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mercoledì 27 maggio 2026

Conte chiede a Piantedosi: ci rispondi sugli incarichi alla mia omonima?

matteo piantedosi claudia giuseppe conte

VIDEO-FLASH – GIUSEPPE CONTE INCALZA MATTEO PIANTEDOSI SUL CASO CLAUDIA CONTE: “AVETE VISTO LA VICENDA DELLA MIA OMONIMA, DAGOSPIA S’È BECCATA LA QUERELA, SEMPLICEMENTE PERCHÉ HA CHIESTO: ‘BEH, CI VOLETE DIRE CHE INCARICHI HA AVUTO?’ IN UNA DEMOCRAZIA LA TRASPARENZA DELL’AZIONE DI GOVERNO È FONDAMENTALE, MA LORO NON RENDICONTANO NULLA” – “E ALLORA SON PREOCCUPATISSIMO PERCHÉ ADESSO CI AVVIAMO VERSO LA CAMPAGNA ELETTORALE NAZIONALE E...”

Trascrizione dell’intervento di Giuseppe Conte alla presentazione del libro di Barbara Floridia, “C’era una volta la Rai”

 

sara manfuso e giuseppe conte alla presentazione del libro di barbara floridia

Avete visto la vicenda della mia omonima... Anche Dagospia s’è beccata la querela. C’è da chiedere: “Ci volete dire che incarichi ha avuto?”

 

Credo che in una democrazia la accountability, la trasparenza dell’azione di governo, il rendicontare all’opinione pubblica i propri comportamenti è fondamentale, ma loro non rendicontano nulla.

 

E allora son preoccupatissimo perché adesso ci avviamo verso la campagna elettorale nazionale, no? Ci avviamo lungo quel percorso e la politica da sempre ritiene che quando c’è la prospettiva di una campagna elettorale bisogna dotarsi di strumenti di protezione importanti.

 

CLAUDIA CONTE PIANTEDOSI

E quali sono, ovviamente? Serrare i ranghi nell’informazione, a partire dalla Rai. Quindi in futuro, nonostante le battaglie di Barbara Floridia che meritoriamente sta combattendo con tutti noi, con le altre forze di opposizione, non solo non si prevede in realtà che possa ripristinarsi la funzionalità di una commissione bicamerale che anche la Corte Costituzionale ha riconosciuto che ha una funzione, ha una legittimazione fondamentale per garantire il pluralismo dell’informazione e la libertà dell’informazione.

 

Qui anzi vogliono attuare un disegno di riforma, lo avete sentito Giorgetti che panzane ci ha detto, ha detto che gli avrebbero detto ldala Commissione Europea che si può procedere assolutamente, si può, la legge cosiddetta Renzi è una legge pienamente compatibile col regolamento europeo.

 

CLAUDIA CONTE E MATTEO PIANTEDOSI INSIEME AL SENATO PER UN CONVEGNO SU ALDO MORO - 11 MAGGIO 2023

Niente è vero, non è assolutamente vero, non servono dei giuristi esperti per dirlo, non si può modificare addirittura questa legge prevedendo che un consiglio di amministrazione possa essere insediato e possa funzionare sulla base della maggioranza parlamentare di turno, per cui chi va al governo, chi vince le elezioni, prende tutto, una follia totale.

E' tutto perdonato: torna a radio Atreju la spalla di Claudia Conte nello scoop contro il ministro

L' editrice di Claudia Conte rilancia: lei e il ministro sono ancora innamoratissimi


"CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO PIANTEDOSI SONO SUPER-INNAMORATI E IL LORO RAPPORTO E' SINCERO" - MARTINA TOMBOLINI, CAPO DELLA CASA EDITRICE CHE HA PUBBLICATO L'ULTIMO LIBRO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, RIVELA A "GENTE" DETTAGLI SULLA STORIA-SCANDALO MENTRE IL MINISTRO DELL'INTERNO-COSCIA NON PARLA (E QUERELA DAGOSPIA): "CI RISULTA CHE LUI SIA PROPRIO PRESO. E POI IL MINISTRO NON HA SMENTITO QUESTA STORIA, NO? - I LAVORI CHE SONO STATI AFFIDATI ALLA CONTE? HO LETTO CHE AVREBBE MODERATO TAVOLE ROTONDE PER 200 EURO. IO NON LO FAREI MAI PER UNA CIFRA COSÃŒ BASSA" – "CLAUDIA NEL RACCONTARE DELLA SUA RELAZIONE NON HA VALUTATO CORRETTAMENTE LE CONSEGUENZE. HA UNA GRANDE VISIBILITÀ SOCIAL, MA A QUESTA NON È CORRISPOSTO IL SUCCESSO EDITORIALE CHE CI ASPETTAVAMO. ABBIAMO VENDUTO TRA LE 50 E LE 100 COPIE DEL LIBRO. SONO POCHISSIME, NONOSTANTE SI SIA…"

 

CLAUDIA CONTE PIANTEDOSI

Poco più di mese è passato dalla bomba che Claudia Conte ha lanciato confermando la sua relazione con lo sposatissimo ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

 

La storia risalirebbe addirittura al 2021 e per mesi Dagospia aveva lanciato indizi. «Ãˆ una cosa che non posso negare», ha risposto il 31 marzo a Marco Gaetani di Money.it che le aveva chiesto (spinto da lei) se questa storia era vera.

 

Da quel giorno varie voci hanno chiesto al ministro e al governo di fare chiarezza su tutti gli incarichi che negli ultimi anni sono stati assegnati alla Conte, ma nessuna risposta è stata data. Piantedosi non ne parla (e ha querelato Dagospia), Meloni ha detto che è un fatto privato. Claudia Conte ha ridotto la sua attività di moderatrice e di professionista dei selfie.  (...)

Nel frattempo, rimane lì, come primo post sull’Instagram di Claudia, il suo bel ritratto con il suo bel libro in mano. Si chiama Dove nascono i silenzi, è edito da una piccolissima casa editrice (Fall in Lov) e affronta temi come la violenza domestica e il disagio giovanile post-Covid. Qualche giorno prima che Claudia facesse esplodere la bomba, il libro era stato lanciato in pompa magna a Milano alla presenza nientemeno che del governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana e dell’amico di Trump Paolo Zampolli.

 

Ancora prima, durante il Festival di Sanremo, la Conte aveva presentato il suo libro a Casa Sanremo (avamposto della pubblicità Rai), e pochi giorni dopo su San Marino Tv (anche questa avamposto Rai). Ma da un mese, niente, zero. E così Gente ha deciso di contattare la casa editrice.

 

A rispondere molto cortesemente alle nostre domande è Martina Tombolini, fondatrice e ceo di Lov srl, una società che da 25 anni si occupa di comunicazione strategica e formazione con le imprese e che ha anche una piccola casa editrice. Ne è venuta fuori una conversazione ricca di spunti che gettano una luce più romantica sulla relazione tra Claudia e Piantedosi e che Gente vi presenta in esclusiva.

MARTINA TOMBOLINI

 

Come e quando è partita la vostra collaborazione con Claudia Conte?

«Più di un annetto fa. Una nostra comune conoscenza ci ha messo in contatto: noi lavoriamo con gli enti ma anche con le imprese private. Facciamo comunicazione e formazione e siamo molto attenti ai temi legati alla parità di genere. Noi potevamo essere strategici per la Conte, che non ha agganci con le imprese, e lei scriveva di cose a noi molto affini».

 

E poi c’erano i suoi contatti.

«Fin da subito abbiamo capito che aveva molte relazioni. Aveva, ha anche una grande visibilità social, ma a questa non è poi corrisposto il successo editoriale che ci aspettavamo».

 

Quante copie avete stampato del libro?

«Non tantissime: mille copie, per il momento. (...)

 

Quante copie avete venduto fino ad ora?

«Pochissime: nell’ordine di qualche decina (...) Diciamo tra le 50 e le 100 copie. Sono pochissime, nonostante si sia fatta una grande attività di comunicazione del libro».

 

Intende nonostante lo scandalo della presunta relazione con Piantedosi?

«No, intendo prima: abbiamo fatto una comunicazione di pubblicità molto forte. La notizia è uscita benissimo e molto. Ma il libro non vende. Eppure i contenuti e i temi che vengono trattati sono molto interessanti».

CLAUDIA CONTE PIANTEDOSI TEMPTATION ISLAND

 

Qualche giorno dopo la presentazione del libro a Milano con Attilio Fontana, Claudia Conte ha lanciato la bomba della sua relazione con Piantedosi. Effetti?

«Non lo sapevamo e siamo rimasti sorpresi da questa uscita. Ma sappiamo anche che lei ha proprio un pallino personale sul tema della legalità. Ama molto le divise».

 

Che impressione avete avuto di questa storia?

«Da quel che sappiamo noi esiste davvero una relazione d’amore. E ci risulta che lui sia proprio “preso”, cioè che lui sia proprio innamorato di Claudia. E lei di lui. Sono entrambi superinnamorati. Sarebbe un sentimento sincero. Ci è stato riferito così. Poi, cosa fanno assieme non sappiamo».

 

Fonte certa?

«Persone vicine a lei. Naturalmente, dai rapporti che abbiamo, non possiamo dire nome e cognome. Comunque lui non ha mai smentito questa storia, no?».

 

No, il ministro Piantedosi sta zitto. E non entra nel merito sui lavori che sono stati affidati alla Conte.

CLAUDIA CONTE PIANTEDOSI

«Be’, io ho letto che Claudia avrebbe moderato tavole rotonde per 200 euro. Ecco, io lo dico con tutta onestà: non lo farei mai per una cifra così bassa. Se sono questi i favori…».

 

Che idea si è fatta del motivo per cui la Conte avrebbe vuotato il sacco? Forse per spingere l’amato a divorziare?

«Qualcun altro parla di cose più politiche, cioè che qualcuno l’abbia incentivata a dire questa cosa. Ma perché l’avrebbe fatto se il rapporto era sincero? Guardi: non glielo so dire, non abbiamo una confidenza tale da dare risposte».

 

L’ha trovata provata dal can-can che hanno scatenato le sue dichiarazioni?

«Sembra di no, ma secondo me lo è. In alcuni messaggi che abbiamo avuto modo di ascoltare e leggere diceva che tutto questo fango mediatico è pazzesco, che lei non se l’aspettava».

CLAUDIA CONTE

 

Be’, se dici che hai una relazione con il ministro dell’Interno…

«Ma infatti: nel momento in cui ti fai fare una domanda di questo tipo, non puoi non aspettartelo. Non hai una relazione con il panettiere. Guardi, secondo me non ha valutato correttamente le conseguenze. Nessuno però ha avuto il coraggio di chiederglielo».

 

Ora come siete messe con il libro?

«Adesso dobbiamo vendere. Avevamo in programma alcune presentazioni anche all’interno di aule parlamentari, ma in questo caso è meglio fermarsi. Però abbiamo già ripreso con le classiche presentazioni nelle librerie: ne abbiamo fatta qualcuna in Abruzzo e in Campania, tutti piccoli eventi con 50 persone».

 

 

Come sono andate? Qualche contestazione?

«Tutt’altro. Molti hanno mostrato nei suoi confronti apertura e sostegno. Del resto Claudia è molto schierata a livello governativo, da quello che ho percepito. E proprio per quello è stata presa come pretesto per creare in qualche modo problemi a chi sta governando in questo momento. Ma sarebbe successo lo stesso anche dall’altra parte. Insomma, è un po’ l’ultima ruota del carro».

claudia conte 6

 

Come si comporta la Conte negli eventi pubblici?

«Bene. Ho avuto modo di assistere ad alcuni eventi di moderazione: li sa fare bene, è brava. Si muove bene sul palco, sa parlare, sa comunicare, sa tenere l’attenzione. Si vede che ha fatto scuola di teatro. E poi è giovane: ha solo 34 anni».

 

Avete investito molto su di lei economicamente?

«Abbastanza. Lei però si è pagata la parte della stampa: mi pare 7-800 euro. Quando poi andiamo a vendere il libro, lei si prende una piccola percentuale. Non si diventa ricchi con i libri: serve per lavorare sull’immagine».

 

Alla vostra immagine questo scandalo ha fatto male?

«Certo, ci siamo trovati in mezzo a una cosa forte: noi lavoriamo con le imprese e con i professionisti. Lei capisce… È stato più un rimetterci che un guadagnarci. Ma peccato. La Conte non ha ammazzato nessuno, ci sono molte cose più gravi di cui preoccuparsi. E mi chiedo: se un uomo più giovane stesse con una donna importante, una dirigente più vecchia, avrebbe avuto lo stesso trattamento di Claudia?».

Sono tre i ministri fulminati sulla via della gnocca

 APPUNTI PER IL FUTURO: PER NON RITROVARCI UN GOVERNO DI ALLUPATI CHE SBAVANO DIETRO A OGNI PROFUMIERA, BISOGNA APPLICARE LA "REGOLA DELLE 30" ENUNCIATA DAL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI, UNO CHE DI POLITICA NON CAPISCE GRANCHE' MA DI GNOCCA NE SA: "SE NON HAI AVUTO 'A CHE FARE' CON 30 DONNE NON PUOI FARE IL MINISTRO" - "IL FOGLIO" SI DIVERTE A SBERTUCCIARE I MINISTRI FULMINATI SULLA VIA DELLA GNOCCA SGAMATI DA DAGOSPIA (CHE MANDANO IN SUBBUGLIO GLI OTOLITI DI GIORGIA MELONI, CHE AVREBBE DETTO: "QUANTO SAREBBE MEGLIO UN GOVERNO DI SOLE DONNE"): "C’È SEMPRE UNA SIGNORA, PIÙ GIOVANE, SPESSO COLLEGATA AL MINISTERO. GENNARO SANGIULIANO FU IL PRIMO CON MARIAROSARIA BOCCIA. MATTEO PIANTEDOSI È IL SECONDO. E ADESSO CIRCOLA IL NOME DI UN TERZO MINISTRO ULTRASESSANTENNE CHE AVREBBE SCOPERTO, NELL’ESERCIZIO DELLE PROPRIE FUNZIONI, TURBAMENTI NON PREVISTI DAL DECRETO DI NOMINA" - "UNA COINCIDENZA È UNA COINCIDENZA, DUE COMINCIANO A FARE TENDENZA, E TRE SONO FORSE UN PROBLEMA" - VIDEO!

 

Estratto dell'articolo di Salvatore Merlo per "il Foglio"

 

gennaro sangiuliano con maria rosaria boccia alla pinacoteca di brera 2

Prima di nominare un ministro, bisognerebbe fargli una semplice domanda, più utile di qualsiasi curriculum. Con quante donne sei stato? “Perché se quello risponde meno di trenta, il ministro non lo può fare. Non è vaccinato alla vita”.

 

Si chiama Regola Del Trenta, e Andrea Ruggieri, ex deputato di Forza Italia tra i prediletti di Silvio Berlusconi, uomo assai spiritoso ovviamente, la elaborò con il Cavaliere un pomeriggio ad Arcore. “Era il 2017 e pensavamo che saremmo tornati al governo. Disegnai persino un grafico. Ascisse e ordinate. Berlusconi rideva come un matto, ma la cosa in realtà è seria”.

 

La cosa, in effetti, è seria. Lo confermano i fatti recenti, che si sono messi in fila con una puntualità quasi didattica. Gennaro Sangiuliano, 64 anni, già ministro della Cultura, fu il primo a illustrare il problema nella sua forma classica, con Mariarosaria Boccia, diversi mesi fa. Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, 63 anni, il secondo.

MATTEO PIANTEDOSI E IL CASO CLAUDIA CONTE - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

E adesso, con la discrezione riservata alle notizie che tutti conoscono a Roma, circola il nome di un terzo ministro ultrasessantenne che avrebbe scoperto, nell’esercizio delle proprie funzioni, turbamenti non previsti dal decreto di nomina.

 

La serie, insomma, continua. Con la differenza che una coincidenza è una coincidenza, due cominciano a fare tendenza, e tre sono forse un problema di selezione del personale. E c’è sempre una signora, più giovane, spesso collegata al ministero, che scopre i social, scrive, allude, lascia intendere. Ieri mattina se n’è occupato, tra le risate, persino Fiorello alla radio. [...]

 

CLAUDIA CONTE E MATTEO PIANTEDOSI INSIEME AL SENATO PER UN CONVEGNO SU ALDO MORO - 11 MAGGIO 2023

Il problema è il rischio del ridicolo. Un ministro può sopravvivere a molte cose – a un’indagine, a una gaffe clamorosa, a un divorzio – ma non alla settimana in cui tutti, dall’edicolante al capo dello Stato, per così dire, ridacchiano di lui con quella familiarità affettuosa che gli italiani riservano alle vicende che li fanno sentire superiori. “Che è esattamente ciò che è capitato a Sangiuliano”, dice Ruggieri. Forse per questo Giorgia Meloni, mesi fa, aveva confessato ad alcuni amici: “Quanto sarebbe meglio un governo di sole donne”. Scherzava. O forse no. 

 

E insomma il ministro ideale, secondo la regola del trenta, non è il tecnico più preparato né il politico più navigato. E’ l’uomo che, avendo già attraversato un numero sufficiente di avventure sentimentali in circostanze private e quando era lontano dal potere, ha sviluppato nei confronti delle proprie debolezze quella specie di immunità pratica che i filosofi chiamano saggezza e che Ruggieri chiama, con maggiore precisione, “non fare il coglione in pubblico”.

 

andrea ruggieri 4

[...] “Il ministro di solito si fa intorno ai 55 anni. A 55 anni hai circa quarant’anni di attività sessuale alle spalle. Togliamo dodici anni di fidanzamento o matrimonio – che è la durata media, purtroppo, dei matrimoni in Italia – e ne restano ventotto. Capisci che se uno non è stato con almeno una donna all’anno, obiettivamente tutta questa confidenza con quell’oscuro oggetto del desiderio non ce l’ha”.

 

Peccato che Berlusconi non sia più qui a certificare i curricula. Lui la regola l’aveva elaborata, l’aveva vissuta, e – unico caso documentato nella storia della Repubblica – l’aveva anche superata con un avanzo di amministrazione. “Sarà arrivato a un milione”, dice Ruggieri. Il problema è che poi cadde pure lui, il che forse non invalida la regola del trenta ma suggerisce che oltre un certo milione qualcosa si inceppa anche nel meccanismo più collaudato. [...] 



PERCHÉ SULLA VICENDA DEL MINISTRO MISTERIOSO CHE NON SE LO TIENE NELLE MUTANDE ENTRANO IN CAMPO CONCITA DE GREGORIO E PAOLO MIELI? LA STORIA E' DESTINATA A MONTARE? - PIETRO SENALDI RIDUCE LA VICENDA A "PISSI-PISSI DEI RISTORANTI, DEI PARRUCCHIERI E DELLE SALE CHE PROSPERANO INTORNO AL POTERE", MA POI FORNISCE ALCUNI INDIZI UTILI ALL'IDENTIKIT DEL MINISTRO PORCELLONE TRAVOLTO DALLA SOLITA PASSIONE "CON UNA COLLABORATRICE DI QUALCHE DECADE PIÙ GIOVANE" E CHE NON SAREBBE SPOSATO ("NON CI SONO MOGLI CHE SI SENTONO FERITE"). DI CHI SI TRATTA? - COSA HA SCRITTO CONCITA DE GREGORIO NEL SUO PEZZO CITATO DA PAOLO MIELI NELLA SUA RASSEGNA STAMPA A RADIO24: "SONO SETTIMANE CHE IN TUTTA ROMA NON SI PARLA D'ALTRO. UN ALTRO MINISTRO. UN'ALTRA RAGAZZA"

 

https://www.dagospia.com/politica/fermi-tutti-c-e-ministro-non-se-tiene-nelle-mutande-si-tratta-473726

 

Estratto dell’articolo di Alessandro D’Amato per www.open.online

 

concita de gregorio

Un ministro con l’amante. Sarebbe il terzo dopo i casi Sangiuliano e Piantedosi. Ma come nella tradizione del gossip, non si sa chi sia. Anche se ha un profilo ben delineato. A parlarne per prima è stata Concita De Gregorio nella sua rubrica su Repubblica domenica 10 maggio. E oggi (ieri, ndr) il quotidiano Libero riprende tutto con toni indignati ma di fatto dando pubblicità alla vicenda.

 

L’ex direttrice dell’Unità parla prima della vicenda del dipendente di JP Morgan che accusa la sua capa di averlo drogato e violentato, schavizzandolo. Poi arriva al punto: «Sono settimane che in tutta Roma non si parla d’altro che della prossima bomba», scrive.

 

paolo mieli a otto e mezzo

«Un altro ministro ancora, non Piantedosi e non Sangiuliano, un’altra ragazza, eccetera. Mogli al corrente, naturalmente. Non è mai vero che non sanno, talvolta anzi facilitano». Libero bolla tutto come pissi-pissi dei ristoranti, dei parrucchieri, delle sale che prosperano intorno al potere.

 

Ma poi sulla storia torna anche Paolo Mieli, che ne parla «con divertita enfasi» su Radio24. Lasciando intendere, sempre secondo Libero, che si tratta di una notizia con alte potenzialità di montare.

donna misteriosa

 

Il quotidiano aggiunge che indagando i ministri potrebbero essere anche due: «Un’amante tira l’altra, come le ciliegie». E che il protagonista della storia è stato «travolto da solita passione con una collaboratrice di qualche decade più giovane.

 

Tanto più che ci è stato comunicato che non ci sono mogli che si sentono ferite. Chi è curioso, cerchi su internet, tra gli sposati, quali possono essere i sospetti». [...]

 

    FONTE: DAGOSPIA


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