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mercoledì 19 agosto 2026

Selvaggia replica a Ranucci: un metodo da fasci

 19 ago 2026 19:59

“SIAMO AL PUNTO CHE PERFINO SELVAGGIA LUCARELLI MI IMPUTA RAPPORTI SPREGIUDICATI: SAREBBE INTERESSANTE CITARE I SUOI” – SIGFRIDO RANUCCI SI SCAGLIA CONTRO LA GIORNALISTA, CHE RISPONDE: “A PARTE CHE NEL MONDO DEL GIORNALISMO FATTO DA PERSONE PERBENE SI RISPONDE SU CIÒ CHE L’ALTRO HA SCRITTO, NON ATTACCANDO CHI HA SCRITTO E NON MI SEMBRA CHE RANUCCI LO ABBIA FATTO. L’ARGOMENTUM AD HOMINEM PER DELEGITTIMARE CHI SCRIVE E FA IL SUO LAVORO PERÒ ME LO ASPETTO DAI FASCI, NON DA RANUCCI” – SIGFRIDO SMENTISCE MARIA ROSARIA BOCCIA CHE, AL “CORRIERE DELLA SERA”, AVEVA ANNUNCIATO DI ESSERE A LAVORO PER UN LIBRO A DOPPIA FIRMA CON RANUCCI: “NESSUNO CONTROLLA, PRIMA DI DARE LA NOTIZIA CHE MARIA ROSARIA BOCCIA STA SCRIVENDO UN LIBRO CON ME: FALSO, MA PUR DI ATTACCARMI..."


  

 

1 - LA TESI DI RANUCCI TRA I FAN: “UNA REGIA DIETRO IL MANDANTE. VALTER? È UN CASO PSICHIATRICO”

Estratto dell’articolo di Giampaolo Visetti per “la Repubblica”

 

SIGFRIDO RANUCCI TRA I SUOI SOSTENITORI

Ranucci esclude come interessate fantasie «sia la bomba per salvarmi che l’attentato per lanciarmi nella politica contro la Meloni»: l’attacco vergognoso che ha presentato i costi di Report come stipendi dei suoi giornalisti conferma invece come il caso Lavitola sia l’innesco di una guerra partita «da più in alto e da più lontano».

 

«I giornali del gruppo Angelucci — dice — spacciano per buste paga personali le note spese di inchieste e trasferte anche all’estero.  Al di là delle querele, anche contro chi ha passato dall’interno dati riservati, Report è da sempre la trasmissione più virtuosa della Rai. Costa 160 mila euro a puntata, contro i 240 mila di altre trasmissioni che fanno il 3% di share, con conduttori che nessuno attacca perché rispondono agli amici giusti di qualcuno: per la Rai lamentarsi di Report è come per il Papa lamentarsi del Giubileo».

 

SIGFRIDO RANUCCI A LAVARONE (TRENTO)

Il punto debole, lascia capire Ranucci, resta la sua amicizia con Lavitola, che già tentò l’estorsione con Silvio Berlusconi. «Qual è il problema — risponde — in Rai vadano a vedere chi sono gli amici degli altri, a partire da Luigi Ciavardini (terrorista neofascista ndr). Siamo al punto che perfino Selvaggia Lucarelli mi imputa rapporti spregiudicati: sarebbe interessante citare i suoi. E nessuno controlla, prima di dare la notizia che Maria Rosaria Boccia sta scrivendo un libro con me: falso, ma pur di attaccarmi ci si trincera dietro la scusa che non si verificano le dichiarazioni di una intervistata».

 

MARIA ROSARIA BOCCIA IN TRIBUNALE A ROMA

Per il resto, nessun chiarimento pubblico su Lavitola e sulla bomba sotto casa: oltre un’ora invece di accorato appello a salvare la democrazia e la Ue, «sotto attacco della galassia Trump, da Musk a Bezos, da Bannon a Peter Thiel di Palantir, da piattaforme come Esperia e dai social manovrati dalla destra Usa e dal potere di Netanyahu, adottati dalla destra italiana e da chi gestisce i social di Palazzo Chigi: ormai tecnologicamente padroni del nostro destino».

 

selvaggia lucarelli




2 - LA RISPOSTA DI SELVAGGIA A RANUCCI

Dall’account X di Selvaggia Lucarelli

 

Sorvolo su alcuni passaggi dell’intervista a Ranucci oggi su Repubblica perché sulla mitomania mi sono soffermata abbastanza (“Report per la Rai come il Giubileo per il papa”, vabbè) e non infierisco, ma sono molto stupita della frase modalità pizzino su di me. “Siamo al punto che PERSINO Selvaggia Lucarelli mi imputa rapporti spregiudicati. Sarebbe interessante citare i suoi”.

 

A parte che nel mondo del giornalismo fatto da persone perbene si risponde su ciò che l’altro HA SCRITTO, non attaccando chi ha scritto e non mi sembra che Ranucci lo abbia fatto, ma vabbè. L’argomentum ad hominem per delegittimare chi scrive e fa il suo lavoro però me lo aspetto dai fasci, non da Ranucci. E ancora più, visto che nella frase precedente parlava di frequentazioni altrui con terroristi e poi passa a me, dovrebbe essere così gentile da evitare allusioni e dire con NOMI E COGNOMI quale brutta gente o criminali e pregiudicati sarebbero miei amici o confidenti o frequentazioni. Perché altrimenti suona come un "so cose su di te, quindi ti conviene stare zitta”. 

 

SELVAGGIA LUCARELLI

Racconta pure Ranucci, sennò sembra una intimidazione allusiva e un metodo molto poco nobile di non rispondere sul merito lanciando ombre su chi ti critica. Che nel mio caso- qui sta il tuo problema- non puoi liquidare come “è amica dei fascisti”, perché io ho solo scritto ciò che penso o che so, senza mandanti e senza finalità oscure.











E Boccia rivendica il legame con Ranucci


maria rosaria boccia sigfrido ranucci

“SIGFRIDO RANUCCI È UNA PERSONA CHE CONOSCO, FREQUENTO E ALLA QUALE SONO LEGATA DA UN RAPPORTO DI AMICIZIA E DI STIMA” – MARIA ROSARIA BOCCIA, EX AMANTE DI SANGIULIANO, RIBADISCE DI AVERE UN RAPPORTO PERSONALE CON RANUCCI, DOPO CHE “IL MESSAGGERO” HA SCRITTO CHE IL CONDUTTORE DI "REPORT", AL COMITATO ETICO, HA DETTO DI CONOSCERLA APPENA: “CI SIAMO VISTI DIVERSE VOLTE, A ROMA, A POMPEI E ANCHE IN RAI. STIAMO LAVORANDO A UN LIBRO A DOPPIA FIRMA. IL PROGETTO È CONCRETO ED È IN UNO STATO AVANZATO. PREFERISCO PERÒ NON ANTICIPARNE OGGI CONTENUTI, STRUTTURA ED EDITORE. L’AMBIZIONE È RACCONTARE RETROSCENA CHE AIUTINO A COMPRENDERE MEGLIO ALCUNI ANNI DELLA VITA PUBBLICA ITALIANA…”

le chat tra sigfrido ranucci e maria rosaria boccia a lo stato delle cose


Estratto dell’articolo di Mariolina Iossa per il “Corriere della Sera”

 

Maria Rosaria Boccia risponde da una barca, al largo delle coste della Calabria, la barca di un amico su cui sta trascorrendo qualche giorno di vacanza.

 

Lei ha detto che Ranucci è nel suo «cerchio magico», che siete amici, vi sentite, vi vedete e vi volete bene. È a conoscenza del fatto che, a quanto riferisce il «Messaggero», al Comitato etico il giornalista di Report avrebbe detto di conoscerla appena?

 

«No, non ne sono a conoscenza e non ho letto l’articolo. E comunque preferisco non commentare ricostruzioni di seconda o terza mano come se fossero verbali ufficiali. Tra ciò che viene detto, ciò che viene riferito e ciò che diventa un titolo possono esserci distanze considerevoli».

MARIA ROSARIA BOCCIA IN TRIBUNALE A ROMA

 

Conferma stima e amicizia?

«Posso dire con assoluta serenità che Sigfrido Ranucci è una persona che conosco, frequento e alla quale sono legata da un rapporto di amicizia e di stima. Non ho alcun motivo per modificare ciò che ho già dichiarato pubblicamente. Troverei francamente sorprendente scoprire che abbia sostenuto di non conoscermi. Ma uso volutamente il condizionale: prima di attribuire a una persona parole tanto nette vorrei leggerle in un documento e non nell’interpretazione di qualcuno».

LA DOLCE VITOLA - MEME BY EMILIANO CARLI

 

Il «Giornale» ha scritto che lei è stata due volte nella sede Rai, nell’ufficio di Ranucci, e che l’ultimo incontro sarebbe avvenuto il 4 giugno.

«Ci siamo visti diverse volte, a Roma, a Pompei e anche in Rai. Non considero particolarmente misterioso che due persone che hanno un rapporto di amicizia si incontrino. Abbiamo parlato, come accade normalmente tra persone che si conoscono, di questioni personali, di attualità, delle vicende giudiziarie e mediatiche che in momenti diversi ci hanno riguardato e, naturalmente, anche del progetto editoriale al quale sto lavorando».

 

Sempre il «Giornale» ha scritto che lei e Ranucci lavorate a un libro a doppia firma, la cui bozza sarebbe praticamente pronta.

«Confermo che il libro esiste. Il progetto è concreto ed è in uno stato avanzato. Preferisco però non anticiparne oggi contenuti, struttura ed editore […] Se qualcuno immagina un libro accomodante, celebrativo o scritto per regolare piccoli conti personali, rischia di rimanere deluso. L’ambizione è […] raccontare fatti, meccanismi e retroscena che aiutino a comprendere meglio alcuni anni della vita pubblica italiana […]».


Anche Tarallo fa i conti in tasca ai Report-er


sigfrido ranucci redazione giornalisti report

MA QUANTO GUADAGNANO I GIORNALISTI DI “REPORT”? – DALLE FONTI SENTITE DA DAGOSPIA LE CIFRE SONO MOLTO DIVERSE DA QUELLE CIRCOLATE IN QUESTI GIORNI: IL 75-80% DI QUELLE CIFRE SONO TUTTE SPESE. CI SONO AD ESEMPIO LE VISURE, CHE COSTANO. POI DEVI PARTIRE A PAGARTI LE SPESE, PRENDERE AEREI, SOGGIORNARE IN ALBERGHI, MAGARI PER MESI. ACCANTO A QUESTO, NON TUTTI I GIORNALISTI DI ‘REPORT’ FANNO DA LORO LE RIPRESE: ALCUNI PAGANO COLLABORATORI PER LA POST PRODUZIONE, O SI PORTANO OPERATORI IN GIRO LE RIPRESE. MOLTI DI QUESTI HANNO ANCHE UN SECONDO OPERATORE AL SEGUITO. E QUELLI LI PAGANO LORO (O SE È PREVISTO NEL RAPPORTO CON LA REDAZIONE, RIENTRA NEL FAMOSO BUDGET). SE A UN BUDGET DI 300MILA EURO TOGLI IL 75% DI SPESE, AL GIORNALISTA RESTANO 75MILA EURO. SU QUESTI POI DEVI PAGARE LE TASSE…”

Carlo Tarallo per Dagospia

 

A proposito delle cifre pubblicate da Il Tempo, relative ai compensi degli autori delle inchieste di Report, Dagospia ha sentito un giornalista che conosce alla perfezione i meccanismi economici alla base dei programmi di inchiesta della Rai: “Ogni puntata costa all’incirca 140mila euro. Che per una trasmissione di prima serata, su qualunque rete, è il nulla. Rispetto ad altre trasmissioni, costa molto meno e fa più ascolti: quindi introita pubblicità. Tanta”.

 

sigfrido ranucci con la redazione di report

“Questo significa – prosegue il giornalista - che entriamo molti ma molti più soldi di quanti se ne spendano, forse il doppio. Quindi ai contribuenti porta soldi, non ne toglie. Passiamo alle cifre: il messaggio che è passato è che ogni giornalista intasca la cifra riportata. No: dietro quella cifra lì non c’è solo il compenso del giornalista, in questo caso free lance”, aggiunge il nostro interlocutore, “ma entrando nello specifico, il 75% se non l’80% di quelle cifre sono tutte spese”.

 

“Dietro quel lavoro ci sono ad esempio le visure, che costano. Poi devi partire a pagarti le spese, prendere aerei, soggiornare in alberghi, magari per mesi e mesi. Accanto a questo, non tutti i giornalisti di Report fanno da loro le riprese: alcuni pagano collaboratori per la post produzione, o si portano operatori in giro per fare le riprese stesse. Molti di questi, basta vedere i servizi, in alcuni casi hanno anche un secondo operatore al seguito.

sigfrido ranucci con parte della redazione di report

 

E quelli li pagano loro (o se è previsto nel rapporto con la redazione, rientra nel famoso budget). Dire in un rigo che nella cifra rientrano anche le spese di produzione, insomma, non spiega niente. Se a un budget di 300mila euro togli il 75% di spese, al giornalista restano 75mila euro. Su questi poi devi pagare le tasse. Addirittura in passato (non so se sia ancora così) un giornalista che collaborava con la Rai anticipava le spese e poi doveva presentare le ricevute. Te le approvavano, ma poi la cifra intera dovevi fatturarla, e ci pagavi le tasse. Insomma: dire che accostare quelle cifre ai giornalisti senza specificare tutto questo è fuorviante, è il minimo”.


Minoli, Report, il cetriolo e l'ortolano


lavitola ranucci paolo mieli minoli

"GIRA GIRA, IL SILURO TORNA IN CULO A CHI LO TIRA" - GIOVANNI MINOLI, CHE INVENTO' "REPORT" INSIEME A MILENA GABANELLI, COMMENTA L'AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI: "NON È UNA ESPRESSIONE ELEGANTE, MA RENDE MOLTO BENE L’IDEA" - "SE IO FOSSI UNO DEI MAGISTRATI INTERROGHEREI PAOLO MIELI COME PERSONA INFORMATA SUI FATTI. POTREBBE RACCONTARE QUALCOSA DI NUOVO. MI COLPISCE CHE FREQUENTASSE ABITUALMENTE UNO COME LAVITOLA, E SI FACESSE RIACCOMPAGNARE A CASA TUTTE LE SERE IN MACCHINA DA LUI, CHIACCHIERANDO DEL PIÙ E DEL MENO" - "PER SOSTENERE CHE RANUCCI SAPESSE DEL PIANO DI LAVITOLA OCCORRONO DELLE PROVE. IO NON LE HO..."

Estratto dell'articolo di Stefania Carboni per www.open.online

 

paolo mieli a sabaudia - foto di chi

In un’intervista rilasciata a Hoara Borselli su Il Giornale, Giovanni Minoli — decano del giornalismo televisivo che ha appena compiuto 81 anni — interviene sui recenti sviluppi dell’inchiesta che coinvolge Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, senza risparmiare affondi sul metodo d’informazione e sulle responsabilità dei vertici della TV pubblica.

 

Minoli non è una firma qualunque: ha ideato il programma Report nel 1994, inizialmente intitolato Professione Reporter. Il format, ideato, insieme ad Aldo Bruno, accoglieva l’intuizione di Milena Gabanelli di sfruttare le nuove telecamere portatili per fare un giornalismo d’inchiesta agile e a bassi costi.

 

giovanni minoli 2

Minoli riassume il suo parere sulla vicenda così: «Se posso essere un po’ volgare racconterò di quando insieme a Milena Gabanelli inventammo Report ed evocammo un vecchio detto popolare da osteria, che dice così: “Gira gira, il siluro torna in culo a chi lo tira”. Certo, non è una espressione elegante, ma rende molto bene l’idea».

 

Nell’intervista si ricordano le dichiarazioni del collega ed ex direttore del Corriere Paolo Mieli, emerse dopo le recenti dichiarazioni dello stesso sui suoi contatti con Lavitola. Secondo Minoli, la Magistratura dovrebbe approfondire questo canale.

 

paolo mieli - in onda la7

«Se io fossi uno dei magistrati che stanno indagando sul caso interrogherei Paolo Mieli. Sì, come persona informata sui fatti. Data la sua conclamata serietà e onestà e credibilità, forse potrebbe raccontare qualcosa di nuovo e di inedito.

 

Il fatto che il più grande, serio, credibile maestro di giornalismo italiano frequentasse abitualmente uno come Lavitola, e si facesse riaccompagnare a casa tutte le sere in macchina da Lavitola chiacchierando del più e del meno… cioè, immagino, un po’ di tutto, è una cosa che mi colpisce», ha dichiarato Minoli.

MILENA GABANELLI GIOVANNI MINOLI

 

Sulla possibilità che Ranucci fosse all’oscuro delle intenzioni di Lavitola — considerato dagli inquirenti il mandante dell’attentato —, Minoli mantiene una linea di cautela garantista, pur evidenziando una contraddizione di fondo.

 

«Ovviamente io penso che non sia verosimile. Ma per sostenere che Ranucci sapesse occorrono delle prove. Io queste prove non le ho. Quindi non posso affermarlo. […] Qualunque persona avesse una frequentazione sbagliata, anche senza che avesse commesso alcun reato, veniva messo alla gogna da Report. In questo caso? Il giudizio che Ranucci dà su se stesso non è espresso con lo stesso metodo. Quattro pesi e una misura sola», sottolinea.

 

Il giornalista solleva peraltro interrogativi sul clima giudiziario: «Mi chiedo se fra i magistrati che indagano su Lavitola ce ne sia qualcuno di quel folto gruppo che recentemente all’assemblea dell’Anm scattò in piedi e tributò un applauso infinito a Sigfrido Ranucci. Se c’è, qualche domanda se la farà?». [...]


Ma i vertici Rai non sanno come liquidarlo


sigfrido ranucci giampaolo rossi paolo corsini

SILURARE RANUCCI? MICA FACILE: C’È IL PRECEDENTE DI SANTORO – AI PIANI ALTI DELLA RAI SI SCERVELLANO PER SILURARE IL CONDUTTORE DI “REPORT” SENZA FINIRE IMPALLINATI PER VIE LEGALI – PESA IL PRECEDENTE DI “MICHELE CHI?”, CHE NEL 2005 FU REINTEGRATO DOPO L’ESCLUSIONE DEI PALINSESTI – IL GUAIO PER GIAMPAOLO ROSSI E PAOLO CORSINI È CHE RANUCCI È VICEDIRETTORE E CAPO AUTORE DI “REPORT” – LA POSSIBILE SCISSIONE DEI RUOLI E LA DIFFICILE PARTITA PER IL SOSTITUTO, CON LA REDAZIONE IN SUBBUGLIO…

Su Report la Rai teme un “effetto Santoro": chiesta indagine extra

Estratto dell’articolo di Ilaria Proietti per “il Fatto quotidiano”

 

paolo corsini sigfrido ranucci commissione vigilanza rai foto lapresse

E ora ai piani alti della Rai si teme il precedente Santoro: l’ad Giampaolo Rossi ha ordinato un supplemento di indagine al Comitato etico – che già gli aveva consegnato gli esiti dell’istruttoria sulla correttezza di Sigfrido Ranucci – in modo da avere la garanzia totale che ogni decisione sul futuro del conduttore di Report sia a prova di giudici.

 

Il rischio infatti è che una decisione aziendale possa essere impallinata da un eventuale ricorso in via d’urgenza e possa portare a un reintegro, come già accaduto in passato in altri casi.

 

SIGFRIDO RANUCCI TRA I SUOI SOSTENITORI

Quali? Quello di Michele Santoro innanzitutto, a cui nel 2005 il Tribunale civile di Roma restituì il diritto di svolgere le sue mansioni originarie di autore e conduttore dopo la decisione della Rai di allontanarlo dai palinsesti. Ma anche quello dell’ex direttore di Rai 3 Paolo Ruffini o di volti e voci storici di programmi come nel caso di Livio Leonardi ed Emanuela Falcetti.

 

Nel caso di Ranucci, una decisione che risultasse avventata dal punto di vista legale significa mettere in conto di ritrovarselo in video alla guida della trasmissione d’inchiesta magari già a febbraio, in piena campagna elettorale.

 

sigfrido ranucci e la redazione di report

E così l’azienda punta a blindarsi e si è data ancora qualche giorno per la decisione […] : Ranucci […] non solo è conduttore del programma, ma ne è anche capo autore.

 

L’azienda potrebbe pure decidere di scorporare i due ruoli, anche se la scelta di un eventuale sostituto è paradossalmente una partita che è ancora ai blocchi di partenza o quasi.

 

Il nodo da sciogliere resta che fare di Ranucci: quale che sia la decisione, gli sarà comunicata […] tra la prossima settimana e la prima di settembre. Intanto però la redazione di Report non vive ore tranquille, per usare un eufemismo.

 

paolo corsini sigfrido ranucci barbara floridia foto lapresse

Dopo la pubblicazione da parte del quotidiano Il Tempo dei costi del programma con le singole cifre attribuite ai 30 giornalisti, su cui il centrodestra attacca da 48 ore a testa bassa, l’azienda non ha ritenuto di pubblicare precisazioni di sorta né ha evidenziato il valore del programma, anche in termini pubblicitari.

 

Li ha comunque rassicurati il direttore della Direzione Approfondimento Paolo Corsini. “A chi mi ha chiamato ho detto quello che sono in grado di dire in questa situazione in evoluzione: per la Rai Report è un asset fondamentale e siamo tutti impegnati per tutelare il più possibile il programma e chi ci lavora. Li incontrerò tutti insieme a settembre” .

FONTE: DAGOSPIA

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