IL GENERALE VANNACCI HA CAPITO CHE PER GIORGIA MELONI SI STA METTENDO MALE E DICHIARA GUERRA ALLA MAGGIORANZA - ALLA CAMERA, I TRE DEPUTATI DI FUTURO NAZIONALE VOTANO CONTRO LA FIDUCIA AL GOVERNO E CONTRO IL DECRETO BOLLETTE - DOPO L'USCITA DI VANNACCI DALLA LEGA, A FEBBRAIO, I TRE PARLAMENTARI SI ESPRESSERO CONTRO L’EMENDAMENTO DEL GOVERNO A SOSTEGNO DELL'UCRAINA VOTANDO, PERO', LA FIDUCIA ALL'ESECUTIVO - L'EX GENERALE INGLOBA IL MOVIMENTO DI GIANNI ALEMANNO, CHE SI TROVA IN CARCERE...
(ANSA) - I tre deputati di Futuro nazionale Vannacci voteranno contro la fiducia al governo sul decreto Bollette e a contro il provvedimento, che è all'esame della Camera. Aggiungono, in una nota, che spiegheranno le ragioni del loro voto nell'intervento dell'onorevole Rossano Sasso in Aula, previsto intorno alle 13.30.
2 - VANNACCI INGLOBA MOVIMENTO DI ALEMANNO, 'GRAZIE PER IL SACRIFICIO, STIAMO CRESCENDO'
(ANSA) - "Oggi Futuro Nazionale si arricchisce di professionalità , di passione, di volontà e di futuro. In 'Indipendenza' ci sono persone che hanno masticato politica per decenni e quindi daranno un valore aggiunto a quello che noi stiamo creando.
ROBERTO VANNACCI - GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI - MEME BY EDOARDO BARALDI
Quindi Futuro Nazionale mette le proprie radici sul territorio, ieri abbiamo aperto la prima sede nazionale a Roma e oggi diamo l'annuncio, insieme, di questa confluenza di 'Indipendenza' in Futuro nazionale di questo arricchimento reciproco, di questa battaglia che noi porteremo avanti insieme".
Così il presidente di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, nella conferenza stampa che ha sancito l'adesione del movimento fondato dall'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, attualmente detenuto nel carcere romano di Rebibbia dopo una condanna per traffico di influenze in un filone dell'inchiesta "Mondo di mezzo".
Vannacci ha ringraziato gli esponenti del movimento presenti all'incontro (Massimo Arlechino, presidente del movimento e Chicco Costini, vicesegretario vicario) e alla fine gli ha appuntato sulla giacca la spilletta del suo partito. In particolare, li ha ringraziati per il "sacrificio" fatto di rinunciare al loro simbolo, "immagino anche con dolore - ha aggiunto - ma lo fanno a fin di bene. Quindi mettono insieme il sacrificio e il senso del dovere.
gianni alemanno roberto vannacci
E credo che 'Indipendenza' e Futuro Nazionale trovino la loro sintesi proprio in questi valori, proprio nel mettere davanti a tutto gli interessi degli italiani". L'ex vicesegretario della Lega ha ricordato di aver incontrato Alemanno subito dopo l'uscita del suo libro, 'Il mondo contrario', e di recente in carcere e che presto spera di tornarci anche per consegnargli personalmente la spilletta.
Quindi ha concluso: "Futuro Nazionale rappresenta questa destra autentica, una destra pura, una destra orgogliosa, che vuole fare la destra. Sarà una destra che si rivolge essenzialmente a chi ha assonanza di vedute, quindi a questo centrodestra ma che è anche capace e coraggiosa di segnare una propria strada, una rotta, un campanello d'allarme". Vannacci ha poi ribadito di essere disponibile a confrontarsi con "chiunque" possa condividere i valori del suo partito.
(ANSA) - I tre deputati di Futuro nazionale Vannacci voteranno contro la fiducia al governo sul decreto Bollette e a contro il provvedimento, che è all'esame della Camera. Aggiungono, in una nota, che spiegheranno le ragioni del loro voto nell'intervento dell'onorevole Rossano Sasso in Aula, previsto intorno alle 13.30.
2 - VANNACCI INGLOBA MOVIMENTO DI ALEMANNO, 'GRAZIE PER IL SACRIFICIO, STIAMO CRESCENDO'
(ANSA) - "Oggi Futuro Nazionale si arricchisce di professionalità , di passione, di volontà e di futuro. In 'Indipendenza' ci sono persone che hanno masticato politica per decenni e quindi daranno un valore aggiunto a quello che noi stiamo creando.
ROBERTO VANNACCI - GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI - MEME BY EDOARDO BARALDI
Quindi Futuro Nazionale mette le proprie radici sul territorio, ieri abbiamo aperto la prima sede nazionale a Roma e oggi diamo l'annuncio, insieme, di questa confluenza di 'Indipendenza' in Futuro nazionale di questo arricchimento reciproco, di questa battaglia che noi porteremo avanti insieme".
Così il presidente di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, nella conferenza stampa che ha sancito l'adesione del movimento fondato dall'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, attualmente detenuto nel carcere romano di Rebibbia dopo una condanna per traffico di influenze in un filone dell'inchiesta "Mondo di mezzo".
Vannacci ha ringraziato gli esponenti del movimento presenti all'incontro (Massimo Arlechino, presidente del movimento e Chicco Costini, vicesegretario vicario) e alla fine gli ha appuntato sulla giacca la spilletta del suo partito. In particolare, li ha ringraziati per il "sacrificio" fatto di rinunciare al loro simbolo, "immagino anche con dolore - ha aggiunto - ma lo fanno a fin di bene. Quindi mettono insieme il sacrificio e il senso del dovere.
gianni alemanno roberto vannacci
E credo che 'Indipendenza' e Futuro Nazionale trovino la loro sintesi proprio in questi valori, proprio nel mettere davanti a tutto gli interessi degli italiani". L'ex vicesegretario della Lega ha ricordato di aver incontrato Alemanno subito dopo l'uscita del suo libro, 'Il mondo contrario', e di recente in carcere e che presto spera di tornarci anche per consegnargli personalmente la spilletta.
Quindi ha concluso: "Futuro Nazionale rappresenta questa destra autentica, una destra pura, una destra orgogliosa, che vuole fare la destra. Sarà una destra che si rivolge essenzialmente a chi ha assonanza di vedute, quindi a questo centrodestra ma che è anche capace e coraggiosa di segnare una propria strada, una rotta, un campanello d'allarme". Vannacci ha poi ribadito di essere disponibile a confrontarsi con "chiunque" possa condividere i valori del suo partito.
IL GENERALE DELLA PORTA ACCANTO – VANNACCI HA INAUGURATO A ROMA LA SEDE NAZIONALE DEL SUO PARTITO, FUTURO NAZIONALE. SI TROVA IN VIA LUCINA, SULLO STESSO PIANEROTTOLO DEL QUARTIER GENERALE DI FORZA ITALIA – L’EX MILITARE: “HO SEMPRE AVUTO BUONI RAPPORTI CON I MIEI COINQUILINI E I MIEI VICINI, PERCHÉ NON DOVREI AVERLI CON LORO. UN CAFFÈ CON TAJANI O CON MARINA BERLUSCONI? PERCHÉ NO" – VANNACCI LANCIA UN MESSAGGIO AL CENTRODESTRA: “SIAMO INTERLOCUTORI NATURALI, CI VEDONO COME SPINA NEL FIANCO MA SIAMO UN'OPPORTUNITÀ” – VIDEO
ROBERTO VANNACCI INAUGURA LA SEDE DI ROMA DI FUTURO NAZIONALE
Articolo di Luca Ferrero per Ansa
roberto vannacci - inaugurazione sede di futuro nazionale a roma accanto a quella di forza italia
Roberto Vannacci taglia il nastro della sede nazionale del suo partito. "Una bottega, un laboratorio di cose pratiche, il cuore e la fucina di idee di Futuro Nazionale", è la definizione scelta dal presidente. Che arriva a Roma con lo zaino in spalla e, per la prima volta, sale le stesse scale solcate dal fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi.
A separare la sede di Futuro Nazionale da quella degli azzurri solo qualche gradino, sullo stesso pianerottolo di via in Lucina. Coincidenza su cui il generale torna più di una volta.
"Siamo contenti di essere vicini di FI, - commenta - ho sempre avuto buoni rapporti con i miei coinquilini e i miei vicini, perché non dovrei averli con loro. Un caffè con Tajani o con Marina Berlusconi? Perché no. Una volta faranno il caffè loro, una volta noi".
roberto vannacci - inaugurazione sede di futuro nazionale a roma accanto a quella di forza italia
In attesa del leader, tra decine di simpatizzanti e cronisti, passa il portavoce azzurro Raffaele Nevi. Contento di essere vicino di Vannacci? "
Come vicino di pianerottolo non è un problema", ironizza. Ma il tema dell'ingresso di FnV nella coalizione di centrodestra resta sul piatto, e il generale non fa a meno di sottolinearlo.
"Siamo interlocutori naturali, ci vedete come spina nel fianco ma siamo un'opportunità per allargare lo spettro del centrodestra", insiste Vannacci. Che sottolinea le interlocuzioni aperte "con tutti".
inaugurazione sede di futuro nazionale a roma accanto a quella di forza italia
Smentisce i contatti con Daniela Santanché ma annuncia che il Movimento Indipendenza di Gianni Alemanno confluirà nel partito. In vista della conferenza stampa congiunta, il generale intanto si sbilancia: "la cosa mi fa estremamente piacere, Indipendenza si è riconosciuta al 100% in quello che diciamo noi e sono pronti a seguire le indicazioni".
Il partito si allarga - le tessere salgono a 18 mila - e Vannacci sbarca a Roma con un'aspirazione neanche troppo nascosta. Dal suo ufficio, a pochi passi dalla Camera, si intravede anche Palazzo Chigi, e lui commenta: "tutte le realtà partono da un sogno".
Poi, a chi gli chiede chi potrà essere il candidato premier del suo partito, risponde: "se il premier è uno credo che sia Vannacci e basta, non c'è dubbio".
roberto vannacci - inaugurazione sede di futuro nazionale a roma accanto a quella di forza italia
Ma sull'ingresso nel centrodestra non si sbilancia. Elezioni anticipate? "Noi siamo pronti, la rampa è aperta, basta la luce verde", è la linea del generale. La fiducia al dl Bollette? "Vedremo, la fiducia è come quella che si dà a una moglie che cucina un piatto non gradito come la trippa", è il ragionamento tortuoso che offre ai cronisti.
In attesa dell'Aula, c'è da firmare il contratto per i locali messi a disposizione da Stefano Ruvolo di Confimprenditori. "Ci starebbe una decima", provoca. "Hic manebimus optime", dice poi con tono più serio.
E con fare militaresco annuncia: "ci devo portare la stuoia e il sacco a pelo". Il suo volto compare accanto al simbolo nelle gigantografie sulle pareti. "Vedete, sono bianche e non nere", scherza. Lo stile dei locali è minimal. Accanto a quadri astratti, i crocifissi. "Sono contento che ci siano per una questione di identitá", precisa.
Il generale in Europa si schiera con l'ultradestra
VANNACCI È UNA MINA PRONTA A ESPLODERE – DOPO L’ADDIO ALLA LEGA, IL GENERALE ENTRA NELL’EUROGRUPPO DELL’ULTRADESTRA, INSIEME ALLE SVASTICHELLE DI AFD, E PROMETTE DI ROMPERE LE PALLE A LEGA E FDI: “DIFENDEREMO LE SOVRANITÀ NAZIONALI” – L’EX PARÀ HA SUBITO VOTATO CONTRO LA RISOLUZIONE DI SOSTEGNO ALL'UCRAINA DELL’EUROPARLAMENTO – MELONI DETTA LA LINEA: “LE POSIZIONI DEL GENERALE SU KIEV NON SONO COMPATIBILI CON IL CENTRODESTRA”. D’ALTRA PARTE HA GIÀ UN FILO-PUTINIANO IN CASA, SALVINI – MA VANNACCI RESTA UNA ROGNA IN VISTA DELLE POLITICHE 2027: LA STATISTA DELLA SGARBARELLA NON PUÃ’ AVERE COME ALLEATO UN AMICO DEI PEGGIORI PUZZONI EUROPEI E DIFENSORE DEGLI INTERESSI DI MOSCA. EPPURE "FUTURO NAZIONALE" SOTTRARRÀ VOTI A DESTRA, PESCANDO TRA ASTENUTI, MELONIANI E LEGHISTI DELUSI…
1 - UE VANNACCI CON L’AFD ENTRA NELL’ULTRADESTRA E VOTA CONTRO KIEV
Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “la Stampa”
ROBERTO VANNACCI - FUTURO NAZIONALE
Da ieri mattina, negli uffici del gruppo dell'Europa delle nazioni sovrane sventola anche la bandiera italiana. A issarla è stato l'ex generale Roberto Vannacci che, come previsto, dopo il suo addio alla Lega ha aderito alla formazione più piccola e più a destra del Parlamento europeo.
Quella che è stata costituita attorno al partito tedesco di AfD dopo la decisione del Rassemblement National di chiudere le porte alla formazione in odore di post-nazismo perché considerata dal leader Jordan Bardella «troppo estremista».
«Ãˆ un onore essere qui, mi riconosco totalmente nei valori e nei princìpi di questo gruppo» ha esordito Vannacci ieri mattina alla conferenza stampa per presentare il suo ingresso. E nel pomeriggio ha subito fornito la prova d'amore, votando convintamente contro la risoluzione di sostegno all'Ucraina. I suoi ex compagni di gruppo dei Patrioti si sono invece spaccati tra chi ha votato a favore, chi contro e chi - come la delegazione leghista - si è astenuto.
comitato elettorale afd - festeggiamento per i risultati delle europee
Il fondatore di Futuro Nazionale ha elencato quelli che sono i punti cardine del suo personale manifesto politico e che lo vedono in sintonia con i nuovi compagni di viaggio, con i quali vuole «difendere la sovranità nazionale contro il federalismo europeo che vorrebbe cancellare le identità ». Il Green Deal? «La peggiore truffa dal Dopoguerra». L'Euro? «L'inizio del declino». Donald Trump? «Un vero patriota». La remigrazione? «Anche per le seconde o terze generazioni, se in possesso della doppia cittadinanza».
Il matrimonio Vannacci-Esn è basato su una convenienza reciproca. L'italiano aveva bisogno di un gruppo in cui poter lavorare, visto che gli eurodeputati che finiscono nel "misto" hanno a disposizione meno fondi, meno staff e meno tempo di parola in Aula. Al tempo stesso, l'Europa delle nazioni sovrane aveva bisogno di un membro di un altro Paese per garantire la propria sopravvivenza in modo più agevole.
ROBERTO VANNACCI COME CHARLES DE GAULLE - MEME
Secondo le regole del Parlamento europeo, per formare un gruppo servono eurodeputati provenienti almeno da sette Paesi diversi. Prima dell'ingresso di Vannacci, Esn aveva soltanto 27 membri in rappresentanza di otto Stati, solo uno più del minimo sindacale. Sarebbe infatti bastata l'uscita di due membri per far crollare il castello.
Il nucleo forte della compagine sovranista è formato dagli esponenti di AfD, che sono ben 15, vale a dire più della metà . Poi ci sono tre bulgari della formazione di ultradestra Revival, tre polacchi di Konfederacja, due slovacchi, un ceco, un lituano, un ungherese e una francese. [...]
Se il gruppo dei Patrioti è praticamente escluso dalle dinamiche interne al Parlamento europeo, relegato dietro il cosiddetto "cordone sanitario" che impedisce ai suoi membri di accedere ai ruoli istituzionali, quello dell'Europa delle nazioni sovrane è ancor più ai margini. Certo anche loro si sono aggiunti in più occasioni alla coalizione di centro-destra che si è formata attorno ad alcuni provvedimenti spinti dal Ppe, ma gli stessi popolari - guidati dal bavarese Manfred Weber - si guardano bene dall'avere rapporti con gli alleati di AfD. [...]
2 - IL GELO DI MELONI CON IL GENERALE “SULL’UCRAINA INCOMPATIBILE CON NOI”
Estratto dell’articolo di Federico Capurso e Ilario Lombardo per “la Stampa”
matteo salvini giorgia meloni foto lapresse 2
Un alleato compiacente con Vladimir Putin va bene, due sono troppi. Dovendo scegliere, non è stato poi così difficile per Giorgia Meloni preferire Matteo Salvini a Roberto Vannacci. Il leader della Lega, nonostante si sia trovato sempre più spesso allineato alla propaganda del Cremlino, non ha mai davvero minacciato la linea filo-Kiev del governo.
Vannacci, invece, alla prima occasione utile ha votato contro il decreto Ucraina. Insomma, per la premier è stato facile poter dire ai suoi che «le posizioni del generale su Kiev non sono compatibili con il centrodestra». [...]
Quando poi ci si avvicinerà alle elezioni, con i sondaggi sotto mano, magari il dossier Vannacci verrà riaperto, ma a più di un anno dal voto Meloni è già abbastanza occupata a fronteggiare i venti avversi della sua coalizione.
ROBERTO VANNACCI - FUTURO NAZIONALE
La guerra di invasione russa avrà un peso elettorale e su questo la premier sa di rischiare un cortocircuito con gli alleati.Non è un caso che proprio sul dossier Ucraina sia arrivato lo stop nei confronti del generale. Il braccio destro della premier, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, la declina come una questione di «programma» con cui il centrodestra si era presentato alle elezioni: «Era indicato il sostegno all'Ucraina, e chi vuole stare nella maggioranza deve condividerlo. Ergo...».
ALICE WEIDEL TINO CHRUPALLA - AFD
Ergo, meglio pensare solo a Salvini. Anche questo quarto anniversario dell'inizio dell'aggressione russa, d'altronde, ha confermato quanto sia faticoso gestire l'alleato leghista. Al termine della riunione della Coalizione dei Volenterosi, e prima che venisse pubblicato il comunicato in cui il G7 conferma «l'incrollabile sostegno all'Ucraina», la premier ha rinnovato la propria «solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina» colpite «dall'ingiustificata e brutale aggressione russa».
Meloni parla di «lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza», scegliendo parole chiare, che confermano la scelta senza ambiguità di condannare Putin. In quello stesso momento Salvini, il suo vicepremier, preferisce non parlare di invasione o aggressione, ma parla di «guerra Russia-Ucraina», come se entrambi i Paese fossero ugualmente responsabili. Cosa che non è sfuggita agli uomini di Meloni, preoccupati che questa distanza possa allargarsi nei mesi che porteranno al voto nel 2027.
matteo salvini giorgia meloni foto lapresse
Fuori dai confini nazionali a creare imbarazzi a Palazzo Chigi è invece il veto con cui il premier ungherese Viktor Orban ha prima bloccato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia e poi bocciato i 90 miliardi di prestiti europei a Kiev.
Fazzolari è convinto che alla fine «si troverà un punto di caduta» e confida che Meloni possa essere «un valore aggiunto» nelle trattative con il premier ungherese. In fondo, è un vecchio amico. E infatti il sottosegretario non apprezza le parole con cui il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa accusa Orban di aver tradito il principio di solidarietà europea: «Alzare il clima dello scontro non è utile in questa fase».
ORBAN - MELONI - FOTO LAPRESSE
Anche l'amicizia con Donald Trump potrebbe rivelarsi un fattore determinante per la campagna elettorale. Ieri il Pd ha chiesto chiarimenti alla premier su quanto raccontato da un articolo de La Stampa e ha annunciato di aver depositato un'interrogazione alla Camera. [...]
Quel che è certo è che Meloni si è spesa in prima persona guidando i negoziati tra i leader per convincerli a lasciar perdere i beni di Mosca. Come chiedeva la Casa Bianca. «Così - scrivono i dem Peppe Provenzano, Lia Quartapelle, Fabio Porta, Enzo Amendola e Laura Boldrini - la premier conferma di porsi come principale terminale del trumpismo in Europa, agendo da intermediaria per orientare le decisioni strategiche dell'Unione in conformità con gli interessi e la visione geopolitica di Trump, a scapito dell'autonomia e della coesione dell'intero blocco comunitario». [...]
Nell'esercito di Vannacci dilagano i disertori
aggiornamento 9 novembre 2025
GENERALE, C’E’ UN AMMUTINAMENTO! – MIRELLA SERRI: “GLI VA TUTTO AL CONTRARIO AL FONDATORE DE "IL MONDO AL CONTRARIO", ROBERTO VANNACCI. SEMPRE PIÙ NUMEROSI AFICIONADOS SALTANO GIÙ DAL SUO MOVIMENTO NEL CARROCCIO. A COMINCIARE DALLA EX FEDELISSIMA STEFANIA BARDELLI” – LA RISPOSTA DI MERLO: “IL GENERALE NON AVEVA CAPITO NULLA DELL'ITALIA CHE PENSAVA DI AVERE CONQUISTATO. NON SAPEVA CHE LA CELEBRITÀ DEL ‘SIGNOR QUALUNQUE’ DURA 15 MINUTI MA LO TRASFORMA PER SEMPRE IN UN ALLAMPANATO DAL SUCCESSO. NON AVEVA PROVATO LA LEGGE DEL MENGA..." (CHI L'HA IN CULO, SE LO TENGA!)
Dalla rubrica delle lettere di “Repubblica”
Caro Merlo, gli va tutto al contrario al fondatore de "Il mondo al contrario". Sempre più numerosi aficionados saltano giù dal suo movimento nel Carroccio.
A cominciare dalla ex fedelissima Stefania Bardelli, la Bersagliera, delusa dall'alto ufficiale reo di aver abbandonato le truppe e di vedere "il mondo troppo dritto" e troppo leghista. Stefania dal Carroccio forse passerà al carretto di Democrazia sovrana popolare dell'ex comunista Marco Rizzo.
Gli altri reprobi sono Umberto Fusco, ex senatore, creatore della fondazione viterbese "Noi con Vannacci", Fabio Filomeni, seguace di un originale terzetto, che va da Hugo Chavez a Gennaro Sangiuliano e a Putin, e che ha abbandonato la poltrona di presidente del "Mondo al contrario" insieme al suo Norberto De Angelis. Si aggiunge Paola De Franceschi, autrice de "La scuola al contrario" con prefazione, è ovvio, di Vannacci: altri tempi! L'elenco potrebbe continuare. Vannacci amari! Un generalissimo circondato da disertori.
Mirella Serri
Risposta di Francesco Merlo
Per dirla vannacciamente il generale non aveva capito nulla dell'Italia che pensava di avere conquistato. Non sapeva che la celebrità del "signor qualunque" dura 15 minuti ma lo trasforma per sempre in un allampanato dal successo. Non aveva provato la legge del menga e la velocità delle folle che se la squagliano appena si intravede la malaparata. Povero generale, ora sa che si vince in tanti ma si perde soli, che a parte la pernacchia finale non c'è niente di lui che sarà ricordato, perché non c'era nulla di più ordinario del suo mondo al contrario.
FONTE: Dagospia








Nessun commento:
Posta un commento