Grazia Minetti, la resa di Ranucci chiude il caso Minetti - Tra il Bianco e il Nero

 

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mercoledì 6 maggio 2026

Grazia Minetti, la resa di Ranucci chiude il caso Minetti

Immagine di Così il romanzo su Minetti si è sgretolato alla prova dei fatti




Sono stato accusato di aver dato una notizia non verificata, in realtà ho detto che stavamo verificando una notizia, cosa completamente diversa".


(UMT) Sigfrido Ranucci, colto con le mani nella marmellata, prova a lavorare di fino. Ma gli riesce male. Lui ha diffuso a milioni di telespettatori una notizia in corso di verifica, quindi non ancora verificata. La libertà di stampa prevede non solo diritti ma anche doveri per i giornalisti. Il più forte sul piano etico è la ricerca della verità putativa. L'aggettivo è determinante: non la realtà effettuale ma quella in cui si può credere. Se non hai ancora verificato una notizia non la puoi diffondere: tra l'altro, essendo ospite di una altra trasmissione televisiva, Ranucci ha messo nei guai Bianca Berlinguer che come giornalista che ha diffuso una notizia non vera e potrebbe esserne chiamata a risponderne. 


La grave colpa di Ranucci ha "obbligato" la Rai, in base alle regole della pubblica amministrazione, a togliergli la copertura giudiziaria. L'eroe della libertà di stampa l'ha buttata in caciara, affermando che aveva deciso di farsi carico delle spese legali, mentre in realtà è obbligato a farla. L'eroe della libertà di stampa ha scelto perciò di cospargersi il capo di cenere ammettendo "l'eccesso" e scusandosene. E Nordio, che prende paccheri da tempo, è stato ben felice di incassare un successo clamoroso (visto l'avversario) e dargli il perdono. Mentre, a prestar fede ad Adnkronos, avrebbe dato mandato legale per una causa civile contro Berlinguer e Mediaset.


Mi sono molto esposto in difesa della grazia per Nicole Minetti e quindi, avendo una visione deontologica molto diversa da quella del conduttore di Report, ho ritenuto di rilanciare i gossip del Fatto Quotidiano che hanno fatto persino tentennare un osso duro come il presidente Mattarella. Ma, grazie anche alla controinchiesta di Domani posso finalmente considerare chiuso questo infinito post. A seguire lo spiegone di Alessandro Smerilli, le riflessioni nella Piccola Posta di Adriano Sofri, il pezzo dell'Ansa con le dichiarazioni di Ranucci e le smentite degli avvocati della famiglia Cipriani Minetti e dell'ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia e il pezzo odierno, a mo' di sintesi conclusiva, di Ermes Antonucci sul Foglio 

Un consiglio a Mattarella: grazia di più

di ALESSANDRO SMERILLI

Di tutto mi sarei aspettato da gente come Travaglio e Ranucci meno che mi avrebbero reso simpatica Nicole Minetti. Gran pezzo oggi di Adriano Sofri . Parla della storia già nota e pubblica di un bambino di nome Facundo, nato in Uruguay con una malformazione, la spina bifida, che le donne in gravidanza prevengono con l'assunzione di acido folico. Sua madre non lo fece, anzi assunse droghe durante la gestazione. Per quanto si vede dalle foto pubblicate il bambino fortunatamente non è paraplegico, tuttavia dopo l’intervento neurochirurgico necessita di controlli seriati nel tempo multidisciplinari, neurochirurgici, urologici, ortopedici, fisiatrici eccetera. Questa storia è stata riciclata dai sedicenti giornalisti sopracitati con l'aggiunta di ingredienti suggestivi, madre scomparsa, avvocata e compagno carbonizzati, complicità con Epstein, maneggio di prostitute per il ranch alla maniera del bunga bunga, utili a loro parere per dare alla minestra riscaldata il sapore di un romanzo gotico. Pessimo.
Quelli di Report, hanno poco da offendersi se viene dimostrato per tabulas che le loro inchieste sensazionalistiche confezionate sul modello clickbait “valgono zero, anzi zero tagliato” come ha fatto di recente in commissione antimafia il Procuratore di Caltanissetta, De Luca. Del Fatto che cerca di risollevarsi da una posizione pesantissima (vende 2000 copie in meno di Dolomiten, il quotidiano in lingua tedesca letto dalla famiglia Sinner) non parlo nemmeno. Mattarella può porre rimedio a questa fogna traboccata: graziare di più. 

Bocca di rosa

di Adriano Sofri/facebook

In un paese come il nostro, la folgorante inchiesta del Fatto - anticipato da Mi manda Rai3 - era di quelle imprese che si dicono win-win. Se avesse avuto un fondamento, avrebbe vinto. Se non lo avesse avuto, avrebbe vinto comunque, perché la posta si sarebbe spostata sulla imperdonabile colpa del Presidente della Repubblica che aveva dilapidato la grazia - bene raro - in pro di una mignotta, per giunta del vivaio di B.
Avevo trovato che la stampa, di ogni impronta, si fosse comportata pessimamente lasciando imperversare per giorni senza confronti la campagna del Fatto, presto scoperta nel suo bersaglio del resto abituale, Mattarella. Finché quest'ultimo ha dovuto reagire, e l'ha fatto in un modo sconcertante, così da far intendere che accreditasse le accuse del Fatto. Sulla sua scia la Procura milanese si è precipitata ad annunciare di essere pronta a correggere il proprio operato. E la stampa, fino ad allora ammutolita o conformisticamente schierata col Quirinale, è corsa a riconoscere l'intrepido scoop e a raccattarne le briciole. La storia aveva a priori falle logiche madornali, tanto più quanto più dilatava il gotico retroscena: madre scomparsa, avvocata e compagno carbonizzati, complicità con Epstein, maneggio di prostitute per il ranch alla maniera del bunga bunga. Intanto si veniva a conoscenza della malattia del bambino e della sua estrema severità, anche senza scriverlo. (In realtà, di Giuseppe Cipriani e della felice adozione con Minetti, aveva parlato, facendo il nome del bambino e della malattia e dell'operazione, Arrigo Cipriani, il grande patron del Harry's Bar, nelle sue reiterate - e belle - interviste a Cazzullo per il Corriere).
Avevo uno svantaggio: l'estrema diffidenza per il cinismo vile di Travaglio, che si tratti dell'Ucraina aggredita o dell'adozione uruguayana. E un vantaggio: non sono stato spettatore di Report, tranne un'occasione, in cui ne scrissi bene, anni fa, e fui pienamente solidale alla notizia di un attentato a Ranucci e alla sua famiglia. Lessi dunque che, a "Cartabianca", Ranucci aveva detto: "Nei primi giorni di marzo Carlo Nordio è stato in Uruguay, nel ranch di Giuseppe Cipriani e Nicole Minetti...". E Berlinguer aveva commentato: "Dunque avrebbe incontrato direttamente queste due persone, che sono quelle che poi hanno adottato il bambino". E che Nordio aveva telefonato in diretta: "Escludo in via assoluta di aver incontrato questi signori e di essere entrato nelle loro abitazioni. Non so da dove escano queste follie inventate di sana pianta". In via assoluta, follie: non c'era scampo. O Nordio mentiva davvero di sana pianta, e allora ci saremmo inesorabilmente liberati di un ministro fallito - mi basta pensare al carcere - e probabilmente dell'intero governo. O mentiva Ranucci, che aveva baldanzosamente tenuto il punto, e rinviato al suo programma di domenica sera per finirlo. Dunque ho aspettato la domenica sera, e intanto leggevo con curiosità le dichiarazioni della tifoseria di Report, ingente, fiduciosa e ansiosa di veder matare il toro. Tanto più che il torero rincarava la dose, ribadiva che per lui "ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno un valore. E per me la libertà di informazione è un valore inalienabile dell'umanità". E annunciava che avrebbe affrontato l'eventuale processo a spese proprie, e ricordava l'appuntamento, alle nove della sera.
Sapete com'è andata. Ranucci ha protestato: "Mi copro il capo di cenere ma ho detto stiamo verificando. Sicuramente sono caduto in un eccesso, ma non ho dato una notizia non verificata". Che è un'aggravante. E poi la conclusione, trionfale: “Intanto abbiamo fatto il 10,3% e siamo stati la prima trasmissione di informazione, la seconda in generale, quindi tutti i danni reputazionali che qualcuno temeva non ci sono stati o se non altro li abbiamo limitati, perché forse avremmo potuto fare il 12”.
Dev'essere proprio certo della fede cieca dei suoi adepti. Nel 10,3 per cento c'ero anch'io. Dunque lo scioglimento che mi attendevo non è venuto. Ci terremo Nordio e Ranucci, a percentuali illese. Lui se n'è vantato. Tanto, la partita è vinta comunque: il Quirinale ha dato la grazia, moneta rarissima, a una mignotta, per giunta del giro di B. Ieri, a un un titolo del Domani, "La madre del bambino fu arrestata: una criminale pericolosa", Travaglio briosamente replicava: "Invece la Minetti è un bocciolo di rosa". La chiamavano Bocca di rosa, e Mattarella le va a dare una grazia. Lo scoop era tutto là, negli spiritosi occhielli del Fatto: "Grazia, graziella...".

Le scuse di Ranucci a Nordio

[ANSA] "Sono stato accusato di aver dato una notizia non verificata, in realtà ho detto che stavamo verificando una notizia, cosa completamente diversa".

Sigfrido Ranucci è tornato così sul caso della grazia a Nicole Minetti e sull'accusa al ministro Nordio di essere stato nel ranch in Uruguay di Giuseppe Cipriani, compagno dell'ex consigliera regionale lombarda, che gli è costata una lettera di richiamo dalla Rai.

"Sicuramente sono caduto in un eccesso, mi copro il capo di cenere. Tuttavia non ho dato una notizia non verificata", ha detto il giornalista, che ha ribadito l'intenzione di affrontare il giudizio a sue spese, senza la tutela legale della tv di Stato, in caso di denuncia del Guardasigilli. "È sua legittimità, lo faccia", ha sottolineato oggi Ranucci, ospite di un incontro sulla legalità in una scuola superiore di Trani, sulla possibile azione risarcitoria nei suoi confronti da parte del ministro Nordio, che ha smentito di essere stato nel ranch di Cipriani.

"C'è stata una strumentalizzazione politica, non da parte mia, però io vado per la mia strada, continueremo a fare giornalismo d'inchiesta", ha sostenuto il conduttore, ribadendo di non voler "esporre l'azienda che gestisce soldi dei cittadini a dei rischi". Per questo motivo si difenderà "in maniera autonoma e vedremo come finirà", ha detto ricordando i numeri di Report: "Siamo stati la prima trasmissione di informazione, la seconda in generale, quindi tutti i danni reputazionali che qualcuno temeva non ci sono stati o se non altro li abbiamo limitati". In attesa che le indagini dell'Interpol facciano il suo corso e la Procura Generale di Milano stabilisca se nell'istanza di grazia della Minetti ci siano state delle anomalie, sono le polemiche sulle rivelazioni della trasmissione di Rai Tre a tenere banco.

"Nella puntata di ieri sera, Ranucci, ancora una volta, ha falsamente collegato la richiesta di grazia della signora Minetti con una missione istituzionale del ministro Nordio in Uruguay. E visto che è stato già pubblicamente e sonoramente smentito dal ministro, stavolta ha azzardato una mia partecipazione nella gestione della concessa grazia. Non mi farò travolgere da questa vergognosa macchina del fango", è la presa di posizione dell'ex capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, che ha sostenuto di non conoscere "i signori Cipriani, padre o figlio che sia, né tantomeno la signora Minetti. Non ho mai parlato con loro ne li ho mai incontrati". E "la cosa ancora più ingannevole è il surrettizio collegamento con una colazione di lavoro del ministro Nordio con l'omologo americano in occasione del G7, avvenuta a Venezia l'8 maggio 2024 ovvero quasi due anni prima della grazia concessa dal presidente della Repubblica alla signora Minetti nel febbraio 2026.

Questo non è giornalismo di inchiesta ma macchina del fango. Queste mie parole di netta smentita non potranno mai avere la forza di un programma televisivo di prima serata, motivo per il quale Ranucci - o altri avventori che come lui azzarderanno falsità - sarà chiamato a rispondere nelle dovute sedi". E sulla puntata di Report sono intervenuti anche i legali della Minetti. "Smentiamo categoricamente - scrivono in una nota il professor Emanuele Fisicaro e l'avvocato Antonella Calcaterra in riferimento all'intervista del giornalista del Fatto Thomas Mackintosh - che i fatti, per la verità riportati con grande genericità e approssimazione dal giornalista, abbiano una qualsivoglia aderenza con la realtà".

Così il romanzo su Minetti si è sgretolato alla prova dei fatti

Il caso messo in piedi dal Fatto, basato su suggestioni, illazioni e allusioni degne di un film poliziesco, sta cadendo in frantumi. Resta la gogna, specialità della casa di Travaglio. Proprio per questo, sorprende che il Quirinale si sia fatto influenzare

5 MAG 26
Ultimo aggiornamento: 11:24
Il grande “caso Minetti” si sfalda, giorno dopo giorno. Il romanzo messo in piedi dal Fatto, basato su suggestioni, illazioni e allusioni degne di un film poliziesco, sta cadendo in frantumi davanti alla prova dei fatti. Il nucleo centrale del romanzo era questo: Minetti ha ottenuto la grazia da Mattarella per motivi umanitari (la cura di un bambino malato) che in realtà non esistono. Il minore, presentato negli atti dell’adozione come un bambino abbandonato dai genitori, in realtà non è stato abbandonato ma strappato dalle mani dei suoi genitori tramite una causa intentata da Minetti (che ha nascosto i suoi precedenti penali) e il suo compagno, Giuseppe Cipriani. L’avvocata della madre è inoltre stata trovata morta carbonizzata insieme al marito in casa, e dopo la notizia della grazia anche la madre del bambino è scomparsa. Minetti ha poi mentito sul bisogno di cure all’estero del bambino e sui rifiuti ricevuti dagli ospedali italiani. Infine, l’ex consigliera regionale, condannata per favoreggiamento della prostituzione, non ha cambiato stile di vita, tanto da trasformare la villa in Uruguay (il “ranch”) in un luogo di perdizione, fatto di festini ed escort.
Questo romanzo narrato dal Fatto si è disintegrato nel giro di pochi giorni. Primo: si è scoperto che la procedura di adozione del bambino da parte di Minetti e Cipriani è stata regolare. Il 15 febbraio 2023 il tribunale di Maldonado ha disposto l’adozione del minore da parte di Minetti e Cipriani, accertando lo stato di abbandono del bambino fin dalla nascita e riscontrando la mancata assistenza morale e materiale da parte dei genitori biologici.
Secondo: la coppia non ha avviato alcuna causa contro i genitori del minore. Le autorità giudiziarie uruguaiane hanno soltanto seguito la procedura standard prevista per le adozioni: nel 2021, dopo la domanda di adozione da parte di Minetti, il tribunale di Maldonado ha cercato di notificare ai genitori del bambino che era in corso la procedura per la decadenza definitiva della responsabilità genitoriale. Ma i genitori non si sono mai fatti vivi.
La sentenza del giudice, recuperata dal Domani, smonta tutte le illazioni avanzate dal Fatto, affermando che i genitori “hanno abbandonato il bambino al momento della sua nascita”, avvenuta nel dicembre 2017, e per questo il bambino è stato collocato presso l’Inau (l’ente delle adozioni in Uruguay) in attesa di una famiglia. E ancora: “I genitori non hanno mai mostrato interesse per lui, non lo hanno mai visitato e non si sono mai interessati alla sua salute”. Il padre, infatti, risulta in carcere da tempo, mentre la madre è stata arrestata due volte per gravi reati, e ora è accusata di nuovo di essere coinvolta in traffici illeciti.
Il tribunale di Maldonado allega cinque diverse testimonianze giurate a supporto della sentenza: “I testimoni confermano che il bambino è affidato alla parte attrice (Minetti e il compagno, ndr), che è felice, e che i suoi bisogni sono soddisfatti, oltre alle cure e al sostegno emotivo”. Minetti e Cipriani, inoltre, “sono riconosciuti dal bambino come i suoi genitori”. “E’ stato accertato – prosegue la sentenza – che il bambino riceve un trattamento psicologico e un’assistenza sanitaria completa”. L’avvocata che in seguito si è occupata dell’adozione tutelando i diritti del bambino, Yuria Troche, ha dichiarato: “Sono stati rispettati tutti i requisiti richiesti dalla legge”. Anche l’esistenza di precedenti penali a carico di Minetti è stata presa in considerazione dai giudici. Insomma, l’adozione è stata regolare, tanto che il tribunale dei minori di Venezia il 19 luglio 2024 ha dichiarato efficace anche in Italia la sentenza uruguaiana.
Quanto al mistero legato alla morte di colei che è stata indicata come l’avvocata della madre, Mercedes Nieto, è emerso che questa è stata in realtà tutrice del minore, non ha avuto contatti con la madre, e per di più si era espressa a favore dell’adozione del bambino da parte di Minetti e del compagno. Inoltre, una perizia richiesta dal procuratore Sebastián Robles ha confermato la tesi che l’avvocata è morta a causa di un indicente: l’incendio della sua abitazione è stato causato dall’esplosione di una stufa.
Nessuna irregolarità anche sul fronte del supporto medico fornito da Minetti e Cipriani al bambino. Il San Raffaele di Milano e l’ospedale di Padova hanno smentito di aver visitato o curato il minore, consigliando di farlo operare all’estero, come scritto nell’istanza di grazia. Ma l’ex consigliera regionale si sarebbe confrontata con alcuni medici dei due ospedali solo informalmente, per poi decidere di portare il bambino a Boston. Non in modo illegale, come adombrato dal Fatto, ma in forza di un provvedimento di affidamento temporaneo del minore da parte dell’Inau. Il bambino è stato effettivamente operato e, come dichiarato ieri da Giuseppe Cipriani al “Corriere della sera”, viene portato a Boston ogni sei mesi per i controlli, “e sarà così fino ai 18 anni”.
Restano soltanto le allusioni, prive di riscontri, sulla condotta che Minetti porterebbe avanti nella villa in cui vive con Cipriani in Uruguay. Il Fatto ha parlato di festini in cui sarebbero coinvolte anche escort, ma a sostegno di questa tesi sono state riportate soltanto dichiarazioni anonime di presunte “testimoni”. Anche questo tassello del romanzo sembra destinato a cadere, data l’assenza di riscontri fattuali.
Alla fine ciò che resta sembra essere soltanto la gogna, mascherata da inchiesta, messa in piedi dal Fatto contro Minetti. Un metodo attuato da sempre dal quotidiano diretto da Travaglio, specializzato nello sputtanamento mediatico. Proprio per questo, sorprende – e non poco – che il Quirinale si sia fatto influenzare da questo romanzo fantasy, spingendosi a chiedere pubblicamente “accertamenti urgenti” al ministro della Giustizia Carlo Nordio e facendo così esplodere un “caso” che, alla prova dei fatti, non esiste.
FONTE: IL FOGLIO

Domani: il bambino era abbandonato, la madre era una criminale


“LA MADRE BIOLOGICA DEL BAMBINO ADOTTATO DA NICOLE MINETTI E GIUSEPPE CIPRIANI FU ARRESTATA. ERA UNA CRIMINALE PERICOLOSA” – LA RICOSTRUZIONE DEL “DOMANI”: “I MEDIA URUGUAGI DESCRIVONO MARIA DE LOS ANGELES GONZÁLEZ COLINET COME UNA DONNA CON UNA LUNGA FEDINA PENALE. IL PRIMO GUAIO GIUDIZIARIO RISALE AL 2015, DUE ANNI PRIMA DELLA NASCITA DEL BAMBINO, QUANDO PARTECIPA A UNA RAPINA E VIENE CONDANNATA A QUASI TRE ANNI DI CARCERE. NEL 2019 LA DONNA VIENE ARRESTATA E CONDANNATA PER FURTO AGGRAVATO IN UN SUPERMERCATO. GONZÁLEZ COLINET SAREBBE INOLTRE COLLEGATA A DIVERSI AFFARI DI SPACCIO DI DROGA - NELLA RICERCA DI UNA NUOVA FAMIGLIA PER IL PICCOLO NON È LA POVERTÀ IL PUNTO, MA I..." 

Enrica Riera e Nello Trocchia per “Domani” - Estratti

 

Una madre «indigente» e sparita nel nulla, la «sua avvocata» morta carbonizzata, un bimbo «non abbandonato dai genitori» e «strappato» da due milionari italiani alla legittima famiglia.

 

Sullo sfondo un bunga bunga in salsa sudamericana con la suggestione di un ministro, Carlo Nordio, in visita nella tenuta dei festini mentre lavorava a una delicata grazia di Stato. La clemenza a Nicole Minetti, scoperta da Mi Manda Raitre, e rilanciata dall’inchiesta in più puntate del Fatto Quotidiano, è presto diventata un caso di Stato. Di più: un intrigo internazionale.

MARIA DE LOS ANGELES GONZALEZ COLINET

 

Passano i giorni e le tessere del puzzle sembrano per ora comporre un quadro completamente diverso da quello inizialmente raffigurato. Non solo per la smentita di Nordio («mai stato al ranch di Giuseppe Cipriani, non lo conosco»). 

  

Ma perché, sulla storia dell’adozione, la sentenza dei giudici dell’Uruguay ha evidenziato una storia opposta a quanto prospettato: il bimbo era stato effettivamente abbandonato dai genitori naturali, e finito subito in orfanotrofio dove madre e padre non si erano mai fatti vedere e sentire, per anni, nonostante i tentativi dello Stato di mettersi in contatto con loro. La legale morta, in un incendio insieme al marito, non difendeva affatto la famiglia biologica, ma era la tutrice del minore e aveva addirittura dato parere positivo all’adozione.

 

Ora Domani scopre nuove evidenze che ribaltano il racconto finora dominante. Inizialmente nelle ricostruzioni giornalistiche la madre è stata rappresentata come «indigente», una donna povera che lo Stato avrebbe dovuto aiutare in ragione dell’esigenza di un auspicato ricongiungimento con il figlio. 

 

NICOLE MINETTI CON T SHIRT SENZA SONO ANCHE MEGLIO

(...) Partiamo da un punto centrale: il primo diritto da tutelare – per la legge uruguaiana e per il diritto internazionale – è appunto quello del piccolo. 

 

Chi è, dunque, Maria de los Angeles González Colinet, la madre biologica del bimbo ora figlio di Minetti-Cipriani? I media locali la descrivono come una donna con una lunga fedina penale. «Una criminale pericolosa», dicono a Montevideo Portal diverse fonti della polizia. Il primo guaio giudiziario risale al 2015, due anni prima della nascita del bambino F., quando partecipa a una rapina con altri malviventi, condannata, ha scontato quasi tre anni di carcere. 

 

Durante quella rapina, riportano le cronache locali, un anziano sarebbe stato pestato a sangue. Il secondo guaio risale invece al 2019 quando la donna viene arrestata e condannata nuovamente per furto aggravato in un supermercato. 

 

nicole minetti

González Colinet sarebbe inoltre collegata a diversi affari di spaccio di droga a Maldonado, riferisce lo stesso portale d’informazione. Il padre del bimbo era anche lui in prigione. Ma le carte cosa dicono? Partiamo dalla gazzetta ufficiale governativa dell’Uruguay che fornisce un’importante indicazione. Non c’era alcuna causa di Minetti e marito contro la famiglia biologica, come Domani ha già documentato, tanto è vero che ci sono alcuni editti pubblici riferiti unicamente alla donna. 

 

Siamo nel 2020 e viene notificata formalmente, attraverso un editto perché il suo domicilio era ignoto, alla signora Maria de los Angeles González Colinet una decisione che conferma le misure cautelari precedentemente stabilite, ovvero lo stato di adottabilità del bimbo perché abbandonato. 

sentenza del tribunale di Maldonado

 

E infatti, nella sentenza del febbraio 2023 che conclude l’iter di adozione del bambino da parte di Minetti e Cipriani, c’è proprio un riferimento ai decreti che hanno consentito la ricerca di una nuova famiglia per il piccolo. Non è la povertà il punto, ma sono i precedenti penali gravi, l’assenza di domicilio, l’inaffidabilità totale della donna nella gestione del bambino, che ha «abbandonato fin dalla nascita». 

 

La signora ora è irreperibile, esattamente dal febbraio scorso. L’annuncio della scomparsa è arrivato poche settimane fa. Nella sentenza del febbraio 2023 si legge anche la testimonianza di Mariela Sánchez che lavora per l’Inau come direttrice del Dipartimento di sorveglianza da 14 anni e che ha dichiarato «di non conoscere la madre di F., né il padre di origine, che non si sono mai presentati alla Direzione di adozioni». 

 

In un altro passaggio si legge: «Si percepisce che la famiglia di origine non ha rispettato i requisiti minimi previsti dall’art. 41 della Costituzione nazionale, tra le altre norme. In tutti questi anni ha completamente trascurato i suoi doveri di cura e di educazione. Pertanto, al fine di ristabilire il suo diritto, resta inteso che l’unica famiglia che al momento ha realizzato lo sviluppo integrale e responsabile del bambino è quella di Minetti-Cipriani». Cosa ricorda il bambino? «Non esiste a livello verbale memoria alcuna sulla sua famiglia di origine, ma ricorda che viveva in una casa con molti amici», si legge. 

LA SCOMPARSA DI MARIA DE LOS ANGELES GONZALEZ COLINET

 

 

L’Interpol è stata mobilitata per accertare il presunto mancato cambio di vita di Minetti, verificare festini a base di prostitute e bagordi. Le prime verifiche degli agenti avrebbero dato esito negativo. Ma gli inquirenti devono anche capire eventuali coinvolgimenti nella drammatica morte di Mercedes Nieto, indicata inizialmente, nelle ricostruzioni giornalistiche, come avvocata della famiglia, ma in realtà solo tutrice del bambino. L’avvocata della famiglia, tra l’altro, gode di ottima salute, ricordano i legali di Minetti. Anche i dubbi sulla possibile omissione della pregressa condanna di Minetti in Italia nell’iter di adozione viene smentita dai suoi legali. 

 

sentenza del tribunale di Maldonado

In un comunicato spiegano che in Uruguay sapevano tutto. «Nel complessivo procedimento di adozione sono stati rappresentati in maniera trasparente i procedimenti penali italiani di Nicole Minetti. La scelta dei giudici uruguaiani di dare il bambino in adozione alla coppia Minetti e Cipriani è stata assunta sulla base dell’istruttoria svolta dalle autorità competenti sui contesti famigliari dei richiedenti; si è trattato quindi di una valutazione comparativa ben ponderata basata su risultanze oggettive», scrivono Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra. 

 

C’erano due famiglie pronte all’adozione, inizialmente la coppia italiana sarebbe stata esclusa e riammessa a seguito di ricorso, secondo le ricostruzioni dei media di Montevideo. Alla fine l’Inau, l’ente delle adozioni in Uruguay, ha deciso di affidare definitivamente il bimbo a Minetti-Cipriani, perché convinto che quella fosse la scelta migliore per il minore. 


Mediaset getta sale sulle ferite aperte al Colle e a Palazzo Chigi


MEDIASET È RIUSCITA A FAR INCAZZARE SIA MATTARELLA CHE MELONI – LA GRANA MINETTI HA SCATENATO IL NERVOSISMO A DESTRA, BASTA GUARDARE COSA SUCCEDE NEL BISCIONE. SU RETE 4 DEL DEBBIO HA OSPITATO MASSIMO DE MANZONI, CONDIRETTORE DELLA “VERITÀ”, CHE HA INSISTITO SUL RUOLO DEL COLLE NELLA CLEMENZA ALL’EX IGIENISTA DENTALE. DOPO LA TELEFONATA DEL PORTAVOCE DI MATTARELLA, GIOVANNI GRASSO, AL CAPO DELL’INFORMAZIONE MEDIASET, MAURO CRIPPA, È ARRIVATA IN DIRETTA LA LETTURA DELLA PRECISAZIONE CHE IL QUIRINALE “NON HA POTERI ISTRUTTORI” SULLA GRAZIA – ANCHE LA DUCETTA CE L’HA CON RETE 4 PER L’OSPITATA DI SIGFRIDO RANUCCI A “È SEMPRE CARTABIANCA” E PER LA SPARATA SULLA NON CONFERMATA PRESENZA DI NORDIO NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI IN URUGUAY (SMENTITA DAL GUARDASIGILLI). MELONI HA DATO L’ORDINE A FDI DI DISERTARE IL PROGRAMMA DI BIANCA BERLINGUER - MARINA BERLUSCONI E’ SEMPRE PIU’ LONTANA DA GIORGIA MELONI: LO SGUARDO DI FORZA ITALIA VA VERSO SINISTRA...

 

Estratto dell’articolo di Lorenzo Giarelli e Ilaria Proietti per “il Fatto quotidiano”

 

carlo nordio sergio mattarella

La grana Minetti rende nervosi, soprattutto a destra. Lo si capisce da ciò che si muove intorno a Mediaset, da sempre spia dell’umore e delle mosse della coalizione, ma pure da come la premier Giorgia Meloni reagisce in conferenza stampa a una domanda sul caso della grazia[…].

 

La presidente del Consiglio si presenta in conferenza stampa dopo l’approvazione del Piano Casa e del decreto sulle accise, percependo però che la domanda su Nicole Minetti potrebbe oscurare tutto. E perciò si sfoga: “Due giorni fa mi sono presentata con un decreto che stanziava 2 miliardi sul lavoro e mi avete fatto otto domande su Minetti.

 

LA GRAZIA - MEME BY EMILIANO CARLI

Oggi mi presento con un altro provvedimento da 10 miliardi sulle case e voi mi chiedete del caso Minetti. Posso chiedervi ogni tanto di parlare anche di quello che faccio io? Sono domande un po’ campate in aria”.

 

Qualche ora prima era arrivata una nota del Quirinale che in qualche modo scuda anche il ministro Carlo Nordio. “Quando giunge al Quirinale una domanda di grazia accompagnata da parere favorevole degli organi giudiziari competenti, il presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia. In questo caso la domanda era accompagnata da un parere dell’autorità giudiziaria ampiamente e decisamente favorevole”. […]

 

Ma per svelenire il clima con Meloni imbufalita per le interpretazioni della lettera del Colle a Nordio del 27 aprile è necessario aggiungere anche un altro passaggio. “Il presidente ha dunque ritenuto necessario chiedere, di intesa con il ministero della Giustizia, che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento. Adesso è doveroso che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche”.

 

Giovanni Grasso Mattarella

Si intuisce che se gli accertamenti dovessero verificare la falsità anche di un solo elemento allegato alla domanda di grazia o se emergessero condotte criminose a carico di Minetti, il Colle è pronto a revocare la grazia. Ma da un altro punto di vista farebbe di certo comodo a tutti se la magistratura confermasse la bontà degli atti. […]

 

Del resto sono giorni di tensioni. E qui si torna a Mediaset. Martedì, Del Debbio ha dovuto gestire il fastidio del Quirinale per l’ospitata a 4 di sera di Massimo De Manzoni, condirettore della Verità, che ha insistito sul ruolo attivo del Colle nella clemenza all’ex igienista dentale. A stretto giro la telefonata del “portavoce” di Mattarella, Giovanni Grasso, al direttore generale dell’informazione Mediaset, Mauro Crippa.

 

paolo del debbio giorgia meloni atreju foto lapresse 1

Dopo la pubblicità, Del Debbio torna in studio: “Devo dare lettura di quanto ci arriva dal Quirinale...”. Ossia la precisazione che il Colle “non ha poteri istruttori” sulla grazia.

 

Ma pure Meloni ce l’ha con Rete 4. Colpa dell’ospitata di Sigfrido Ranucci a È sempre Cartabianca, occasione in cui il conduttore di Report ha dato conto di una pista che avrebbe portato il ministro Nordio nel ranch di Giuseppe Cipriani in Uruguay. Nordio ha smentito in diretta, pur confermando di essere stato in Uruguay in visita ufficiale nel 2025. Dalla rabbia di Meloni parte l’input al partito di fermare le ospitate da Bianca Berlinguer.

 

sigfrido ranucci - carlo nordio - e sempre cartabianca

Contro Ranucci ci si mette pure la Rai. Mercoledì il confronto col direttore dell’Approfondimento, Paolo Corsini, che gli contesta un danno “reputazionale”. Poi, ieri, Ranucci viene a sapere della lettera di richiamo, ma anche che “non verrà fornita alcuna tutela legale” in caso di querela di Nordio.

 

[…]  Giusto per stare a Mediaset, Nicola Porro ha un posizionamento molto critico sull’inchiesta del Fatto e per la prossima puntata starebbe lavorando sulle carte della grazia.

 

mai dire uruguay meme su carlo nordio e nicole minetti by 50 sfumature di cattiveria

Tutto ciò si presterà ad altre letture politiche, tenendo anche conto che ha spesso e volentieri ospite Giorgio Mulè, uno dei forzisti più vicini alla famiglia Berlusconi. Chissà se il Colle e Meloni possono stare sereni.

Difficile per l'Italia smontare l'adozione in Uruguay


FESTE, OPERE E OMISSIONI DI NICOLE MINETTI! NEGLI ATTI URUGUAIANI CHE HANNO PORTATO ALL’ADOZIONE DEL BAMBINO C'E' UNA "GRAVE OMISSIONE": NON È RIPORTATA LA CONDANNA DELL’EX IGIENISTA DENTALE - AL SETACCIO DEGLI INQUIRENTI LE OPERAZIONI DELLA COPPIA MINETTI-CIPRIANI IN SUDAMERICA: DALLE FESTE DEL “GIN TONIC” RANCH ALLE LISTE DEGLI INVITATI FINO AI CONTATTI CON EPSTEIN. L’INTERPOL, ATTIVATA DALLA PROCURA GENERALE DI MILANO, INDAGA SULL’ENTE “INAU”, CHE HA GESTITO LA PRATICA DI ADOZIONE IN URUGUAY (UN’ALTRA COPPIA STAVA PER OTTENERE L’AFFIDO DEL PICCOLO, FINCHÉ NON SONO ARRIVATI I DUE “RICCHI STRANIERI”) - TUTTAVIA I MARGINI RESTANO LIMITATI: L’ITALIA NON PUÒ DISCONOSCERE UNA SENTENZA DI ADOZIONE SENZA CHE EMERGA CHIARAMENTE CHE SIA FALSA O VIZIATA. E CERTO NON POSSONO ESSERE GLI ITALIANI A FARE INDAGINI SU COME...

 

NICOLE MINETTI CON T SHIRT SENZA SONO ANCHE MEGLIO

L’elenco degli invitati, pescato tra articoli di gossip e cronache mondane. Le indicazioni degli informatori locali dall’interno del ranch. Una «grave omissione»: negli atti uruguaiani che hanno portato all’adozione non è riportata la condanna di Nicole Minetti. 

 

(...) Le testimonianze di chi lavora all’Inau (Instituto del Niño y Adolescente del Uruguay), l’ente statale uruguaiano che si occupa dei diritti dei minorenni. E, soprattutto, il racconto di una coppia che sostiene di aver voluto adottare quel bambino poi assegnato a Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani.

 

 

È così che prende forma la caccia alla vita uruguaiana dell’ex consigliera regionale lombarda. Una ricerca che si muove su due livelli: da un lato le verifiche ufficiali attivate dalla procura generale di Milano, che ha delegato Interpol; dall’altro il lavoro sul campo, tra Maldonado e dintorni, dove il caso è ormai esploso anche sui media locali.

 

(...)

 

 

GIUSEPPE CIPRIANI NICOLE MINETTI

Una coppia ha raccontato al programma Telenoche di aver avuto il bambino poi affidato a Minetti e Cipriani con sé per due anni, a tempo parziale, e di aver avviato un percorso formale per adottarlo. «Ci hanno detto che eravamo idonei», spiegano. Poi, all’improvviso, la comunicazione: il minore era stato affidato a un’altra famiglia, straniera. Uno scenario che contraddice la versione finora fornita dall’Inau, secondo cui non vi sarebbero state alternative disponibili.

 

Sul piano italiano, tuttavia, i margini restano limitati: l’Italia non può disconoscere una sentenza senza che emerga chiaramente che sia falsa o viziata. E certo non possono essere gli italiani a fare indagini su come quella sentenza sia stata prodotta. Detto questo, «non sarà tralasciato nulla», ripetono.

 

Ma le verifiche vanno avanti, anche su un altro fronte, quello della «second life» raccontata da Minetti nella richiesta di grazia, dove parlava di un’esistenza cambiata, dedicata al lavoro e al volontariato accanto a un compagno «lontano da contesti di devianza».

 

nicole minetti

È davvero così? Tra il lavoro che faranno gli investigatori di Interpol c’è quello di mettere in fila i partecipanti alle feste del Gin Tonic ranch, una specie di club che potrebbe essere a Ibiza o forse anche in Texas, tra sdraio e cappelli da cowboy. In queste ore si stanno ricostruendo le frequentazioni di Minetti e di Cipriani, anche grazie alle dichiarazioni di chi lavora o lavorava all’interno.

 

Dai contatti con Epstein fino alle ormai mitologiche feste, di cui la stampa uruguaiana si sta occupando, con ospiti vip e – dicono i giornali locali – anche escort da mezzo mondo.




E "Domani" a sorpresa 'grazia' Minetti e smonta il Fatto



FERMI TUTTI: LE CARTE DANNO RAGIONE A NICOLE MINETTI! – “DOMANI” PUBBLICA IN VERSIONE INTEGRALE IL VERDETTO DI ADOZIONE DEL BAMBINO AFFIDATO ALL’EX IGIENISTA DENTALE, CHE SMENTISCE A SUA VOLTA “IL FATTO QUOTIDIANO”: “LE PRIME RICOSTRUZIONI PARLAVANO DI UN BAMBINO ‘STRAPPATO’, ‘NON ABBANDONATO ALLA NASCITA’. E, INVECE, LA SENTENZA DEL GIUDICE GRECIA GONZALVEZ DEL 15 FEBBRAIO 2023 SEMBRA DIRE IL CONTRARIO. “DAGLI ATTI SI LEGGE CHE…” – VIENE RIDIMENSIONATA ANCHE LA MORTE, CARBONIZZATA, DELL’AVVOCATA DELLA FAMIGLIA DEL PICCOLO…

 

Estratto dell'articolo di Enrica Riera e Nello Trocchia per “Domani”

 

sentenza del tribunale di Maldonado

Anno 2023, febbraio. Il tribunale di Maldonado, in Uruguay, emette una sentenza che sembra chiarire ogni aspetto della storia che, in questi giorni, ha mandato in tilt le istituzioni del nostro paese. Domani ha letto il verdetto di adozione e lo pubblica ora in versione integrale e in pdf, in modo che i lettori possano leggerlo. Oggi è stato pubblicato solo in minima parte da alcuni giornali.

 

L’iter di affidamento del bimbo da parte di Nicole Minetti, graziata dal presidente della Repubblica, e del suo compagno, Giuseppe Cipriani, è stato al centro dell’inchiesta a puntate pubblicata dal Fatto.

 

Le prime ricostruzioni parlavano di un bambino «strappato», «non abbandonato alla nascita». E, invece, la sentenza del giudice Grecia Gonzalvez del 15 febbraio 2023 (di 15 pagine quella originale, noi pubblichiamo anche la traduzione in italiano allegata agli atti e firmata da un perito giurato) che permette l'adozione definitiva di un bimbo “gravemente malato” alla coppia italiana, sembra dire il contrario.

 

GIUSEPPE CIPRIANI NICOLE MINETTI

«Dagli atti si legge a pagina 1 “risulta che i genitori di F. (che con la sentenza perderanno definitivamente la patria potestà, ndr) hanno abbandonato il bambino al momento della sua nascita a dicembre 2017, secondo il fascicolo IUE 285-13/2018. Senza altri parenti responsabili e con il padre provato della libertà (era in galera, ndr) si è deciso di collocarlo provvisoriamente presso l'Inau in attesa di una famiglia». E ancora: «I genitori (biologici, ndr) non hanno mai mostrato interesse per lui, non lo hanno mai visitato e non si sono mai interessati alla sua salute».

 

La sentenza integrale

sentenza del tribunale di Maldonado

Sul punto la giudice è netta. All’interno degli atti si trovano cinque diverse testimonianze giurate (Juliana De Armas Valentin, Carla Bianco, Valter Vicente, Viviana Riera, Amalia Muriel Lucas) a supporto della sentenza del giudice.

 

«I testimoni confermano che il bambino è affidato alla parte attrice (Minetti e marito), che è felice, e che i suoi bisogni sono soddisfatti, oltre alle cure e al sostegno emotivo. Che sono riconosciuti dal bambino come i suoi genitori. È stato accertato che il bambino non ha contatti con la sua famiglia d’origine (…); riceve un trattamento psicologico e un'assistenza sanitaria completa”.

 

La testimone Marilela Sanchez (direttrice al tempo del dipartimento di sorveglianza dell'orfanotrofio, ndr) riferisce di conoscere la parte attrice (Minetti) e il bimbo, dichiara però di non conoscere la madre del bimbo e neanche il padre di origine, che non si sono mai presentati alla direzione di adozioni».

 

NICOLE MINETTI E GIUSEPPE CIPRIANI

In un altro passaggio si legge: «Il bimbo è consapevole di avere una famiglia d’origine e il processo su cui si sta lavorando è a lui favorevole perché “è consapevole della sua identità adottiva”».

 

La sentenza continua: «I genitori che, si ribadisce, hanno abbandonato il bambino, non hanno cercato di sapere dove si trovasse, non si sono presentati all'Inau per avere notizie su di lui (...) È opportuno in questo procedimento concedere la separazione definitiva richiesta, il legame con i genitori è inesistente (...) non è possibile mantenere il minore nella sua famiglia di origine, visto che fa già parte della famiglia Cipriani – Minetti».

 

GIUSEPPE CIPRIANI E NICOLE MINETTI

Ma coma mai alcune ricostruzioni avevano ipotizzato una causa tra Minetti e i genitori naturali del bambino, ipotizzando un contenzioso legale? In realtà si tratta di una procedura obbligatoria in caso di abbandono di minore e richiesta di adozione: nel corso della vicenda i giudici emettono vari “editti” pubblici come atto di citazione per genitori naturali di F. scomparsi (in questo caso secondo i giudici uruguaiani anche il loro indirizzo era sconosciuto), chiedendo a loro di presentarsi alle autorità per rivendicare la patria potestà. Nessuno, però, si è mai presentato secondo la sentenza.

 

Il ruolo dell’avvocata

giuseppe cipriani e nicole minetti

C’è un altro punto chiave, un dettaglio che lunedì ha preoccupato il Quirinale e indotto le istituzioni a chiedere subito la revisione della pratica che, forse, è stata gestita in modo frettoloso e senza rigidi accertamenti sulle attività all’estero della coppia. Su questo Domani ha svelato i trascorsi di Cipriani tra evasione fiscale e frequentazioni con soggetti della malavita, risalenti alla prima decade del 2000. Che, spiegano fonti vicino al procura generale, non sono comunque rilevanti ai fini della concessione della grazia.

 

Il dettaglio che ha fatto sobbalzare Mattarella dalla sedia è il racconto della morte, carbonizzata con il marito in un incidente in casa ancora da chiarire, dell’avvocata Mercedes Nieto.

 

La prime ricostruzioni parlavano di lei come avvocata dei genitori biologici di F, in un presunto contenzioso contro Minetti e Cipriani. Ma secondo la sentenza la ricostruzione è diversa. Nieto ha avuto certamente un ruolo nella vicenda dell'adozione, ma come legale d'ufficio del bimbo. Non c'è dunque alcun collegamento diretto tra Nieto con la madre biologica, che ora risulta scomparsa.[…]

Ora la Procura ha dubbi sulla nuova vita di Minetti


LA PROCURA GENERALE INDAGA SULLA VITA DI MINETTI ALL'ESTERO "VERIFICARE SE È CAMBIATA"

Estratto dell’articolo di Rosario Di Raimondo per “la Repubblica”

 

La Procura generale indaga, Nicole Minetti si difende.

 

[…] Attraverso una delega all'Interpol si vuole capire se da Ibiza all'Urugay possano emergere criticità nella "seconda vita" di Minetti. La prima, che la vedeva protagonista delle «serate di Arcore», dalle carte sembra un lontano ricordo.

 

Nel parere positivo della procura generale si parla di una «radicale presa di distanza dal passato deviante», di una «seria e concreta volontà di riscatto sociale», di un «contesto» diverso da quello che portò alla condanna per induzione alla prostituzione.

 

NICOLE MINETTI

Ecco, l'ombra di accuse simili nel «ranch» di Cipriani o i rapporti di quest'ultimo con Epstein, come emerge dalle ricostruzioni giornalistiche, sembrano mettere in dubbio questa seconda vita.

 

Da qui la delega alle forze di polizia per capire se nel presente e nel recente passato di Minetti e del compagno spuntino elementi che facciano cambiare idea – e sarebbe un fatto inedito – sulla grazia.

 

Se gli approfondimenti dovessero restituire un quadro che riporta alla vita precedente di Minetti, la Procura generale potrebbe stavolta dare un parere negativo; poi la palla passerà al ministero della Giustizia e infine di nuovo al Quirinale. […]

 

TRA IBIZA E IL RANCH: INDAGINI SULLA “NUOVA VITA” E SULL’ADOZIONE

Estratto dell’articolo di Davide Milosa per “il Fatto quotidiano”

 

GIUSEPPE CIPRIANI NICOLE MINETTI

Lo ha detto chiaramente: le serate del bunga bunga sono il passato. Nicole Minetti ne ha fatto un punto cardine nella sua richiesta di grazia. Le cene di Arcore, le Olgettine e tutto il resto, condanna per favoreggiamento alla prostituzione compresa, sono ormai lontani dalla sua vita attuale.

 

[…] Minetti ha tagliato con il passato oppure no? In questa chiave, è stato spiegato ieri, anche la conferma di feste sopra le righe, seppur non collegate direttamente alla prostituzione, farebbe crollare il castello di carta di Nicole Minetti.

 

Allo stato, è stato spiegato, non risultano all’estero indagini a suo carico. Naturalmente, oltre alla nuova vita dell’ex igienista dentale di Berlusconi, ex consigliera regionale, ex “olgettina” e “madame” delle cene eleganti di Arcore, la Procura generale e il sostituto Gaetano Brusa hanno affidato diverse deleghe d’indagine all’Interpol e ai carabinieri.

 

BERLUSCONI TRA RUBY MINETTI PASCALE

[…] Quella “seria e concreta volontà di riscatto sociale”, secondo la Procura generale, cozza, e non poco, rispetto alle testimonianze raccolte dal Fatto sui comportamenti tenuti da Minetti all’interno del ranch in Uruguay. Feste, clienti vip e accanto tante ragazze, tutte giovanissime, quasi a sfiorare la minore età, e tutte agli ordini di Nicole.

 

Un quadro che, come detto, ricorda molto da vicino la storia del Rubygate che a Minetti, proprio per i contatti con le “olgettine”, è costata la condanna a tre anni per favoreggiamento della prostituzione, poi aumentati di undici mesi per la sentenza sul caso “Rimborsopoli” in Consiglio regionale.

 

nicole minetti e grazia ricevuta da sergio mattarella - vignetta by vukic

È questa, dunque, la delega più importante. Naturalmente, è stato spiegato ieri dalla Procura generale, la difficoltà sarà nel trovare testimoni con nomi e cognomi e le cui dichiarazioni possano essere allegate al fascicolo.

 

Ma varrebbe anche una denuncia per schiamazzi, che potrebbe poi aprire la pista dei festini. In questo senso vi è più probabilità di trovare qualche spunto a Ibiza, rispetto al ranch di Punta del Este. Per le verifiche ci vorranno giorni ma – viene assicurato – saranno veloci dopo le richieste di chiarimenti del tribunale.




Il Quirinale: attendiamo i chiarimenti richiesti

(Adnkronos) - "Quando giunge al Quirinale una domanda di grazia accompagnata da parere favorevole degli organi giudiziari competenti il Presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia. In questo caso la domanda era accompagnata da un parere dell'autorità giudiziaria ampiamente e decisamente favorevole".

 

E' quanto affermano fonti del Quirinale, interpellate sui nuovi sviluppi del caso Minetti. "Successivamente, sulla stampa sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentante alla base della domanda di grazia e del parere che l'accompagnava", aggiunge la stessa fonte.

 

"Il Presidente ha dunque ritenuto necessario chiedere - d'intesa con il Ministero della Giustizia - che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento. Adesso è doveroso - conclude la fonte - che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche da parte della Magistratura".


Caso Minetti, Nordio si arrocca: i responsabili la pagheranno

 IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA SI CHIUDE NEGLI UFFICI DI VIA ARENULA DOPO L’ENNESIMO PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI - LA LINEA DI FRATELLI D’ITALIA: È STATO DIFFUSO UN DOSSIER AI PARLAMENTARI IN CUI SI INVITA A TENERE IL PUNTO: “È SCORRETTO TENTARE DI ADDEBITARE AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA RESPONSABILITÀ; SE DAGLI ULTERIORI ACCERTAMENTI DOVESSERO EMERGERE CONDOTTE ILLECITE O TENTATIVI DI TRARRE IN INGANNO LE ISTITUZIONI, SARÀ OPPORTUNO CHE I RESPONSABILI NE RISPONDANO”. MORALE DELLA FAVA: SI CONTINUA AD ADDITARE LA PROCURA GENERALE, CHE PERÒ HA AGITO SU INDICAZIONE DEL MINISTERO (CHE NON HA RICHIESTO ULTERIORI APPROFONDIMENTI)

Estratto dell’articolo di Concetto Vecchio e Gabriella Cerami per "la Repubblica”

 

mai dire uruguay meme su carlo nordio e nicole minetti by 50 sfumature di cattiveria

Asserragliato nel suo ufficio. Carlo Nordio ha disdetto tutti gli appuntamenti fuori da queste mura. Il ministero della Giustizia è diventato il fortino nel quale rifugiarsi in attesa che sulla sua scrivania arrivino nuove carte dalla procura generale di Milano per stabilire se c'erano o no i presupposti per concedere la grazia a Nicole Minetti.

 

Ieri pomeriggio il Guardasigilli era atteso alla Camera per la presentazione del decimo rapporto Censis sull'avvocatura 2026, ma non ha mai varcato il portone di Montecitorio. Ad affrontare le domande dei cronisti  […] è stato mandato il suo vice Francesco Paolo Sisto dopo però aver stabilito la linea da seguire in un incontro avuto al mattino, in via Arenula, con il ministro e l'altro vice Andrea Ostellari.

 

Nordio è nervoso. Ma l'immagine che vuole dare di sé è di chi porta avanti il suo lavoro, tra la firma di un'intesa con i sindacati e un incontro con l'Associazione nazionale magistrati. […]

 

NICOLE MINETTI

«Abbiamo documenti che dimostrano che abbiamo ottemperato le procedure al 101%», ha detto. Ma i nodi restano: se ad esempio il ministero abbia indicato alla procura un perimetro di indagine per la pratica della grazia solo nazionale e non estesa all'Uruguay, paese d'origine del bambino adottato. La difesa viene affidata a Sisto, in transatlantico a Montecitorio: «Non so chi l'ha raccontata questa balla. Noi non diamo indicazioni. La procura agisce in assoluta libertà qualitativa e quantitativa. Non c'è nessun perimetro».

 

Il viceministro prova a derubricare il tutto a una questione «non politica» ma «giuridica: qualcuno dice che la grazia si può revocare, qualcuno che bisogna annullarla perché siamo di fronte a una patologia del procedimento amministrativo per non veridicità dei presupposti e a me piace più la seconda soluzione».

 

carlo nordio beve uno spritz

Al Quirinale aspettano l'esito dell'inchiesta della Procura generale senza sposare alcuna tesi. Ci tengono a ribadire che la lettera inviata l'altro giorno dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al ministro Nordio, quella in cui sono stati chiesti chiarimenti con «cortese urgenza», non implicava una critica al Guardasigilli che aveva avuto modo di valutare le stesse carte poi finite sul tavolo del capo dello Stato.

 

La domanda di grazia, presentata nel luglio scorso dai legali di Minetti, era arrivata all'ufficio "Comparto grazie" del Quirinale, che com'è prassi, l'ha poi inviata al ministero affinché avviasse l'iter delle verifiche con la procura generale di Milano.

 

NICOLE MINETTI

Il presidente della Repubblica dice sì o no soltanto davanti ai casi istruiti. Nel caso di Nicole Minetti ciò è avvenuto il 18 febbraio. Oggi Mattarella sarà a Pontedera, alla Piaggio, per la tradizionale visita a una fabbrica in occasione della festa del Primo maggio. Sono 80 anni della Vespa. È la prima uscita pubblica dopo la lettera a Nordio. Ma oggi il presidente parlerà di lavoro e non del caso Minetti.

 

Che però continua a far discutere tra i corridoi di Montecitorio. Fratelli d'Italia ha preparato un dossier a uso interno in cui si spiega che è «scorretto tentare di addebitare al ministro della Giustizia responsabilità» e «se dagli ulteriori accertamenti dovessero emergere condotte illecite o tentativi di trarre in inganno le istituzioni, sarà opportuno che i responsabili ne rispondano». Il dito viene puntato ancora contro la procura generale.


Il Fatto: ecco la prova. Minetti ha mentito sul bambino abbandonato

“IL FATTO” HA LA “PROVA” CHE SMENTISCE NICOLE MINETTI! NELL’ISTANZA DI GRAZIA PRESENTATA DALL’EX IGIENISTA DENTALE CARA A BERLUSCONI, IL BAMBINO ADOTTATO INSIEME AL COMPAGNO, GIUSEPPE CIPRIANI, VENIVA DEFINITO “ABBANDONATO ALLA NASCITA”, MA NON È COSÌ. IL QUOTIDIANO PUBBLICA LA SENTENZA DEL TRIBUNALE URUGUAIANO CHE STABILÌ LA “SEPARAZIONE DEFINITIVA” DEL PICCOLO DALLA FAMIGLIA DI ORIGINE: IL BIMBO NON FU MAI “ABBANDONATO”, MA AFFIDATO ALL’ENTE STATALE “INAU” DALLA MADRE INDIGENTE – LA BATTAGLIA LEGALE FU COMBATTUTA CON ARMI IMPARI: I GENITORI BIOLOGICI VIVEVANO IN MISERIA E NON POTEVANO PERMETTERSI UN AVVOCATO. A RAPPRESENTARE IL MINORE ERA MERCEDES NIETO, MORTA CARBONIZZATA NEL GIUGNO 2024 IN CIRCOSTANZE ANCORA MISTERIOSE…

il fatto quotidiano - la sentenza del tribunale uruguaiano sull adozione che smentisce nicole minetti

“BIMBO ABBANDONATO”: ECCO LA PROVA DALL’URUGUAY CHE SMENTISCE MINETTI

Estratto dell’articolo di Thomas Mackinson per “il Fatto quotidiano”

 

“Separacion Definitiva, adopcion plena y perdida de patria potestad”. Inizia così la Sentencia del 15 febbraio 2023 emessa dal Tribunale di Maldonado. Un documento che il Fatto è ora in grado di mostrare.

 

Questa sentenza costituisce la prova di quanto abbiamo ricostruito: il bimbo non era affatto “abbandonato alla nascita”, come viene definito nell’istanza di grazia, ma aveva due genitori biologici, poveri e pieni di problemi.

 

A costoro la patria potestà è stata sottratta a seguito di una causa civile intentata da Nicole Minetti e dal compagno Giuseppe Cipriani, durata più di tre anni.

 

[…]  L’oggetto della causa […]. è l’adozione piena e la perdita della patria potestà per la famiglia naturale.

 

GIUSEPPE CIPRIANI NICOLE MINETTI

Le carte ripercorrono la difficile vita del bambino, nato nel dicembre 2017. Nel 2018 non era stato abbandonato in strada, ma affidato all’ente statale Inau come misura estrema e per massimo 45 giorni a causa della madre indigente e della reclusione del padre in carcere.  […] Il testo illustra l’ingresso dei due italiani, presentatisi inizialmente come volontari presso l’ente per l’infanzia Inau.

 

Anche grazie alle loro ingenti risorse, ottengono a fine 2020 una “licenza” per trasferire il minore nella tenuta la Chacra Gin Tonic a La Barra, dove – secondo le testimonianze raccolte dal Fatto – si svolgevano le feste con “chicas”, anche minorenni. E Minetti avrebbe fatto da “madama” come ad Arcore e a Ibiza.

 

Punta del Este - uruguay

Il documento mette poi a verbale che il 12 ottobre 2021 la coppia porta il bambino negli Usa, al Boston Children's Hospital, per sottoporlo a un delicato intervento chirurgico. Anche se la potestà piena arriverà solo nel luglio 2023.

 

[…] A far vincere questa clamorosa battaglia legale è stata anche la schiacciante disparità di mezzi economici. I genitori biologici vivevano in miseria assoluta, tanto che usufruivano del beneficio dell’ausiliatoria de pobreza. Non potevano permettersi un avvocato. A rappresentare il minore era Mercedes Nieto, trovata carbonizzata nel giugno 2024 in circostanze ancora misteriose per cui si indaga per omicidio.

 

il fatto quotidiano - la sentenza del tribunale uruguaiano sull adozione che smentisce nicole minetti

La giudice elenca i vantaggi che la coppia italiana poteva offrire. Non solo la possibilità di sostenere l’intervento a Boston a loro spese. Il bambino poteva vivere con un tenore di vita altissimo, “frequentare l’International College Punta del Este” e godere di tutti i privilegi che il lusso dei milioni di Minetti e Cipriani potevano permettergli. […]

 

Lo scandalo, intanto, ha varcato l’oceano ed è arrivato in Parlamento. La senatrice uruguaiana Graciela Barrera de Novo dichiara al Fatto: “Ho presentato una formale richiesta di informazioni a diversi ministeri in merito alle notizie emerse sull’adozione del bambino […]. Per una risposta ci vorranno 20 giorni lavorativi”.

 

giuseppe cipriani e nicole minetti

Le crepe di questa fiaba si allargano a dismisura: testate locali come La Diaria De Maldonado e FM Gente hanno raccolto testimonianze sull’irregolarità di questa adozione, allargando l’inchiesta al dramma delle adozioni forzate e al licenziamento dell’ex direttore dell’Inau di Maldonado, Daniel Guadalupe.

 

Si indaga sulle pressioni interne a un ente finito al centro di una bufera per 114 minori morti negli ultimi cinque anni. Una gigantesca “fabbrica di orfani” da cui due milionari hanno pescato, indisturbati, la chiave per ottenere la grazia di Stato.

 

QUELLE VERIFICHE MAI PARTITE SULLA GRAZIA A NICOLE MINETTI: COSÌ ARRIVÒ IL SOLLECITO DEL MINISTERO ALLA PROCURA

Estratto dell’articolo di Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

[…] L’altro punto nodale da chiarire attraverso il Servizio di cooperazione internazionale riguarda «le modalità» di adozione del bambino, che al cognome originario ha aggiunto quelli italiani dei genitori adottivi.

La Mano di Mario Irarrazabal a Punta del Este.- uruguay

 

Un minorenne «abbandonato alla nascita», è scritto nell’istanza dell’avvocata Calcaterra, che per le gravi patologie di cui soffre «aveva pochissime possibilità di essere adottato; l’unica era un’adozione speciale da parte di una famiglia disposta ad accettare consapevolmente tutte le sue fragilità».

 

Come la coppia Cipriani-Minetti, che a marzo 2020 ha avviato l’ iter conclusosi il 15 febbraio 2023.

 

Ora gli investigatori cercheranno di approfondire, ma a luglio 2024 il tribunale per i minorenni di Venezia ha già riconosciuto e dichiarato efficace anche in Italia la sentenza di adozione uruguayana «pronunciata sul presupposto che il minore si trovava in stato di abbandono sin dalla nascita, con separazione definitiva dai genitori biologici, i quali sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale».

NICOLE MINETTI

 

Tutto regolare, ma dopo l’inchiesta giornalistica de Il Fatto i magistrati milanesi vogliono verificare se quel presupposto è veritiero […].

 

I controlli vanno estesi anche alle notizie diffuse sulla morte dell’avvocata dei genitori biologici e di suo marito, per sapere se eventuali indagini su quei decessi coinvolgano in qualche modo Minetti e il suo compagno.  […]

 

 

CASO MINETTI, I CONTROLLI SULL’ADOZIONE POLEMICHE IN URUGUAY: FU IRREGOLARE

Estratto dell’articolo di Francesco Battistini per il “Corriere della Sera”

 

LA GRAZIA - MEME BY EMILIANO CARLI

Como el Uruguay no hay . […] El Paesito è piccolo, la gente mormora, dall’Italia chiedono e anche la stampa di qui, adesso, lo strilla: ci fu una «procedura che è sempre stata considerata altamente irregolare», dietro l’adozione di quel bimbo, e una fonte interna all’Inau — l’Istituto per l’infanzia e l’adolescenza — rivela che il piccolo chiamava quei due «mamma e papà», questo sì, e pure chiedeva sempre di loro, ma nei tre anni che ci vollero per l’affidamento più di qualcosa non quadrò.

 

Un vice di Carlo Nordio liquida come «balla spaziale» il fatto che le indagini italiane si limitarono al perimetro di casa nostra e se ne infischiarono del ranch Gin Tonic. Un avvocato di Montevideo, che resta anonimo, ricorda il contrario. E dice che comunque «bastava fare qualche domanda in giro».

 

[…] Anche «il compagno potente della fidanzata di Berlusconi», come un giornale chiama el señor José , si vedeva e non si vedeva e adesso anche meno di prima, un po’ come la grande Mano semisepolta. Sbarcano i funzionari dell’Interpol e dell’Europol: altro che Svizzera del Sudamerica, gli (uru)guai di Nicole e il loro fardello da tre anni e 11 mesi stan facendo perdere l’equilibrio perfetto di patrimoni nascosti, pensionati tranquilli, 600 km di coste che portano turismo e reddito.

 

la ladra di bambini meme su nicole minetti by emiliano carli

[…]  «Servono prove», scrive un giornale. E dunque, nell’ordine: dov’è finita la madre naturale del bambino; che morte fu quella dei suoi avvocati d’ufficio che bruciarono vivi «per una stufa malfunzionante»; chi andava e veniva nel ranch Gin Tonic descritto modello Epstein; chi all’Inau si sognò d’affidare un bambino per nulla orfano a una condannata per i festini di Arcore con le minorenni.

 

A Montevideo spiegano che un’altra famiglia, con entrambi i genitori incensurati, sarebbe stata bocciata e che Minetti avrebbe convinto i giudici che, il reato per cui era stata condannata in Italia, in Uruguay non ha la stessa gravità […]



LA GRAZIA A NICOLE MINETTI: L’ULTIMO REGALO DELLA ZARINA GIUSI BARTOLOZZI A NORDIO – RONCONE: “IL FASCICOLO CHE RIGUARDAVA L’EX IGIENISTA DENTALE DI SILVIO BERLUSCONI 'FU ISTRUITO QUANDO LEI ERA ANCORA AL COMANDO DELL’UFFICIO DI GABINETTO E DELL’INTERO MINISTERO' SOFFIANO, MALVAGI, A VIA ARENULA - PER GIUSI BARTOLOZZI, LA PROCURA DI ROMA, DUE SETTIMANE FA, HA CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO: È IMPUTATA PER “FALSE DICHIARAZIONI” RESE AGLI INQUIRENTI DURANTE L’INDAGINE SU UN ALTRO TREMENDO GUAZZABUGLIO, IL CASO ALMASRI – “È LA MIA MINISTRA”, DICEVA CARLO NORDIO, DI CUI LEI VOLEVA RILEGGERE PERSINO LE INTERVISTE" – QUELLE CENE CON DELMASTRO ALLA BISTECCHERIA PREFERITA DALL’EX SOTTOSEGRETARIO E DAL CLAN SENESE…

 

giusi bartolozzi

Ecco il ministero della Giustizia (...) Un tempo sarebbe uscita lei, Giusi Bartolozzi. Alta, imperiosa, accigliata. Il rumore dei tacchi rimbombava fuori dalla stanza, la voce squillante.

 

«Che succede?». Controllava tutto, decideva tutto. Molto più di una capa di gabinetto. Persino più di una zarina. «È la mia ministra», diceva lui, Carlo Nordio, il Guardasigilli in carica. Spesso compiaciuto, talvolta atterrito.

 

 

Ma la Giusi non c’è più. (...)

 

 

Questa storia della grazia a Nicole Minetti, no, sul serio: ma in che modo può essere stata possibile?

 

carlo nordio e giusi bartolozzi

Si arriva in via Arenula mettendo in fila tutti i casini degli ultimi tre anni e mezzo, uno dietro l’altro, uno più incredibile dell’altro, però davvero tanti, troppi, in un luogo designato per amministrare il diritto e la legge, nell’imparzialità, nella rettitudine. Certo quella Bartolozzi è stato un personaggio tragico.

 

E sublime. E sempre centrale. Il fascicolo che riguardava l’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi «fu istruito quando lei era ancora al comando dell’ufficio di gabinetto e dell’intero ministero», soffiano malvagi, godendo come pazzi, protetti dalla luce fioca dei putti appesi alle pareti.

GIUSI BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO

 

Per Giusi Bartolozzi, la Procura di Roma, due settimane fa, ha chiesto il rinvio a giudizio: è imputata per «false dichiarazioni» rese agli inquirenti durante l’indagine su un altro tremendo guazzabuglio, il caso Almasri, il torturatore libico rimpatriato dal governo italiano, con un volo di Stato, nel gennaio del 2025.

 

I magistrati ritengono «mendaci e inattendibili» le ricostruzioni fornite da questa siciliana di Gela, 56 anni, anche lei giudice prima nella sua città, poi a Palermo e, quindi, alla Corte d’Appello di Roma. È la compagna di un potente esponente del centrodestra nell’isola, il professor Gaetano Armao, amministrativista. La magistratura le sta stretta e così, nel 2018, il Cavaliere la paracaduta alla Camera. Resta con Forza Italia tre anni: poi rompe, passa al Gruppo Misto, risucchiata nell’anonimato. Ma ecco che Nordio la chiama a fare la vice-capo del suo gabinetto.

nicole minetti foto la presse 11

 

La grande occasione. Senza perdere un giorno, inizia la scalata. Spavalda, insonne, accentratrice («Voleva rileggere persino le interviste di Nordio»). Il capo di gabinetto, Alberto Rizzo, già presidente del tribunale di Vicenza, molla «stremato». Faranno le valigie — come ricostruito dal Foglio — anche il capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, la direttrice dell’ispettorato generale, il capo del Dap, il direttore generale dei sistemi informativi, il capo dell’ufficio stampa. I cronisti dietro a tutti: perché? «Clima invivibile».

 

(...)

 

Ma che posto è questo ministero? La sera chi va a farsi più di qualche spritz e chi invece, come la Bartolozzi e altri alti funzionari, dice no, grazie, noi andiamo proprio a cena. Lì fuori ci sono le scorte con i motori già su di giri, i lampeggianti accesi, e così subito via allegramente verso la bisteccheria preferita da Delmastro e dai Senese, i camorristi che a Roma controllano le principali piazze di spaccio.

 

GIUSI BARTOLOZZI E ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERIE D ITALIA - FOTO DEL FATTO QUOTIDIANO

Delmastro, tra l’altro, nel capodanno del 2024 è già finito dentro una sparatoria e forse sarebbe il caso di evitare d’andarci a mangiare insieme. Ma lui assicura che certi filetti al sangue sono imperdibili, è pure entrato in società con i proprietari, e trascina tutti.



 

Sulla grazia disgraziata la pupilla di Mattarella incastra Nordio

DAGOREPORT  TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

nicole minetti 70

La nebbia sul caso Minetti, con il passare delle ore, si dirada. Quel che appare chiaro è che la maggior responsabilità politica del pastrocchio della grazia all’ex igienista dentale cara a Berlusconi non è del Quirinale, ma del Ministero della Giustizia, guidato dallo spritzante Carlo Nordio

 

I magistrati e gli uffici della Procura generale della Corte di Appello di Milano, che fanno capo a Francesca Nanni, hanno precisato che si sono attenuti alle specifiche indicazioni inviate da via Arenula riguardanti le possibili falle della richiesta di clemenza, presentata dall’esperto avvocato della Minetti, Antonia Calcaterra.

 

Sul fatto che nella prima istruttoria non siano stati fatti controlli all'estero, Nanni e il suo vice Brusa hanno chiarito: "Abbiamo agito sulla base della delega del Ministero che è una delega classica, attivata in casi simili, né più né meno. Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare".  

FRANCESCA NANNI - FOTO LAPRESSE

 

Quindi, la Nanni ha aggiunto: "Normalmente il Ministero ci dice se ritiene gli accertamenti non completi, li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti". Ora, hanno ribadito, "l'interesse di tutti è chiarire", attraverso verifiche su eventuali procedimenti penali in Uruguay o all'estero "su tutte le persone" e la raccolta di documenti anche del Tribunale uruguaiano.

 

Sempre sulle precedenti verifiche Nanni ha risposto: "Magari il giornalista è stato molto bravo o qualcuno non ha detto a noi ciò che doveva dire. Potremmo alla fine anche ammettere di non essere stati perspicaci, seppure diligenti, ma prima dobbiamo fare tutte le verifiche. Voglio accertare, prima come cittadina e poi come magistrato, i fatti indicati".  

 

giuseppe cipriani e nicole minetti

Scrive Francesca Del Vecchio oggi sulla “Stampa”: “Non è un caso che a intervenire, parlando con le agenzie di stampa, sia Gaetano Brusa, il sostituto procuratore della Corte d'Appello che si era occupato della procedura. Di richieste di grazia ne arrivano tante, sui tavoli dei magistrati, e questa non aveva nulla di particolare se non il fatto di essere scritta particolarmente bene”.

 

“La stessa Procura generale, che istruì il dossier, - continua Del Vecchio - facendo richiesta per nuove indagini all'estero ha immediatamente sottolineato che nella prima documentazione ‘non risultavano anomalie’.

 

Le verifiche partite verso la fine del 2025 si sarebbero basate, però, solo sulla situazione clinica del minore, sul casellario giudiziario, sulla condotta di Minetti e sulla sua situazione in Italia. Motivo per cui ora è necessario un supplemento di indagine che potrebbe portare alla revoca della concessione dell'atto di grazia”.

 

nicole minetti 1

L'istruttoria della Procura sulla pratica Minetti è stata inviata al ministero della Giustizia, all’epoca ancora guidati con piglio militaresco dalla “zarina” Giusi Bartolozzi (ex deputata di Forza Italia, epoca Berlusconi) che ha dato il suo parere positivo, trasmettendo tutto all'attenzione del Quirinale, dove tali pratiche non vengono analizzate nel merito.

 

Lo spiegava ieri Monica Guerzoni sul sito del “Corriere”: “A chi si chiede perché il Quirinale non abbia fatto verifiche prima di firmare l'atto di clemenza, i collaboratori del presidente rispondono che il capo dello Stato non  dispone di autonomi strumenti di indagine per accertare i fatti”.

carlo nordio e giusi bartolozzi

 

Quindi, la responsabilità politica del caso Minetti ricade tutta sul capoccione dello spritzante Carlo Nordio.

 

E se fossero vere anche la metà delle clamorose notizie rivelate dal “Fatto quotidiano”, travolgerebbe non solo l'ex magistrato veneziano ma anche il governo Meloni.

 

Nulla è stato approfondita sulla la condotta di vita di Nicole Minetti e del suo comnpagno Cipriani in Uruguay, tra festini nella tenuta “Gin Tonic” a Punta del Este, la presunta gestione di escort e le possibili omissioni sull’affidamento del bambino (era stato dichiarato orfano, ma è emerso che aveva una madre, poi scomparsa nel nulla).

 

GIUSEPPE CIPRIANI - MONTEVIDEO PORTAL

Solo dopo lo scoop del "Fatto", la Procura Generale di Milano ha fatto partire "accertamenti" attraverso l'Interpol "a tutto campo e con urgenza" sul caso Minetti "su fatti indicati gravissimi". I magistrati vogliono avere informazioni e documenti dall'Uruguay, "su tutte le persone" di cui si parla, oltre alla documentazione del Tribunale uruguayano sulla causa per il minore.

 

Lo hanno spiegato la Pg Francesca Nanni e il sostituto pg Brusa. Al termine delle verifiche invieranno un parere al Ministero. "Stiamo facendo partire gli accertamenti su tutti gli aspetti emersi - ha spiegato Nanni - e abbiamo raccomandato urgenza, attivando l'Interpol. Poi, in base agli esiti valuteremo il da farsi, li estenderemo se ci sarà bisogno, non escludendo rogatorie". Dopo le nuove verifiche, "noi - ha aggiunto - siamo sempre tenuti a dare un parere e potremo evidentemente anche modificarlo e anche il Ministero darà un parere e poi il Presidente deciderà".  

 

Se tali fatti venissero confermati, e di conseguenza si arrivasse alla revoca della grazia, sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica. Una figura di merda colossale che renderebbe inevitabili le dimissioni del ministro. Una eventualità che terrorizza la Meloni che si è subito precipitata a dichiarare: "Sul caso Minetti, mi fido del ministro Nordio".

 

melania rizzoli francesca nanni evento della fondazione rfk

LA GRAZIA A NICOLE MINETTI È UNA PECIONATA ALL’ITALIANA? - LA PROCURA GENERALE, CHE ISTRUÌ IL DOSSIER, HA SOTTOLINEATO COME NELLA PRIMA DOCUMENTAZIONE “NON RISULTAVANO ANOMALIE”. LE VERIFICHE PARTITE VERSO LA FINE DEL 2025 SI SAREBBERO BASATE, PERÒ, SOLO SULLA SITUAZIONE CLINICA DEL MINORE, SUL CASELLARIO GIUDIZIARIO, SULLA CONDOTTA DI MINETTI E SULLA SUA SITUAZIONE IN ITALIA. È STATA COMPLETAMENTE TRALASCIATA LA NUOVA VITA DELL’EX IGIENISTA DENTALE IN URUGUAY, CON IL COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI (IL CUI NOME, DA TEMPO, CIRCOLAVA NEGLI EPSTEIN FILES) – SOLO ORA LA PROCURA HA ATTIVATO L’INTERPOL CON “MASSIMA URGENZA” SU "FATTI INDICATI GRAVISSIMI"

https://www.dagospia.com/politica/grazia-nicole-minetti-e-solita-pecionata-all-italiana-procura-generale-472380


La vita spericolata di Giuseppe Cipriani

 IL COMPAGNO DI NICOLE MINETTI AL CENTRO DEL PASTICCIO DELLA “GRAZIA” - IL 60ENNE È IL FIGLIO DI ARRIGO E NIPOTE PREDILETTO DELL'OMONIMO GIUSEPPE CIPRIANI, CHE APRI' L’HARRY’S BAR – TRA LE FREQUENTAZIONI PASSATE DELL'IMPRENDITORE VENEZIANO CI SONO QUELLE CON SIMONA VENTURA E CON ELEONORA GARDINI, FIGLIA DI RAUL - L’AMORE TRA CIPRIANI E NICOLE MINETTI SBOCCIA NEL 2012: DA VENEZIA, I DUE SI MUOVONO TRA MONTECARLO, IBIZA, MIAMI E L’URUGUAY E, NEL 2018, HANNO IL LORO PRIMO FIGLIO. LA COPPIA ADOTTA POI UN ALTRO BAMBINO DALL’URUGUAY, VICENDA PER CUI LA SHOWGIRL HA RICEVUTO LA GRAZIA, UN CASO SU CUI IL QUIRINALE CHIEDE DI ACCERTARE EVENTUALI FALSITÀ - IL NOME DI CIPRIANI NON COMPARE SOLO NELLE RIVISTE DI GOSSIP, MA ANCHE NEGLI "EPSTEIN FILES": NEL 2010 IL FACCENDIERE PEDOFILO FINANZIO' CIPRIANI PER APRIRE UN CLUB A LONDRA - LE SERATE NELLA VILLA-BORDELO IN URUGUAY DELL'IMPRENDITORE ITALIANO ALLE QUALI PARTECIPAVANO MOLTE MODELLE...

 

https://www.dagospia.com/cronache/c-e-filo-collega-nicole-minetti-epstein-giuseppe-cipriani-era-in-affari-471999

 

GIUSEPPE CIPRIANI JR, L’EREDE DELLA DINASTIA DELL’HARRY’S BAR CHE COMPARE NEGLI EPSTEIN FILES

Estratto da www.repubblica.it

 

GIUSEPPE CIPRIANI E NICOLE MINETTI

Sulle pagine di gossip finiva spesso per le feste di lusso, le frequentazioni celebri – prima della relazione con Nicole Minetti, ci fu anche il flirt con Simona Ventura e il primo matrimonio con Eleonora Gardini, figlia di Raul –, lo sfarzo del gigantesco yatch “Gin Tonic”, calcato da star come Shakira e Naomi Campbell. Giuseppe Cipriani Jr., 60 anni, è l’erede di una dinastia:

 

figlio di Arrigo e nipote prediletto dell’omonimo Giuseppe Cipriani, che diede vita all’Harry’s Bar, punto di ritrovo veneziano reso celebre da Hemingway e oggi frequentato assiduamente anche dal ministro Nordio. Il nome di Cipriani Jr., però, compare anche negli Epstein files ed è strettamente legato al caso politico-giudiziario che coinvolge l’attuale compagna Minetti, sulla cui grazia – concessa da Mattarella poche settimane fa – il Quirinale ha ora richiesto ulteriori verifiche.

 

Ernest Hemingway Giuseppe Cipriani Harrys Bar Venezia

Oggi il business dei Cipriani si è allargato oltre i confini nazionali e conta cinque hotel di lusso tra New York e Ibiza e una ventina di bar e ristoranti, ma all’origine di tutto ci sono appena diecimila lire. Nel 1927 Giuseppe Cipriani senior le prestò, quando ancora lavorava come barman in un hotel, a uno studente di nome Harry Pickering, rimasto senza i soldi che gli servivano a tornare in America.

 

Quattro anni dopo, il giovane tornò a Venezia e diede a Cipriani 40mila lire in segno di riconoscenza: con quelle, lo stesso anno, fu aperto l’iconico Harry’s Bar, sorto in un vecchio deposito di cordami a ridosso di piazza San Marco. È lì che Cipriani nel ‘48 inventò il Bellini, il drink stagionale del locale, che nel tempo diventò tra i preferiti di Ernest Hemingway, Sinclair Lewis e Orson Welles. [...]

 

giuseppe cipriani

I legami con l’ex finanziere emergono chiaramente da centinaia di scambi via mail. “Sarò a Londra domani, spero di vederti”, è una delle mail mandate dal pedofilo. E un’altra: “Giuseppe, grazie per la tua ospitalità ieri sera... è bello vedere il tuo posto e, soprattutto, i tuoi figli. Ho sorriso per tutto il viaggio di ritorno a casa. Potrebbero essere usati per dimostrare l'ereditarietà dei tratti”.

 

Un altra persona, il cui nome non è noto, scrive a Epstein nel 2013: “È stato fantastico! Grazie!!! Per le ragazze non ne valeva la pena: molto economiche, se ne sono andate. Una carina (serba), ma vestita da prostituta e con le unghie rosse, vestito super corto, trucco pesante... Cercherò di trovare su Facebook”.

 

arrigo cipriani

L’amore tra l’imprenditore veneziano e Minetti sboccia poco prima, nel 2012. Da Venezia, i due si muovono tra Montecarlo, Ibiza, Miami e l’Uruguay e nel 2018 hanno un primo figlio.

 

La coppia adotta poi un altro bambino dall’Uruguay, vicenda per cui la showgirl ha ricevuto la grazia – le condanne erano di 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato – e su cui adesso il Quirinale chiede di accertare eventuali falsità.

 

Il bambino, infatti, presentato come abbandonato e bisognoso di cure, avrebbe in realtà due genitori biologici, contro cui la coppia avrebbe intentato una causa per togliere loro la patria potestà.

 

CHI È GIUSEPPE CIPRIANI, IL COMPAGNO DI NICOLE MINETTI E DI COSA SI OCCUPA

Estratto da https://tg24.sky.it/

 


Giuseppe Cipriani., il compagno di Nicole Minetti balzato agli onori delle cronache per il caso della controversa grazia concessa all'ex consigliera regionale, è il 60enne erede della celebre dinastia veneziana che porta il suo nome.

 

Figlio di Arrigo e nipote del fondatore dell'Harry’s Bar, Giuseppe senior, Cipriani gestisce oggi un impero globale della ristorazione e dell'hôtellerie di lusso, portando avanti una tradizione nata nel 1931 grazie a un gesto di generosità: il prestito di 10.000 lire che il nonno fece a uno studente americano, poi restituite quadruplicate.

 

Da quel deposito di piazza San Marco nacquero icone come il cocktail Bellini e un marchio che oggi vanta strutture a New York, Ibiza e oltre 20 locali nel mondo.

 

Nonostante il successo imprenditoriale, il nome di Cipriani jr. è riemerso recentemente nelle carte del caso Jeffrey Epstein. In base alle ricostruzioni rese possibili dai documenti è stata ipotizzata una stretta collaborazione d'affari, con Epstein avrebbe finanziato, secondo le ricostruzioni di alcuni organi di stampa, l'apertura di un locale londinese con 800mila sterline, detenendone il 66% delle quote. [....]


Dal 2012 Cipriani è legato sentimentalmente a Nicole Minetti. La coppia, che si divide tra mete esclusive come l'Uruguay e Montecarlo, ha avuto un figlio nel 2018 e ha successivamente adottato un secondo bambino in Sudamerica, protagonista suo malgrado della vicenda che sta scuotendo la politica italiana.


Le smentite degli ospedali italiani


UN’ALTRA OMBRA SUL CASO NICOLE MINETTI – NEL DATABASE DEL SAN RAFFAELE DI MILANO NON C’È TRACCIA DEL FIGLIO ADOTTIVO DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI – NELLA RICHIESTA DI GRAZIA, I LEGALI DELLA MINETTI SOSTENEVANO CHE NELL’OTTOBRE DEL 2021 IL PICCOLO FOSSE STATO OPERATO A BOSTON, DOPO DUE PARERI CONTRARI DEL SAN RAFFAELE E DELL’OSPEDALE DI PADOVA, DA CUI È ARRIVATA UN’ALTRA SMENTITA (“NON ABBIAMO MAI AVUTO CONTATTI CON LA SIGNORA MINETTI”) – LA 41ENNE LAMENTA “L’INDEBITA E INGIUSTIFICATA ESPOSIZIONE MEDIATICA DI MIO FIGLIO. SONO STATE DIFFUSE RICOSTRUZIONI FALSE, GRAVEMENTE LESIVE DELLA MIA REPUTAZIONE. NON SONO MAI STATA INDAGATA NÉ IN URUGUAY NÉ...”

NICOLE MINETTI

CASO MINETTI, MINORE NON INSERITO NEL DATABASE DELL'OSPEDALE S.RAFFAELE

(ANSA) - MILANO, 28 APR - A quanto si apprende da fonti sanitarie, non c'è traccia del minore affidato a Nicole Minetti ufficialmente nei database dell'ospedale San Raffaele di Milano.

 

L'ospedale figura nella ricostruzione giornalistica circa il percorso che ha portato alla concessione della grazia presidenziale all'ex igienista dentale e consigliera Regionale in Lombardia, Nicole Minetti 

 

MINETTI, 'PERCORSO ADOTTIVO NEL RISPETTO DELLA LEGGE'

(ANSA) - ROMA, 28 APR - "Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto". A dirlo è Nicole Minetti in una nota.   

 

giuseppe cipriani e nicole minetti

"L'intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge - aggiunge - seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all'affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato e allegato'.  

 

 'Le ricostruzioni diffuse da alcuni organi di stampa - afferma Minetti - risultano pertanto infondate e lesive, oltre che in contrasto con le norme e gli stessi principi deontologici a tutela dei minori".

 

MINETTI, 'INDEBITA ESPOSIZIONE MEDIATICA PER MIO FIGLIO'

(ANSA) - ROMA, 28 APR - "Ritengo doveroso intervenire per tutelare la mia persona, la mia famiglia e soprattutto mio figlio, gravemente esposti a una indebita e ingiustificata esposizione mediatica". A dirlo, in una nota, è Nicole Minetti.   

 

"Sono state diffuse ricostruzioni false, gravemente lesive della mia reputazione, accompagnate dalla divulgazione di informazioni riguardanti un minore che, per legge, non avrebbero mai dovuto essere rese pubbliche, in palese violazione dei principi posti a tutela dei minori".   

nicole minetti 8

 

Minetti precisa inoltre "di non essere mai stata indagata né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna".

 

Minetti, rivolti a strutture eccellenza per le migliori cure a mio figlio

 

'INDIVIDUATO CENTRO A BOSTON PER INTERVENTO MOLTO DELICATO'

(ANSA) - ROMA, 28 APR - "Di fronte a una grave patologia che ha colpito mio figlio, io e la mia famiglia ci siamo rivolti a strutture sanitarie di eccellenza, al fine di garantire le migliori cure possibili". Così, in una nota, Nicole Minetti.

 

"In tale contesto - aggiunge -  è stata individuata una struttura altamente specializzata a Boston, dove mio figlio è stato sottoposto a un intervento chirurgico molto delicato e complesso".



URUGUAY, E PER NICOLE MINETTI SO’ GUAI – I SITI DI MONTEVIDEO SI BUTTANO A PESCE SULL'INCHIESTA BOMBA DEL “FATTO” CHE PONE NICOLE MINETTI AL CENTRO DI UN SISTEMA DI “INCONTRI PRIVATI” NELLA VILLA-BORDELLO DI MONTEVIDEO DEL SUO COMPAGNO, GIUSEPPE CIPRIANI, GRAN GESTORE DI RISTORANTI E LOCALI VARI BEN PRESENTE NEI ''FILES EPSTEIN'', CON CUI AVREBBE INTRATTENUTO RAPPORTI PER ANNI - NELL’ISTANZA DI GRAZIA PER LA MINETTI PRESENTATA AL QUIRINALE, IL VISPO CIPRIANI VIENE INVECE DESCRITTO COME UNA PERSONA INSERITA “IN CONTESTI NORMALI E LONTANA DA AMBIENTI DEVIANTI” - LE ACCUSE A MINETTI DI AVERE UN RUOLO CENTRALE NEL GIRO DI PROSTITUZIONE, LE POSSIBILI IRREGOLARITÀ NELL'INGRESSO DI PERSONE IN URUGUAY, GLI INVESTIMENTI DI CIPRIANI A PUNTA DEL ESTE...

 

CIPRIANI: SEÑALAN INGRESOS IRREGULARES DE MUJERES A URUGUAY Y UN ROL ACTIVO DE SU EXPAREJA 

Traduzione da https://www.montevideo.com.uy/  - 25 aprile 2026 

 

nicole minetti

Un'inchiesta pubblicata sabato scorso dal quotidiano italiano «Il Fatto Quotidiano» pone la modella e conduttrice televisiva Nicole Minetti al centro di un presunto sistema di organizzazione di incontri privati in una proprietà collegata all'imprenditore Giuseppe Cipriani, suo compagno all'epoca, nel dipartimento di Maldonado. 

 

Cipriani è stato coinvolto negli ultimi mesi nello scandalo dei cosiddetti “Archivi Epstein”. Il promotore del progetto dell’hotel San Rafael a Punta del Este è citato nei documenti legati al pedofilo Jeffrey Epstein, con cui avrebbe intrattenuto rapporti commerciali e sociali per anni. 

 

Secondo questo nuovo rapporto, le attività si svolgevano sia in una tenuta situata nella zona di La Barra sia a bordo di un grande yacht denominato “Gin Tonic”, dove per parte dell’anno si tenevano eventi esclusivi con personaggi internazionali. La pubblicazione descrive un contrasto tra quell’immagine pubblica di lusso e celebrità e ciò che, secondo le testimonianze raccolte, accadrebbe in ambienti più riservati in Uruguay. 

 

GIUSEPPE CIPRIANI E NICOLE MINETTI

Secondo l’indagine, Minetti avrebbe avuto un ruolo attivo nel coordinamento di incontri privati nella tenuta. Testimonianze citate dal giornale indicano che nella proprietà — descritta come un luogo isolato e con rigide misure di sicurezza — venivano organizzate feste con la partecipazione di modelle e clienti selezionati. 

 

L'articolo sostiene che esistesse una struttura logistica definita, che includeva alloggi separati per le donne, regole di funzionamento rigide e il coordinamento preventivo del numero di partecipanti a ciascun evento. In questo schema, Minetti è citata come figura centrale nella gestione quotidiana. 

 

 

nicole minetti 8

Un altro dei punti affrontati dall'indagine riguarda possibili irregolarità nell'ingresso di persone in Uruguay. Secondo il giornale, alcune donne arrivavano su voli privati legati all’imprenditore e non sempre venivano registrate ai controlli di frontiera, il che ha portato a concentrare l’attenzione su eventuali lacune o irregolarità in tali procedure. 

 

Secondo le testimonianze, gli incontri si svolgevano in condizioni di stretta riservatezza, con limitazioni nell’uso dei telefoni e una gestione centralizzata dell’organizzazione. Viene descritta anche la presenza di intermediari incaricati di coordinare l'interazione tra ospiti e donne. 

 

La pubblicazione ripercorre anche i precedenti di Minetti in Italia, dove è stata condannata in primo grado nell'ambito del cosiddetto “caso Ruby”, legato al favoreggiamento della prostituzione. Sebbene la sua situazione abbia avuto diversi sviluppi successivi, l'articolo sostiene che la sua attività nell'ambiente di Cipriani sarebbe continuata negli anni successivi in diversi luoghi, tra cui Ibiza e successivamente l'Uruguay. 

 

REVELAN NUEVOS LAZOS DE GIUSEPPE CIPRIANI CON EPSTEIN Y CONEXIONES EN PUNTA DEL ESTE 

Traduzione da https://www.montevideo.com.uy/  - 24 aprile 2026 

 

giuseppe cipriani e nicole minetti

La stampa italiana ha rivelato nelle ultime ore nuovi dettagli sull'entourage dell'imprenditore Giuseppe Cipriani, compagno dell'ex funzionaria Nicole Minetti, che a febbraio ha ottenuto la grazia presidenziale in Italia. 

 

Secondo quanto pubblicato da Il Fatto Quotidiano, il beneficio è stato concesso in sordina nonostante Minetti avesse una condanna definitiva per favoreggiamento della prostituzione. Nella richiesta presentata alle autorità, gli avvocati hanno descritto Cipriani come un imprenditore “socialmente integrato e lontano da contesti di devianza”. 

 

Tuttavia, secondo i documenti giudiziari statunitensi noti come “Epstein Files”, Cipriani avrebbe intrattenuto per anni rapporti commerciali con il finanziere Jeffrey Epstein, deceduto nel 2019 e indicato come figura centrale di una rete internazionale di abusi e traffico di minori. 

 

La stampa italiana ha rivelato nelle ultime ore nuovi elementi sull’entourage dell’imprenditore Giuseppe Cipriani, compagno dell’ex funzionaria Nicole Minetti, che a febbraio ha ottenuto in Italia la grazia presidenziale. 

 

nicole minetti 5

Secondo quanto pubblicato da Il Fatto Quotidiano, il beneficio è stato concesso in sordina nonostante Minetti avesse una condanna definitiva per favoreggiamento della prostituzione. Nella richiesta presentata alle autorità, gli avvocati hanno descritto Cipriani come un imprenditore “socialmente integrato e lontano da contesti di devianza”. 

 

Tuttavia, secondo i documenti giudiziari statunitensi noti come “Epstein Files”, Cipriani avrebbe intrattenuto per anni rapporti commerciali con il finanziere Jeffrey Epstein, deceduto nel 2019 e indicato come figura centrale di una rete internazionale di abusi e traffico di minori. 

 

Il media italiano indica che tale relazione non si limitava alla sfera sociale, ma includeva accordi economici. Tra questi, un prestito di 800.000 sterline che Epstein concesse a Cipriani nel 2010 per l’apertura di un club a Londra, con condizioni che lo posizionavano come socio di maggioranza anche dopo la restituzione del denaro. 

 

Inoltre, l'inchiesta giornalistica sottolinea che i due mantenevano un legame frequente, con incontri in città come New York, Londra e Parigi, nonché costanti scambi di e-mail su affari e attività sociali. 

 

nicole minetti 3

Parallelamente, l'articolo menziona che locali legati all'imprenditore facevano parte di un circuito di alto profilo in cui operavano anche personaggi come il produttore Harvey Weinstein, condannato per reati sessuali negli Stati Uniti. In tale contesto, viene riportata la testimonianza dell'attrice Lucia Evans, che ha denunciato di essere stata aggredita dopo aver conosciuto Weinstein in uno di quei luoghi. 

 

Il rapporto traccia anche collegamenti con l'Uruguay. Secondo i registri bancari citati da Il Fatto Quotidiano, nel 2006 è stato rilevato un bonifico da Epstein verso un conto a Punta del Este, città in cui Cipriani sta portando avanti il progetto dell’Hotel San Rafael. L’imprenditore possiede inoltre una proprietà nella zona di La Barra, dove —secondo il giornale— si sono tenuti eventi privati con caratteristiche simili a quelli dell’entourage del finanziere statunitense. 

 

La pubblicazione sottolinea inoltre il contrasto tra quanto accaduto in Italia e negli Stati Uniti. Mentre nello stesso mese l’ex collaboratrice di Epstein, Ghislaine Maxwell, vedeva respinta la sua richiesta di grazia da parte dell’allora presidente Donald Trump, Minetti ha ricevuto il beneficio senza alcuna esposizione pubblica. 

 

Finora non ci sono state dichiarazioni ufficiali da parte delle autorità italiane su questi nuovi elementi divulgati dalla stampa. 

 

NOVICK Y CIPRIANI A LA CABEZA: LOS INTERESADOS EN COMPRAR ENJOY PUNTA DEL ESTE Traduzione da www.elobservador.com – 26 novembre 2025 

 

giuseppe cipriani e nicole minetti

La scorsa settimana è trapelata la notizia secondo cui l'imprenditore italiano Giuseppe Cipriani avrebbe presentato un'offerta di 160 milioni di dollari per acquisire la quota azionaria di Baluma S.A. che comprende l'hotel e il casinò Enjoy Punta del Este, di proprietà del fondo cileno Moneda Patria Investment. 

 

Questa offerta, riportata da Correo Punta del Este, non è stata confermata ufficialmente dai rappresentanti di Cipriani in Uruguay, anche se fonti vicine alla trattativa indicano che è ancora in piedi. L'offerta è stata ufficializzata circa 15 giorni fa, quando l'imprenditore italiano si è incontrato per più di quattro ore con i proprietari di Enjoy Punta del Este e ha visitato la proprietà. 

 

NICOLE MINETTI

Tuttavia, secondo quanto appreso da El Observador, quella di Cipriani non è l'unica offerta che sta venendo valutata dal gruppo venditore. Nel corso degli ultimi due anni ci sono stati, almeno, quattro interessati all'iconico hotel e casinò di Punta del Este. 

 

L'INAU rimuove il direttore dell'area Adozioni, che durante il suo mandato ha accumulato diversi casi scandalosi.

 

Le fonti consultate hanno confermato che anche l'uruguaiano Edgardo Novick ha presentato un'offerta – di importo leggermente inferiore a quella presentata da Cipriani – e anche con lui si è proceduto a una due diligence, come avviene abitualmente nei processi di compravendita, per analizzare la situazione finanziaria del complesso alberghiero. 

 

Sebbene il processo di Cipriani sembri essere a uno stadio più avanzato, entrambe le offerte si contendono l'hotel e il casinò più importante di Punta del Este. A queste si aggiunge anche l'interesse di un gruppo brasiliano. 

 

nicole minetti 4

Le fonti consultate affermano che i diversi offerenti, i cui nomi non sono stati resi noti, si sono avvicinati all'hotel, si sono incontrati, hanno presentato offerte, alcuni sono scomparsi e altri hanno presentato proposte insufficienti rispetto a quanto preteso dalla parte venditrice. 

 

Il fondo Moneda Patria Investment, proprietario di Enjoy Punta del Este, guida le trattative e si stima che intenda ricavare dalla vendita circa 200 milioni di dollari per saldare il debito che Enjoy aveva con la società di gestione degli investimenti che oggi amministra l'attività. 

 

Per quanto riguarda i tempi previsti per la conclusione dell'affare, fonti vicine alla trattativa assicurano che Moneda non ha fissato una data per la decisione e che si prenderà il tempo necessario fino a raggiungere un accordo che soddisfi le sue condizioni e raggiunga la cifra indicata. La sua intenzione, in definitiva, è quella di non perdere o perdere il meno possibile. 

 

nicole minetti body sculpt

Il mese prossimo l'italiano Giuseppe Cipriani inaugurerà nell'area dell'ex hotel Mantra Locanda Punta del Este un complesso di 100 camere che rappresenta il primo passo concreto del suo mega investimento di 500 milioni di dollari previsto in Uruguay. Il Cipriani Resort, Residences & Casino è in costruzione nell'area dell'ex hotel San Rafael. 

 

Il complesso situato a Punta del Este comprende un hotel, un casinò, un centro eventi, una spiaggia privata e tre torri residenziali. Tra i suoi obiettivi c'è quello di rendere uno di questi edifici - alto 320 metri - il più alto del Sudamerica. 

 

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Oltre all'offerta per Enjoy, l'imprenditore uruguaiano Edgardo Novick è alla guida di progetti in diversi settori quali il settore alberghiero, la ristorazione e il settore immobiliare commerciale attraverso i centri commerciali. In questo senso, ha in programma la costruzione di un nuovo centro commerciale, Aventura, in collaborazione con Carlos Lecueder, che sorgerà nella zona di Sayago. 

 

La costruzione di questo complesso di oltre 150.000 metri quadrati, situato all'incrocio tra l'Avenida General Eugenio Garzón e María Orticochea, richiederà un investimento iniziale di 200 milioni di dollari e comprenderà anche quattro torri residenziali e un parco pubblico. Si stima la creazione di circa 2.000 posti di lavoro una volta avviato il progetto. 

 

A SEIS AÑOS DEL ANUNCIO, EL MEGAPROYECTO DE CIPRIANI EN PUNTA DEL ESTE AVANZA CON UNA INVERSIÓN QUE SUPERA LOS US$ 600 MILLONES 

Traduzione da www.elobservador.com  – 15 giugno 2025 

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A sei anni dall'annuncio, l'ambizioso progetto del Gruppo Cipriani per la ricostruzione ex novo dell'ex hotel San Rafael ha iniziato a mostrare chiari segni di progresso. Con un investimento totale stimato in oltre 600 milioni di dollari, il complesso situato a Punta del Este comprende un hotel, un casinò, un centro eventi, una spiaggia privata e tre torri residenziali, una delle quali raggiungerà i 320 metri e sarà la più alta del Sudamerica. 

 

Il complesso ha aperto le porte questa settimana per consentire alle autorità e ai media di osservare lo stato attuale dei lavori. L'evento è stato guidato da Giuseppe Cipriani e ha riunito legislatori nazionali di tutti i partiti. 

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La ricostruzione del vecchio hotel, demolito nell'aprile 2019 a causa del suo stato di degrado, è stata una condizione imposta dall'Intendenza di Maldonado, che ha richiesto il mantenimento della facciata originale e che il progetto rispettasse i piani dell'edificio del 1948, emblema di un'epoca d'oro della località balneare di Punta del Este. 

 

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Come ha spiegato Cipriani in conferenza stampa, l'hotel, il casinò e il centro eventi sono in piena fase di realizzazione, con un'inaugurazione prevista per ottobre 2026. La prima torre, che comprenderà i primi 15 piani destinati all'hotel, sarebbe completamente operativa nel 2027, secondo quanto indicato dall'imprenditore. 

 

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Marco Stephan, ingegnere responsabile della costruzione, ha parlato delle sfide tecniche del progetto, in particolare di quelle legate alla realizzazione di una torre di 320 metri. “Abbiamo dovuto realizzare una fondazione con 81 pali di 20 metri di profondità, con 8 metri incassati nella roccia e un diametro di 1,60 metri. Ciascuno deve sostenere quasi 3.000 tonnellate, e le prove hanno raggiunto le 6.000 tonnellate, cosa mai fatta prima in America Latina”, ha affermato. 

 

Solo per la testa della torre sono stati utilizzati 4.600 m³ di calcestruzzo, il doppio di quanto se ne userebbe in un edificio di 15 piani e 400 metri di superficie. La struttura metallica che verrà montata su quel nucleo di calcestruzzo è stata sviluppata in collaborazione con studi di New York e test in Australia, e vede la partecipazione di ingegneri e tecnici provenienti da Uruguay, Brasile, Argentina, Stati Uniti e altri paesi. 

 

Il complesso totale si estende su 170.000 metri quadrati (m²). La prima fase del progetto, che comprende l’hotel e una delle torri, rappresenta un investimento di 450 milioni di dollari. Il 50% di quella torre è già stato venduto, con un attico che è costato 17 milioni di dollari e che è già stato acquistato da un italiano. Il valore al metro quadrato si aggira intorno agli 11.500 dollari, come ha spiegato Alejandro Dotti, responsabile delle vendite. 

 

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Gli acquirenti provengono da Brasile, Argentina, Paraguay, Italia, Russia e Stati Uniti. “Abbiamo un pubblico molto variegato. L’attico più costoso è stato acquistato da un italiano”, ha sottolineato Cipriani. “Questo progetto cambierà Punta del Este. Sarà il miglior resort dell’America Latina, con servizi che oggi non esistono nella località balneare, e attirerà un turismo diverso, di livello mondiale”, ha sottolineato. 

 

Attualmente, ci sono tra i 450 e i 600 lavoratori in cantiere e si prevede che, una volta inaugurato, il complesso genererà circa 800 posti di lavoro. “Stiamo sviluppando tecnologia e innovazione dall’Uruguay. La prova di carico sui pali che abbiamo effettuato è stata la più grande in America Latina”, ha sottolineato Stephan. 

 

Nel suo intervento, Cipriani ha sottolineato il sostegno del governo nazionale e dipartimentale. “Ci siamo incontrati con il presidente Yamandú Orsi e abbiamo ricevuto pieno appoggio. Abbiamo anche collaborato con l’Intendenza per adattare il progetto durante la pandemia, il che ci ha dato il tempo di riprogettare e ottenere l’autorizzazione per l’altezza”, ha detto. 

 

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La presentazione ai legislatori ha cercato di dimostrare che l’impegno assunto con il governo e con i cittadini sta venendo rispettato. «Si diceva che questo progetto non andasse avanti, ma la pandemia ha frenato l’intero settore alberghiero a livello globale. Oggi stiamo dimostrando che il progetto è una realtà», ha concluso Cipriani. 


FONTE: Dagospia



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