivo della dott.ssa Claudia Conte che, per lo svolgimento della performance, ha richiesto un compenso di €. 1.442,30 + oneri 4 per cento (€.57,70) per un totale di €. 1.500,00;
Considerata la validità sociale e culturale dell’iniziativa; Dato atto che l’attività di moderatrice di cui trattasi è da considerarsi come prestazione artistica occasionale e rappresentazione artistica unica che, ai sensi dell’art. 50 del D. Lgs 36/2023, prevede l’affidamento diretto a specifici operatori economici specializzati nel campo delle arti dello spettacolo e della musica».
CLAUDIA CONTE - MATTEO PIANTEDOSI
Quindi viene «dato atto che il presente affidamento diretto è motivato da: a) specificità della fornitura e tipo di servizio trattato; b) congruità dell’offerta, economicità della fornitura proposta; c) possesso, da parte dell’operatore economico, dei requisiti di serietà , professionalità e competenza nel settore richiesti dal contratto, nonché dei requisiti di legge».
Un cachet a peso d’oro probabilmente per il suo ruolo di attrice? Cosa si deduce da questo atto pubblico? Innanzitutto che Conte è laureata, o almeno viene dichiarata tale: è «un operatore economico», vanta su carta bollata «requisiti di serietà , professionalità e competenza», e soprattutto che moderare la presentazione di un libro è una «prestazione artistica occasionale», anzi, peggio, «una performance», e che «ha già condotto egregiamente incarichi simili per il Comune di Colleferro».
Quindi non nei panni della giornalista, ma dell’attrice, evidentemente, e con un compenso a peso d’oro. Alla faccia dell’Ordine dei giornalisti, del quale fa parte Covotta, fratello di Domenico, già sindaco di Ariano Irpino. Andrea Covotta è presidente dell’Avellino Club Roma, sodalizio che annovera i tifosi vip irpini che abitano nella Capitale. Da rilevare che l’evento vedeva protagonisti esponenti del Partito democratico…
E l'attrice Conte fu bersaglio degli hacker russi
Quanto costano le “moderazioni” di Claudia Conte, la donna al centro del caso politico che ha coinvolto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che in molti atti ufficiali risulta con il nome Anna Claudia Conte? Spulciando un po’, si trova un esempio molto interessante del suo “cachet”.
E riguarda Andrea Covotta, storico giornalista Rai che da sempre si occupa di politica: il suo nome non è tra quelli più famosi, ma comunque ricopre il ruolo di direttore di Rai Quirinale.
Ebbene, nel Comune di Colleferro, Città metropolitana di Roma Capitale, «l’Amministrazione comunale il giorno 30 ottobre 2024, alle ore 17.30, ha organizzato presso la Biblioteca Riccardo Morandi la presentazione del libro di Andrea Covotta, giornalista, responsabile della Struttura Rai Quirinale, dal titolo Politica e pensiero – Storie e personaggi dei partiti del Novecento».
E indovinate chi c’era? Nella determinazione dirigenziale 985 del 30 ottobre 2024 del Comune l’oggetto è «incarico professionale di moderatrice alla dott.ssa Anna Claudia Conte». [...]
Quindi ecco la parte sul compenso: «Considerato che: – occorre affidare l’incarico di moderatore dell’iniziativa de quo; – per tale motivo è stata contattata la dott.ssa Anna Claudia Conte che ha già condotto egregiamente incarichi simili per il Comune di Colleferro; Preso atto del preventivo della dott.ssa Claudia Conte che, per lo svolgimento della performance, ha richiesto un compenso di €. 1.442,30 + oneri 4 per cento (€.57,70) per un totale di €. 1.500,00;
Considerata la validità sociale e culturale dell’iniziativa; Dato atto che l’attività di moderatrice di cui trattasi è da considerarsi come prestazione artistica occasionale e rappresentazione artistica unica che, ai sensi dell’art. 50 del D. Lgs 36/2023, prevede l’affidamento diretto a specifici operatori economici specializzati nel campo delle arti dello spettacolo e della musica».
CLAUDIA CONTE - MATTEO PIANTEDOSI
Quindi viene «dato atto che il presente affidamento diretto è motivato da: a) specificità della fornitura e tipo di servizio trattato; b) congruità dell’offerta, economicità della fornitura proposta; c) possesso, da parte dell’operatore economico, dei requisiti di serietà , professionalità e competenza nel settore richiesti dal contratto, nonché dei requisiti di legge».
Un cachet a peso d’oro probabilmente per il suo ruolo di attrice? Cosa si deduce da questo atto pubblico? Innanzitutto che Conte è laureata, o almeno viene dichiarata tale: è «un operatore economico», vanta su carta bollata «requisiti di serietà , professionalità e competenza», e soprattutto che moderare la presentazione di un libro è una «prestazione artistica occasionale», anzi, peggio, «una performance», e che «ha già condotto egregiamente incarichi simili per il Comune di Colleferro».
Quindi non nei panni della giornalista, ma dell’attrice, evidentemente, e con un compenso a peso d’oro. Alla faccia dell’Ordine dei giornalisti, del quale fa parte Covotta, fratello di Domenico, già sindaco di Ariano Irpino. Andrea Covotta è presidente dell’Avellino Club Roma, sodalizio che annovera i tifosi vip irpini che abitano nella Capitale. Da rilevare che l’evento vedeva protagonisti esponenti del Partito democratico…
A RENDERE ANCORA PIÙ PICCANTINA LA STORIA DI CLAUDIA CONTE, MANCAVA SOLO LA “PENETRAZIONE” DEGLI HACKER RUSSI – SEI ANNI FA L’AMANTE DI PIANTEDOSI, ANCORA SOLO “ATTRICE” E “SCRITTRICE”, CONTATTÃ’ UN'AGENZIA DI COMUNICAZIONE, LA “IMMAGINA”, PER UNA PRESUNTA VIOLAZIONE DEL SUO ACCOUNT INSTAGRAM – CHE JE FREGAVA AI RUSSI DI UN’ATTRICE ITALIANA? SAPEVANO GIÀ QUALCOSA? ERA SOLO MITOMANIA? O UN ATTACCO RANDOM A “STRASCICO”, CHE HA COLPITO QUELL’ACCOUNT INSIEME A CENTINAIA DI ALTRI? AH, SAPERLO...
POST DI VALERIO DORAZIO SULL ATTACCO HACKER A CLAUDIA CONTE NEL 2020
Dal profilo Linkedin di Valerio D’Orazio, CEO di Immagina Group (post di 6 anni fa)
Qualche giorno fa una mia cliente - un'attrice e scrittrice di Roma, Claudia Conte -
mi ha contattato.
Il suo account Instagram era stato violato da Hacker Russi, i quali subito dopo le hanno chiesto un riscatto per riaverlo.
Quante volte avrete sentito parlare di questo argomento e magari lo avete
totalmente ignorato?
Ma ho una brutta notizia da darvi: gli hacker sono ormai tantissimi e hanno imparato ad "hackerare" anche le vostre Pagine Social, Aziendali e non.
claudia conte nel documentario 2023, l'onda maledetta. vittime ed eroi 4
Soltanto grazie all'impegno mio e del suo Staff, siamo riusciti a recuperare il profilo
Instagram - ID: @claudiaconteactress - senza dover piegare la testa di fronte a questi delinquenti.
Vorrei condividere questa esperienza con persone che hanno dovuto affrontare la sua stessa situazione, offrendo la completa consulenza - mia e del mio Staff - per risolvere problematiche simili.
E ora spuntano le amicizie della Conte-ssa d'Aquino alla Difesa
CLAUDIA CONTE AVEVA RAPPORTI MOLTO STRETTI CON L’ESERCITO: SONO I MILITARI A PERMETTERLE LA REALIZZAZIONE DEL DOCUMENTARIO SULL’ALLUVIONE IN EMILIA ROMAGNA PER RAIPLAY, IMBARCANDOLA NELL’ELICOTTERO NH90 PER DEI REPORTAGE PUBBLICATI ANCHE DA “CORRIERE.IT” E “LA7” – È DALLA SECONDA METÀ DEL 2022 CHE LE APPARIZIONI DI CLAUDIA CONTE A EVENTI E INIZIATIVE DI ESERCITO, AERONAUTICA, MARINA, POLIZIA, SONO DIVERSE. COME TESTIMONIANO I SUOI SOCIAL. I COLLEGAMENTI CON RADIO ESERCITO, LA MILLE MIGLIA, I SERVIZI “GIORNALISTICI” PER L’ACCADEMIA DI MODENA E PER LA SCUOLA MILITARE DELLA NUNZIATELLA…
TUTTO FA CURRICULUM: L’OBIETTIVO DI CLAUDIA CONTE NON ERA ARRICCHIRSI, MA ACQUISIRE POTERE E “ISTITUZIONALIZZARSI” – L’AMANTE DI PIANTEDOSI INCASSAVA POCHE CENTINAIA DI EURO CON I SUOI CONTRATTI, MA ACQUISIVA AUTOREVOLEZZA. UN CASO EMBLEMATICO: IL DOCUMENTARIO SULL’ALLUVIONE IN EMILIA-ROMAGNA NEL 2023. A CHE TITOLO LA RAI, CHE HA 1800 GIORNALISTI IN ORGANICO, CHIAMAVA LA “EVENT PRODUCER” PER REGIA, SCENEGGIATURA E CONDUZIONE DI UN CONTENUTO ESCLUSIVO PER RAI PLAY? È VERO CHE È COSTATO SOLO 500 EURO, MA HA PERMESSO ALLA PREZZEMOLONA CIOCIARA DI AGGIUNGERE UN’ALTRA QUALIFICA NEL SUO LUNGO CURRICULUM. LO STESSO AVVENIVA PER GLI EVENTI SUL BULLISMO E I LIBRI, LEVE PER PRESENTAZIONI PUBBLICIZZATE DAPPERTUTTO, ANCHE DAL SITO DEL VIMINALE...
CASO CONTE, LA RAI TACE SU DOCUMENTARIO E COSTI LEI GIRÃ’ GRAZIE ALL’ESERCITO
Estratto dell’articolo di Ferruccio Sansa, Ilaria Proietti, Valeria Pacelli e Wanda Marra per “il Fatto quotidiano”
claudia conte nel documentario 2023, l'onda maledetta. vittime ed eroi 4
Non solo Rai. Prima del documentario acquistato dalla tv pubblica, Claudia Conte – la donna che ha dichiarato di avere una relazione con il ministro Matteo Piantedosi – aveva anche realizzato reportage per il Corriere della Sera e La7 grazie ai suoi rapporti con l’Esercito.
E così il 22 maggio 2023 aveva fornito un video con immagini del sorvolo delle zone alluvionate dell’Emilia Romagna grazie a cui La 7 aveva mandato in onda un’esclusiva grazie alle “immagini incredibili, realizzate dall’Esercito con la collaborazione di Claudia Conte” e video – specifica La7 – “realizzato” proprio da Conte.
fabrizio curcio e claudia conte nel documentario 2023, l'onda maledetta. vittime ed eroi
Fonti dell’Esercito (che precisano come tutte le collaborazioni con Conte non siano mai state retribuite) spiegano che anche per il video dell’alluvione, la donna aveva chiesto immagini che le sono state fornite come a tutti i cronisti che in quel momento si interessavano alla vicenda.
A ogni modo anche grazie a questa attività Conte, a luglio del 2023, prende contatti con il Dipartimento della Protezione civile per un’intervista all’allora Capo Dipartimento, Fabrizio Curcio, utile invece per il famoso documentario che sarebbe stato acquistato dalla Rai anche se il Servizio pubblico ad oggi ancora non ha rivelato a che prezzo.
Ma quel che è certo è ciò che scrive Conte alla Protezione civile per descrivere il progetto. È il 27 luglio del 2023 e la giornalista si presenta così: “Da anni sono attiva nella produzione e comunicazione di progetti di responsabilità sociale in collaborazione con le più autorevoli istituzioni.
claudia conte documentario l onda maledetta raiplay 4
A seguito della grave alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna, ho deciso, in collaborazione con l’Esercito Italiano, di realizzare a bordo dell’NH90 dei reportage per Corriere e La7 per documentare dall’alto la grave calamità ” scrive agli uffici del Dipartimento di Via Ulpiano offrendo altri dettagli.
“Grazie al prezioso materiale raccolto, ho ritenuto importante produrre anche un documentario per sensibilizzare tutti i portatori di interesse. Nel documentario sono presenti, oltre alle immagini filmate in quei giorni drammatici, emozionanti interviste a soccorritori dell’Esercito, al Ministro Crosetto e al Presidente della Regione Emilia Romagna Bonaccini”.
Intervista quest’ultima che non compare nel documentario poi messo in onda su RaiPlay ma che è stata comunque realizzata (nell’agenda dell’allora governatore era fissato un appuntamento di circa 15 minuti per il 27 luglio 2023, stessa data della richiesta inviata per l’intervista a Curcio).
fabrizio curcio e claudia conte nel documentario 2023, l'onda maledetta. vittime ed eroi
Diverso il caso del ministro Corsetto: l’intervista, richiesta da Conte, non è mai stata concessa.
Nell’interlocuzione per ottenere l’intervista con Curcio, Conte fornisce anche altri dettagli sul documentario con la Rai: “Ideato e prodotto da Claudia Conte in collaborazione con l’Esercito Italiano e la Rai (...). Nel documentario saranno presenti anche testimonianze del mondo della cultura che si è mobilitato con iniziative di raccolta fondi ai quali hanno aderito tanti artisti e sportivi tra cui Russel Crowe, Del Piero e Pupi Avati”.
Ma è dalla seconda metà del 2022 che le apparizioni di Claudia Conte a eventi e iniziative di Esercito, Aeronautica, Marina, Polizia, sono diverse. Come testimoniano i suoi social. Si comincia con i collegamenti con Radio Esercito.
LUCA GORETTI, CLAUDIA CONTE E ENRICO CREDENDINO
Eccola nel 2023 a sostenere la presenza dell’Esercito alla Mille Miglia con un ringraziamento all’allora “Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il generale Pietro Serino”. Ad agosto 2023 ecco gli scatti con “l’ammiraglio Enrico Credendino, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare” (ruolo ricoperto fino al 2025).
A dicembre presenta il Concerto di Natale dei Vigili del Fuoco, “alla presenza del Capo Dipartimento Franceschelli”. A marzo 2024 su Instagram ecco la foto con il ministro Matteo Salvini e l’allora comandante generale della Guardia Costiera, l’ammiraglio Nicola Carlone.
Per il 163simo anniversario dell’esercito italiano pubblica una foto con il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il Capo di Stato Maggiore Generale Carmine Masiello.In mezzo a queste foto di cerimonie ed eventi ci sono i servizi giornalistici realizzati da Claudia Conte per l’Accademia di Modena e per la scuola militare della Nunziatella.
POSSIBILE CHE MARCO GAETANI, STELLA EMERGENTE DELLA COMUNICAZIONE DI FRATELLI D’ITALIA, DJ DELLE SORELLE MELONI ABBIA FATTO A CLAUDIA CONTE LA DOMANDA SU PIANTEDOSI SENZA RENDERSI CONTO DEGLI EFFETTI CHE AVREBBE PRODOTTO? CAPPELLINI: “A DIRE CHE NON E’ STATO UN TRANELLO, UN AGGUATO, E CHE GAETANI HA FATTO A CONTE LA DOMANDA CONCORDATA SENZA RENDERSI CONTO DI COSA STAVA PER INNESCARE, BISOGNEREBBE CONCLUDERE CHE FRATELLI D'ITALIA S'È AFFIDATA A UN SOCIAL MEDIA STRATEGIST CHE LAVORA A RIPARARE SUL WEB I DANNI CHE LUI STESSO HA CREATO NEL WEB...”
Stefano Cappellini per repubblica.it - Estratti
Questo è il numero di venerdì 3 aprile 2026 della newsletter Hanno tutti ragione, firmata da Stefano Cappellini. Per attivare l'iscrizione clicca qui
claudia conte intervistata da marco gaetani - money talks
Lo so che in questa storia le questioni importanti sono altre e che bisognerebbe partire da quelle, ma qui abbiamo una signora che nel curriculum si definisce “scrittrice” e che, per spiegare che non ama parlare delle sue cose personali, dice così: “Sono molto riservata nella mia vita privata”. Non sulla sua vita privata, "nella".
Come fermare il potere attrattivo di quella preposizione articolata? Come resistere alla tentazione di approfondire e chiederle: signora Conte, non è riservata nella vita pubblica? L'intervistatore ha resistito.
Claudia Conte, che nella vita scrive libri e fa conferenze, insomma lavora con le parole, aveva anche il vantaggio di aver preparato a tavolino la risposta, dato che era tutto concordato con l’intervistatore, cosa che risultava chiarissima già dalla dinamica del colloquio e che ha poi confermato anche la testata on line che ha ospitato l’outing sentimentale della scrittrice
(“Conte ci è stata portata da un intermediario, ci ha chiesto di farle la domanda su Piantedosi spiegandoci che non c’erano problemi perché il ministro era già separato dalla moglie”).
Eppure, nonostante il vantaggio della premeditazione, a Conte la frase destinata a portarla nella storia del costume politico nazionale è uscita come detto. Il che, a prendere in senso letterale l’espressione, risponde alla seconda domanda che l'intervistatore non ha ritenuto di fare alla scrittrice: in quella pubblica la riservatezza non pare il suo forte.(...)
Lo so che ci sono cose più importanti, e che bisognerebbe parlare di quelle, ma resta il fatto che l’intervistatore di Conte, il venticinquenne Marco Gaetani, nel servire la domanda precotta alla sua intervistata, l’ha introdotta dicendo “negli organi di stampa si parla di questo”, e ovviamente non c’è un solo organo di stampa che abbia scritto di una relazione tra Conte e Piantedosi, ma a Gaetani è parso naturale che si potesse fare così: una domanda concordata basata su un presupposto inesistente. Il bello è che l’editore della testata che ha ospitato l’intervista si è difeso sostenendo che loro “hanno solo fatto giornalismo”. Anche se, ammette in chiusura del comunicato, il dubbio di essere stati vittima di “una manipolazione” è venuto.
E lo so che ci sono cose più importanti, e che bisognerebbe parlare di quelle, però c’è questa storia che l’intervistatore di Conte, appunto Gaetani, è una stella emergente della comunicazione di Fratelli d’Italia, sta nell’apposito dipartimento del partito, ed è pure lo speaker di Radio Atreju, insomma è il dj delle sorelle Meloni, è il giorno da pecora della Fiamma, e di mestiere fa il social media strategist del gruppo di FdI alla Camera dei deputati.
Ha 25 anni, come dicevamo, e deve essere sicuramente uno bravissimo, sennò non l’avrebbe selezionato il partito di maggioranza relativa del governo del Merito.
CLAUDIA CONTE E MATTEO PIANTEDOSI
possibile che uno con questo curriculum abbia fatto a Conte la domanda su Piantedosi senza rendersi conto degli effetti che avrebbe prodotto?
In effetti, a Gaetani converrebbe dar ragione ai complottisti, e accreditare l’idea che si sia messo al servizio di un complotto ordito per ragioni che non è qui importante acclarare, ma comunque un tranello, un agguato, un intrigo di Palazzo. Perché a dire che non è stato così, e che Gaetani ha fatto a Conte la domanda in buona fede senza rendersi conto di cosa stava per innescare, bisognerebbe concludere che Fratelli d'Italia s'è affidata a un social media strategist che lavora a riparare sul web i danni che lui stesso ha creato nel web. Vedi che gioco di preposizioni.
PREZZEMOLONI D’ITALIA! MAURIZIO DE GIOVANNI SPIEGA PERCHE’ FIRMO’ LA PREFAZIONE AL LIBRO “LA VOCE DI ISIDE” DI CLAUDIA CONTE AMANTE DI PIANTEDOSI: “MI FU CHIESTA DAL VICE DI DE LUCA, FULVIO BONAVITACOLA” (CLAUDIA CONTE HA COLLABORATO CON LA REGIONE CAMPANIA ALL’EVENTO ECOMONDO DI RIMINI DEL 2023, 36.000 EURO FATTURATI ALLA SUA SOCIETÀ SHALLOW, NDR) – LO SCRITTORE: "IL LIBRO NON L’HO TROVATO MALE E NON TROVAI MALE NEMMENO LEI CHE MI APPARVE PREPARATA E PIÙ GRANDE DELLA SUA ETÀ. LA RIVELAZIONE SU PIANTEDOSI? SEMBRA UNA OPERAZIONE INTERNA ALLA DESTRA. MI PARE IMPOSSIBILE SIA SUCCESSA PER CASO, PENSO A UNA STRATEGIA”
maurizio de giovanni claudia conte
Il popolarissimo scrittore Maurizio De Giovanni è uno dei firmatari delle prefazioni de La Voce di Iside di Claudia Conte, il libro sul disagio post pandemia della Gen Z, che la autodichiarata amante del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presentato e venduto in mezza Italia. Prefetture sparse comprese.
De Giovanni, come ha conosciuto la scrittrice?
Me la presentò l’allora vice presidente della Campania, Fulvio Bonavitacola (Claudia Conte ha collaborato con la Regione Campania all’evento Ecomondo di Rimini del 2023, 36.000 euro fatturati alla sua società Shallow, ndr). Bonavitacola mi disse che voleva chiedermi una prefazione e gliel’ho fatta.
Che giudizio diede del suo libro?
Non l’ho trovato male, anche se per la verità non ricordo cosa ho scritto di preciso, sono passati due anni, il libro dovrei averlo conservato da qualche parte… E non trovai male nemmeno lei, mi parve tutt’altro che fatua. Pranzammo insieme, io, lei, mia moglie e Bonavitacola, mi fece una buona impressione, con un lavoro di grande attenzione alle nuove generazioni. (...)
Si è fatto un’idea dell’accaduto?
Sembra una operazione interna alla destra, date il luogo e la modalità . Mi pare impossibile sia successa per caso, penso a una strategia.
Quale?
Non saprei dirlo. Sono rimasto sorpreso. Al nostro pranzo mi sembrò una persona preparata e competente, anche più grande di età . Un mese fa io e Paolo Crepet siamo stati intervistati da lei a La mezz’ora legale di Radio Rai 1, sui giovani, i social e la violenza sulle donne, e anche in quell’occasione si è dimostrata brava e preparata. Fu una bella puntata.





















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